martedì 24 aprile 2018

Il Liceo Landi porta in scena Boccaccio e Campanile all’Euroschool di Perugia


La “Campaniliana”, rassegna nazionale di teatro e letteratura dedicata ad Achille Campanile, partirà con la seconda edizione il prossimo ottobre dopo il successo della prima nel 2017. Nel frattempo, però, si vedono già i frutti di una collaborazione didattica molto importante che mette in risalto le eccellenze del territorio e soprattutto i buoni risultati della sinergia tra il team organizzativo della rassegna e le scuole di Velletri. In particolar modo il Liceo Scientifico e Linguistico “Ascanio Landi”, che da anni ha un laboratorio teatrale ed è reduce dalla prestigiosa vittoria del Festival Mondiale della Creatività nelle Scuole a Sanremo lo scorso anno, ha lavorato su Achille Campanile - per la regia di Roberto Della Casa - con un progetto innovativo e di sicuro interesse.

di Rocco Della Corte

La referente del “Landi in Scena”, professoressa Rosalia Di Nardo, ha approfondito in un’intervista la genesi di “Non ci resta che ridere”, spettacolo nato proprio dal contatto tra la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, il Comitato Scientifico della “Campaniliana” e il Liceo veliterno, che concorrerà all’Euroschool Festival di Perugia nella seconda metà di maggio e che debutterà al Teatro Artemisio-Volonté di Velletri il prossimo 4 maggio con ben tre rappresentazioni, di cui l’ultima alle ore 19.00 aperta alla cittadinanza. 


Professoressa Rosalia Di Nardo, quest’anno lo spettacolo che i ragazzi del Liceo Scientifico e Linguistico “Ascanio Landi” di Velletri metteranno in scena presenterà un accostamento inedito tra Boccaccio e Campanile. Come avete coltivato e poi sviluppato questa idea? 

L’idea di lavorare su Campanile ci è venuta sin dal giugno scorso, quando ho partecipato ad alcune riunioni per la “Campaniliana” e ho proposto al Maestro Claudio Micheli, Direttore Artistico della Fondazione, e a Gaetano Campanile di lavorare su Achille Campanile consapevole che i ragazzi purtroppo a scuola non studiano questo autore né lo conoscono bene. Gli studenti sono stati ben contenti di accogliere questa proposta, e da insegnante di lettere amante di qualsiasi cosa piaccia ai ragazzi ho pensato di coniugare Boccaccio, con il Decameron, ai testi di Achille Campanile. Ovviamente quello che li lega è l’umorismo, colorato di toni diversi, però l’idea è stata quella di far lavorare i ragazzi su un autore a loro noto e di farlo apprezzare in una veste diversa paragonandolo alla comicità tagliente di Campanile. Il problema era quello di mettere su una drammaturgia perché i testi campaniliani non si possono cambiare, ovviamente, e sapendo che il laboratorio ha per sua stessa natura la presenza di un folto gruppo di drammaturghi ho pensato di lasciare ai ragazzi la possibilità di costruire una cornice attorno al Decameron e ai testi di Campanile. Il lavoro dei drammaturghi da ottobre a dicembre è consistito nel rileggere Boccaccio in un modo più mirato e contestualmente imparare ad amare i testi di Campanile. 


Qual è stato il feedback dei ragazzi che si sono resi conto di vivere o frequentare il Liceo nella stessa città dove ha vissuto uno dei maggiori autori del Novecento e della Letteratura Italiana, presente in diverse antologie? 

I ragazzi del triennio non sapevano molto di Achille Campanile, né del suo legame su Velletri. Abbiamo quindi colto al volo l’occasione di partecipare alla Mostra su Achille Campanile nell’ambito della prima edizione della “Campaniliana”. La fortuna di conoscere Gaetano ha fatto il resto, gli studenti si sono sentiti vicini a questo personaggio, cercando i video che lo ritraggono, in rete, e riconoscendo i luoghi di cui si parla sul sito dedicato a Campanile. Anche l’aver visto le foto di Gaetano piccolo, insieme a suo padre, è stato utile: per i ragazzi è sempre intrigante vedere qualcuno sullo schermo e poi trovarselo davanti agli occhi. Ho fatto vedere loro i pezzi più famosi recitati dai grandi attori: il pezzo che ha riscosso maggior apprezzamento è stato quello dell’Acqua minerale ma sono piaciute moltissimo le Tragedie in due battute e altri pezzi come Accenti d’amore e L’orrenda parola. Tutti si sono immersi piano piano in questa lingua rivitalizzata da un uso a noi sconosciuto della parola e che invece le dà un peso e una qualità che oggi nella modernità è stato perso. Ci siamo divertiti a rileggere testi come La quercia del Tasso che ho proposto anche in classe ai ragazzi del primo, scoprendo che sanno ridere e amano ridere quando le cose sono proposte con gusto ed eleganza. 

Avete letto dei testi in particolare, oltre a quelli già citati, di Campanile? C’è stata difficoltà nel metterli in scena? 

I testi di Campanile che ci sarebbe piaciuto mettere in scena erano troppo difficili. Li abbiamo letti ma ci siamo resi conto che non saremmo stati in grado di riproporli perché richiedono una consapevolezza recitativa e una valenza attoriale che i ragazzi ancora non possiedono. Abbiamo quindi selezionato i più semplici da rappresentare, ed è anche venuto Gaetano Campanile durante le lezioni di drammaturgia per consigliarci alcuni testi che sarebbero stati più adatti alla recitazione. Con gran fatica e dopo aver letto tantissimo abbiamo scelto solo alcuni pezzi, in un numero congruo, per non fare uno spettacolo troppo lungo e per collocarli al meglio nella cornice che abbiamo dato al copione. 


Lo scorso anno il Liceo Landi ha portato a Velletri un Premio molto prestigioso. Quest’anno, dopo Sanremo, la vostra destinazione è un’altra… 

Quest’anno andremo a Perugia, e parteciperemo a due sezioni del concorso Euroschool Festival che si tiene a maggio tra la stessa Perugia e Todi, Assisi e Spoleto. Saremo in gara con la sezione “musica” tramite l’esibizione dei diciassette musicisti e cantanti, guidati dalla Maestra Barbara Panzarella, che lavora con noi per conto dell’Accademia Santa Cecilia. L’appuntamento è per il 10 e 11 maggio, giorni attesi non solo per l’esibizione ma anche perché gli studenti assisteranno ad una lezione di Mogol, a Perugia. Sarà un’esperienza sicuramente gratificante e i nostri alunni potranno toccare con mano le esperienze musicali delle altre scuole. Dal 21 al 24 maggio partiremo alla volta dello stesso concorso per partecipare alla sezione “teatro” e siamo in cinquanta (gli iscritti al progetto del Landi in Scena sono sessantaquattro). Assisteremo ai laboratori, alle lezioni di personaggi dello spettacolo e la cosa più entusiasmante, come sempre, consisterà nel fatto di potersi relazionare con altre scuole italiane che come noi amano affrontare queste avventure.

Il Laboratorio Teatrale, con il passaggio ad Alternanza Scuola/Lavoro, ha cambiato la sua natura. Quali sono stati i miglioramenti e quali invece le difficoltà di questo mutamento

Sono cambiate molte cose a cominciare dalle persone specializzate con cui lavoriamo. Dopo tanti anni di collaborazione con Carla Petrella abbiamo iniziato a lavorare con il Teatro Vittoria e con l’Accademia Santa Cecilia, e l’impostazione del lavoro è stata diversa. I ragazzi hanno imparato a relazionarsi con tempi che richiedono apprendimenti più veloci, una gestione più ‘impalcata’ del lavoro da svolgere… questo è l’aspetto positivo del passaggio all’alternanza scuola lavoro. Dall’altra parte, tuttavia, c’è la difficoltà di relazionarsi con ragazzi super impegnati su tantissimi versanti e che talvolta sentono l’alternanza come un obbligo o come una lezione. Il laboratorio che è diventato alternanza richiede oltre ai tempi diversi una documentazione diversa. Quest’anno poi avendo vinto il PON per il potenziamento dell’Alternanza, il Liceo Landi ha la necessità di inserire una serie di dati e indicare tutte le procedure svolte sulla piattaforma MIUR del PON: un lavoro burocratico importante, svolto dal tutor e dagli esperti esterni. Approfitto per ringraziare di cuore la referente dei progetti di Alternanza Scuola/Lavoro, professoressa Stefania Ciarla, la docente di economia Giovanna Vani che ha curato l’impostazione della società per azioni con lezioni propedeutiche per il mese di novembre e dicembre, e ovviamente i nostri sponsor. Ci hanno sostenuto General Gomme Velletri di Federica Mattoccia e Marco Ferrari, la Clinica Madonna delle Grazie e l’Agenzia Generale di Sandro Spallotta. Ringrazio di cuore il nostro regista, Roberto Della Casa, del Teatro Vittoria, e la maestra Barbara Panzarella, dell'Accademia di S. Cecilia. Dulcis in fundo colgo l’occasione per dire grazie alla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri che nella persona del Maestro Micheli ha seguito l’iter del nostro lavoro e Gaetano Campanile, che ha partecipato attivamente alla lettura del copione approvando con il suo bonario sorriso il nostro lavoro. Il mio ringraziamento va anche ai preziosi colleghi di lavoro, professor Angelo Mastroianni e la professoressa Silvia De Bortoli, all’ufficio di presidenza e di segreteria che segue con pazienza gli sviluppi del nostro lavoro.