giovedì 28 giugno 2018

Corruzione e sperpero del denaro pubblico: incontro con il gruppo "Insieme"


Venerdì 22 giugno 2018, il gruppo "Insieme" ha organizzato il suo 31mo incontro dal tema: "Corruzione e sperpero del denaro pubblico" e questa volta esso si è tenuto in una sala parrocchiale della chiesa di San Martino a Velletri.
Dopo una piccola introduzione del tema e saluto ai presenti ed in particolar modo al nostro relatore Gessi, ha dato a lui la parola. Claudio Gessi, Direttore Commissione Regionale per la Pastorale Sociale e Lavoro della Conferenza Episcopale Laziale, dopo aver chiarito i termini corruzione e sperpero del denaro pubblico portando degli esempi, per forza di cose si è poi collegato alla foto di don Luigi Sturzo. “Perché Sturzo” ha continuato Gessi “perché Sturzo è una figura straordinaria per chi conosce la storia politica del nostro paese e la partecipazione dei cattolici in politica.” Se papa Pio IX in seguito alla unificazione d’Italia (con la breccia di Porta Pia termina il potere temporale di papa Pio IX) decretò che i cattolici non dovessero entrare negli affare politici degli “italiani”, con Leone XIII si addolcì l’atteggiamento papale con la famosa enciclica Rerum Novarum per cui i cattolici poterono cominciare seriamente ad occuparsi di politica locale e nazionale. Un sacerdote di Caltagirone, in Sicilia, capì che anche i cattolici potevano e dovevano intervenire per arginare l’idea socialista liberista che poteva portare chissà dove sostituendola con i punti della Dottrina Sociale della Chiesa. Il 19 gennaio del 1919, nei locali di Santa Chiara a Roma, promulgò dunque il suo famoso appello agli “Italiani liberi e forti”, un appello ai cattolici per intervenire finalmente in politica onde arginare l’enorme corruzione che a quei tempi imperversava in lungo ed in largo, un po’ quello che succede ancora oggi, con il quale nacque ufficialmente il Partito Popolare Italiano di cui Sturzo fu il segretario politico. Nacque, cioè, quella politica cristianizzata tendente, come fine ultimo, al bene comune non a parole ma con i fatti ed in modo particolare allo statalismo, alla corruzione ed allo sperpero del denaro pubblico, quello che lui definiva le male bestie del vivere umano. Ringraziamo dunque il nostro amico relatore, Claudio Gessi, i padri somaschi di San Martino che hanno permesso e facilitato quest'incontro e tutti i presenti. Grazie a tutti.