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mercoledì 13 giugno 2018

L'analisi del voto, Stefano Pennacchi: "Abbiamo scelto la coerenza, il progetto continua la sua storia"

Non è andata come sperava a Stefano Pennacchi, Candidato a Sindaco delle due liste Sinistra per Velletri e Velester. Il consigliere comunale uscente, infatti, non ha raggiunto la cifra minima per arrivare in Consiglio.

Sono stati 480 i voti di Pennacchi, che si ferma all'1,82% con 196 voti per la Lista Velester e 186 per Sinistra per Velletri. 382 voti di lista e 64 di preferenza per il solo Sindaco. Una proposta, quella del giovane candidato, che non ha trovato i riscontri sperati, anche in virtù del netto divario tra i due candidati che si contenderanno la fascia di primo cittadino, i tre che seguono (Trenta, Felci e Priori) e gli ultimi due (Di Lazzaro e lo stesso Pennacchi). Non nasconde la delusione l'aspirante candidato Sindaco, seppur si dichiari pronto a riprendere quel progetto politico che ha messo su: "Un ringraziamento - ha detto Pennacchi - va a tutte le compagne e i compagni che hanno creduto in questa coalizione di Sinistra, a tutti i sostenitori ed elettori! Noi abbiamo scelto la coerenza senza accordi a ribasso o di convenienza, abbiamo voluto dare un'alternativa vera a questa città ma un bel programma e ambizioso non è stato sufficiente a garantirci la rappresentanza in consiglio comunale. Questo progetto politico continua la sua storia, da oggi ripartiamo dalla strada dove sempre siamo stati ma mettendoci ancora più impegno e passione, il nostro ruolo sarà ricostruire un tessuto sociale capace di cambiare la sorti di questa città! La strada sarà lunga e in salita - conclude Pennacchi - ma la percorreremo senza sosta! Ci vediamo fra 5 anni in consiglio comunale! Al Lavoro e alla Lotta!". Il candidato a Sindaco non si è espresso, invece, nei caldi giorni delle domande sulle alleanza, riguardo al sostegno al ballottaggio. Per un secondo turno che si prospetta all'ultimo voto, non è escluso che Pennacchi possa dare un'indicazione verso il candidato di centrosinistra o, in alternativa, lasciare libertà di scelta al suo elettorato. 
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