lunedì 7 maggio 2018

Il Museo delle Religioni presenta la ricerca del prof. Ambrogio Bongiovanni “Satira e Religione

Dici satira e viene in mente politica, censura, restrizione; ma anche libertà, riso, irriverenza. Dal 2015, si è “scoperto” che la satira può scatenare reazioni violente, persino mortali, anche in Paesi liberi, quando ha per obiettivo le religioni. 

di Emanuele Cammaroto
Il terrorismo è solito colpire i simboli del potere, ma non era stato così usuale che puntasse la propria attenzione verso esponenti della satira, soprattutto quella editoriale che, per quanto diffusa, non ha una audience così ampia da giustificare una reazione organizzata e violenta sino alla strage. Eppure, questo è successo con l’attacco a Charlie Hebdo, da parte di due “integralisti” islamici, affiliati ad Al-Qāʿida. Il rapporto tra satira e religione è quindi meno praticabile di quello tra satira e politica? Difficile rispondere a questa domanda, sicuramente il rapporto tra satira e religione è un rapporto difficile e delicato. Ambrogio Bongiovanni, docente universitario su temi inerenti alla teologia del dialogo interreligioso, ha ritenuto opportuno affrontare il tema, con una ricerca scientifica che, dopo oltre un anno di lavoro, è stata trasposta in un volume (Satira e Religioni), il cui sottotitolo parafrasa la celebre frase utilizzata da Dostoevskij nell’Idiota: “L’ironia salverà il mondo?”.
Il libro è stato presentato dallo stesso autore e da alcuni dei collaboratori, nella Sala Tersicore del Comune di Velletri, lo scorso 21 aprile, primo appuntamento della manifestazione “Vento d’Estate ai Castelli Romani”, promossa dal Consorzio SBCR - Sistema Biblioteche dei Castelli Romani, che si prolungherà con presentazioni, convegni, concerti e rassegne teatrali fino ai primi di ottobre. Il dibattito è stato introdotto e moderato dal Direttore del Museo delle Religioni “Raffaele Pettazzoni”: dott. Igor Baglioni. Il volume analizza il dibattito in corso sulla libertà della satira religiosa, cercando di evitare l’inviluppo sulla vexata questio: “satira sì, o satira no”. Molti sono i contributi per affrontare l’argomento non solo rispetto alla situazione europea, allargando bensì i confini dell’approfondimento anche agli altri continenti. Non mancano le testimonianze di tre attori del teatro italiano, che propongono una prospettiva diversa, dalla parte del satirico, sebbene anch’essa non esaustiva. La ricerca, in realtà, non si pone (potrebbe?) l’obiettivo di dare una risposta definitiva a quale dovrebbe essere il confine tra religione e satira. Il volume, sostiene l’autore, ha lo scopo di favorire una riflessione sugli effetti della satira religiosa nelle varie società, sugli aspetti etici e sulla delicata ricerca di un equilibrio tra la libertà di espressione ed il rispetto della fede dell’altro. Il dibattito che ha seguito la presentazione è stato ampio, grazie anche alla presenza di alcuni tra i collaboratori della ricerca e di rappresentanti di diverse religioni.
Si è parlato molto di libertà religiosa e dell’importanza di garantirla anche rispetto agli attacchi di una satira eccessiva. Non sono però riuscito a comprendere quando sia il caso di difendere la satira dall’eccesso di “religione”. Rimane la curiosità di approfondire l’argomento leggendo il volume, scritto con un linguaggio più prossimo alla divulgazione, che ne permette la fruizione anche ai non addetti ai lavori. Una lettura che non si fornirà risposta alla domanda cruciale (l’ironia salverà il mondo?), ma consapevoli che fornirà ulteriori elementi di conoscenza e riflessione; essenziali strumenti per rispettare la propria e l’altrui libertà. Al termine della presentazione, sono state consegnate le pergamene agli studiosi che hanno partecipato attivamente alle iniziative promosse dal Museo delle Religioni, negli anni 2016 e 2017.