giovedì 20 settembre 2018

Caso Cervia, vandalizzato il negozio della figlia di Davide. Marisa Gentile: "Sempre soli in ogni situazione"

Non c'è pace per la famiglia Cervia. Dopo anni di battaglie alla ricerca della verità, e a pochi giorni dal triste anniversario - ben ventotto anni senza Davide - è stata di nuovo la moglie del tecnico rapito da Velletri il 12 settembre 1990 a scuotere i social con una notizia shock fino a questo momento non apparsa su nessun organo di stampa.

Marisa Gentile, tramite il gruppo di sostenitori "Davide Cervia", ha infatti dato comunicazione di un increscioso e inquietante episodio accaduto alla figlia, titolare di un negozio in pieno centro storico a Velletri. Se il 15 dicembre inizierà il processo di Appello fra il Ministero e la famiglia di Davide, nei primi di settembre è accaduto un caso di cronaca davvero singolare che ha toccato in prima persona, pur non essendo per forza di cose collegato al caso Cervia in sé, la figlia di Davide. Il suo negozio, infatti, a pochi metri da Corso della Repubblica, è stato vittima prima di un furto di un cofanetto e poi di una somma di denaro di 1300 euro. Marisa Gentile ha pubblicato sul gruppo la denuncia integrale fatta alle forze dell'ordine, con tutti i dettagli, compreso quanto accaduto in seguito: il negozio è stato incendiato, sempre dalla stessa persona che ha commesso il furto, individuata dagli inquirenti e già nota ad essi. Sono stati i gestori del limitrofo bar a dare l'allarme, con intervento di Vigili del Fuoco e Polizia Scientifica per scongiurare guai peggiori. Il giorno successivo, come se non bastasse, l'ingresso del negozio della figlia di Cervia è stato vandalizzato con spazzatura sparsa ai lati della serranda e l'insegna spaccata da un sampietrino rinvenuto poco lontano. Impossibile fare collegamenti tra i fatti del 1990 e quelli dello scorso 8 settembre, ma chiaramente la paura e i timori si connettono a pensieri più maligni. Sui social è disponibile la dichiarazione di denuncia integrale, indirizzata anche al Tribunale veliterno. Oggi una nuova puntata della storia: Marisa Gentile ha fatto sapere tramite il proprio profilo che nonostante gli atti di ritorsione e il furto, la richiesta fatta agli assessori competenti e al Sindaco di installare una telecamera nel vicolo non è andata a buon fine. Anzi, sottolinea la signora Cervia, "venerdì 14 settembre intorno alle 21,00, come da foto inviata tramite wa da un assessore a mia figlia la telecamera c'era. Ieri, martedì 18 settembre già la telecamera non c'era più. Dicono che ci sono venuti incontro e che hanno monitorato la zona per alcuni giorni". Una storia che ha lasciato perplessa la famiglia Cervia, vicina ad un nuovo iter giudiziario da affrontare e sfiancata da omissioni, negazioni, depistaggi e soprattutto, al di là della trafila legale, ferita dalla sottrazione di un congiunto che dopo ventotto anni non solo non è stata risolta ma sembra ben lontana dalla verità. L'attacco di Marisa Gentile nei confronti delle Istituzioni, a partire dal Comune di Velletri, è netto: "Sempre lasciati soli a contrastare e superare ogni tipo di situazione, anche le più drammatiche".
Associazioni e Solidarietà