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lunedì 25 giugno 2018

Velletri resta al centrosinistra: Orlando Pocci (54,9%) vince il ballottaggio con Giorgio Greci (45,0%)

Nella notte, dopo l'1.00, a risultato acquisito parte la festa per il candidato del centrosinistra che supera il candidato del centrodestra Giorgio Greci.

In una tornata elettorale dove l'astensionismo è stato davvero dilagante (superato di poco il 51%), Orlando Pocci chiude con 11.684 voti, mentre Giorgio Greci si ferma a 9.568. Entrambi migliorano le preferenze guadagnate al primo turno, ma il trend in favore dell'Assessore uscente è apparso chiaro già dopo le prime sezioni. Una vittoria, quella della coalizione a guida PD, che vale la continuità dopo dieci anni di amministrazione Servadio. 54,98% il risultato finale percentuale per Pocci, contro il 45,02% di Greci. Una campagna elettorale fra le più dure, almeno in quanto a scorrettezza e attacchi personali: talmente alti i toni, che nel pomeriggio di venerdì sono stati proprio i due candidati a Sindaco, tramite i loro canali ufficiali, a cercare di smorzarli, con messaggi di distensione che pure non hanno alleggerito un clima a tratti invivibile. Facebook è diventato una piattaforma di sfogo nella quale si è dato vita, in certi casi, ad un tifo da stadio più che a un dialogo politico nella forma e nei contenuti. Nelle ultime ore di voto del ballottaggio, inoltre, è circolata anche una voce (poi smentita) riguardo a disordini presso alcuni seggi. Alla fine, a spuntarla, è stato Orlando Pocci che ha beneficiato di un vasto consenso visti anche gli appoggi esterni o impliciti dei candidati esclusi al primo turno (Priori, Trenta, Pennacchi): quasi tutti, infatti, hanno dato libertà di coscienza agli elettori o si sono schierati direttamente con il candidato democratico, mentre l'unico apparentamento della tornata, quello fra Greci e la lista civica di Felci, non è immune da dubbi (durissime le parole del leader di Casapound, che entra in Consiglio in virtù dei suoi 2500 voti, e che ieri sera con un post sul suo profilo ha attaccato in maniera veemente il centrodestra con riferimenti ben definiti). Di contro, alla festa del centrosinistra si sono cantate "Fischia il vento" e "Bella ciao", mentre le sezioni confortavano sempre di più lo staff di Pocci, che ha seguito lo spoglio e tenuto aggiornati i numerosi cittadini accorsi nella zona del Comitato di Corso della Repubblica. Aria diversa al Comitato di Giorgio Greci in via Lata, dove si è compreso subito che la rimonta non sarebbe avvenuta. Il noto cardiologo veliterno, che aveva dieci liste (nove più la civica di Felci) con l'ufficialità del sostegno di Forza Italia (che però non era sulla scheda) e la spinta di Lega e Fratelli d'Italia ha recuperato meno terreno sul suo avversario, ed è rimasto in sede fino a risultato acquisito, confortato dai suoi sostenitori e candidati e alla presenza del Consigliere Regionale Giancarlo Righini. Per Greci non è bastato incassare 1500 preferenze in più, e l'impressione è che l'analisi politica  della coalizione del nuovo capogruppo dell'opposizione partirà proprio dalla spaccatura di un centrodestra che, a Velletri, va in controtendenza negativamente rispetto a quello che accade in tutta Italia soprattutto per il non aver intercettato i consensi degli elettori che al primo turno avevano accordato la loro fiducia agli 'esclusi' dal ballottaggio. Impossibile, infatti, non considerare le mosse dei candidati esclusi che hanno preferito non schierarsi o fare 'endorsement' per Pocci, tramite i loro candidati al Consiglio e non solo, piuttosto che invitare all'astensione o ripiegare sulla coalizione di Greci. Dopo la fine dello spoglio, Orlando Pocci e i suoi sono saliti in Comune dove è proseguita la festa. Adesso impazza il toto-Giunta, mentre dovrebbe essere chiara la composizione del Consiglio Comunale, di cui ci occuperemo in un articolo dedicato. 
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