venerdì 23 marzo 2018

"Giornata della Poesia", i contributi di Maria Luisa Melo


Ospitiamo sulle nostre colonne alcuni brani poetici pervenuti in Redazione dall'autrice argentina Maria Luisa Melo.



NINNA NANNA DELLA CIPOLLA  di MIGUEL HERNANDEZ

La cipolla è brina
angusta e povera.
Brina dei tuoi giorni
e delle mie notti.
Fame e cipolla,
ghiaccio nero e brina
grande e rotonda.

Nella culla della fame
mio figlio stava.
Con sangue di cipolla
si alimentava.
Ma il tuo sangue è
arricchito di zucchero
cipolla e fame.

Una donna bruna
dissolta dentro la luna
si versa filo dopo filo
dentro la culla
Ridi bambino
e inghiottirai la luna
quando sia necessario.

[Allodola della mia casa 
ridi molto
è il tuo riso nei tuoi occhi
la luce del mondo
Ridi tanto 
che la mia anima all'udirti 
penetri lo spazio.]

Il tuo riso mi rende libero
mi pone ali
mi toglie solitudini
mi allontana il carcere
Bocca che vola
cuore che nelle tue labbra
lampeggia.

È il tuo riso la spada
più vittoriosa
vincitore dei fiori
e delle allodole
Rivale del sole. 
Futuro delle mie ossa
e del mio amore.

[La carne alitante
subitanea la palpebra
il vivere come mai
multicolore
Che cardellino
risale, svolazza
dal tuo corpo!]

Mi svegliai dall'essere bimbo:
tu non destarti mai
Triste mostro la bocca:
ridi tu sempre
Sempre nella culla
difendendo il riso
piuma dopo piuma.

[Essere dal volo sì alto
tanto vasto,
che la tua carne è il cielo
appena nato.
Oh, potessi io 
risalire all'origine
della tua corsa!]

All'ottavo mese ridi
con cinque fiori d'arancio
con cinque minuscole
ferocie.
Con cinque denti
come cinque gelsomini
adolescenti.

Frontiera dei baci
saranno domani
quando nella dentatura
avvertirai un'arma.
Sentirai un fuoco
correre sotto i denti
cercando il centro.

Vola bimbo, nella doppia
luna del seno:
lui, triste di cipolla
tu, soddisfatto.
Non crollare.
Che tu non sappia quello che scorre
né quel che accade.


Nanas de la Cebolla

La cebolla es escarcha
cerrada y pobre.
Escarcha de tus días
y de mis noches.
Hambre y cebolla,
hielo negro y escarcha
grande y redonda.

En la cuna del hambre
mi niño estaba.
Con sangre de cebolla
se amamantaba.
Pero tu sangre,
escarchada de azúcar,
cebolla y hambre.

Una mujer morena
resuelta en luna
se derrama hilo a hilo
sobre la cuna.
Ríete, niño,
que te traigo la luna
cuando es preciso.

Alondra de mi casa,
ríete mucho.
Es tu risa en tus ojos
la luz del mundo.
Ríete tanto
que mi alma al oírte
bata el espacio.

Tu risa me hace libre,
me pone alas.
Soledades me quita,
cárcel me arranca.
Boca que vuela,
corazón que en tus labios
relampaguea.

Es tu risa la espada
más victoriosa,
vencedor de las flores
y las alondras
Rival del sol.
Porvenir de mis huesos
y de mi amor.

La carne aleteante,
súbito el párpado,
el vivir como nunca
coloreado.
¡Cuánto jilguero
se remonta, aletea,
desde tu cuerpo!

Desperté de ser niño:
nunca despiertes.
Triste llevo la boca:
ríete siempre.
Siempre en la cuna,
defendiendo la risa
pluma por pluma.

Ser de vuelo tan lato,
tan extendido,
que tu carne es el cielo
recién nacido.
¡Si yo pudiera
remontarme al origen
de tu carrera!

Al octavo mes ríes
con cinco azahares.
Con cinco diminutas
ferocidades.
Con cinco dientes
como cinco jazmines
adolescentes.

Frontera de los besos
serán mañana,
cuando en la dentadura
sientas un arma.
Sientas un fuego
correr dientes abajo
buscando el centro.

Vuela niño en la doble
luna del pecho:
él, triste de cebolla,
tú, satisfecho.
No te derrumbes.
No sepas lo que pasa ni
lo que ocurre.




LIBERTÀ – PAUL ÉLUARD

Su i quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome
Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome
Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome
Su la giungla ed il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome
Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome
Su tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome
Su le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome
Su ogni alito di aurora
Su le onde su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nome
Su la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome
Su le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nome
Su i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome
Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nome
Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome
Sul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome
Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome
Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome
Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome
Su l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine
Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome
Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nome
E in virtù d’una Parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti
Libertà.

(traduzione di Franco Fortini)







LIBERTÉ – PAUL ÉLUARD

Sur mes cahiers d’écolier
Sur mon pupitre et les arbres
Sur le sable sur la neige
J’écris ton nom
Sur toutes les pages lues
Sur toutes les pages blanches
Pierre sang papier ou cendre
J’écris ton nom
Sur les images dorées
Sur les armes des guerriers
Sur la couronne de rois
J’écris ton nom
Sur la jungle et le désert
Sur les nids sur les genêts
Sur l’écho de mon enfance
J’écris ton nom
Sur les merveilles des nuits
Sur le pain blanc de journées
Sur les saisons fiancées
J’écris ton nom
Sur tous mes chiffons d’azur
Sur l’étang soleil moisi
Sur le lac lune vivante
J’écris ton nom
Sur le champs sur l’horizon
Sur les ailes des oiseaux
Et sur le moulin des ombres
J’écris ton nom
Sur chaque bouffées d’aurore
Sur la mer sur les bateaux
Sur la montagne démente
J’écris ton nom
Sur la mousse des nuages
Sur les sueurs de l’orage
Sur la pluie épaisse et fade
J’écris ton nom
Sur les formes scintillantes
Sur les cloches des couleurs
Sur la vérité physique
J’écris ton nom
Sur les sentiers éveillés
Sur les routes déployées
Sur les places qui débordent
J’écris ton nom
Sur la lampe qui s’allume
Sur la lampe qui s’éteint
Sur mes raisons réunies
J’écris ton nom
Sur le fruit coupé en deux
Du miroir et de ma chambre
Sur mon lit coquille vide
J’écris ton nom
Sur mon chien gourmand et tendre
Sur ses oreilles dressées
Sur sa patte maladroite
J’écris ton nom
Sur le tremplin de ma porte
Sur les objets familiers
Sur le flot du feu béni
J’écris ton nom
Sur toute chair accordée
Sur le front de mes amis
Sur chaque main qui se tend
J’écris ton nom
Sur la vitre des surprises
Sur les lèvres attendries
Bien au-dessus du silence
J’écris ton nom
Sur mes refuges détruits
Sur mes phares écroulés
Sur les murs de mon ennui
J’écris ton nom
Sur l’absence sans désir
Sur la solitude nue
Sur les marches de la mort
J’écris ton nom
Sur la santé revenue
Sur le risque disparu
Sur l’espoir sans souvenir
J’écris ton nom
Et par le pouvoir d’un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer
Liberté           





VARIAZIONE SULLA POESIA "LIBERTE' " DI PAUL ELUARD, di Maria Luisa Melo, Roma 2011.

Così come esistono
le variazioni
su un tema di Paganini
di Segei Rachamninoff.
Così tenterò di fare
le variazioni
sulla poesia
" Liberté"
di Paul Eluard...

... Su la voce del silenzio
Su gli " ajó" (1) senza denti
Su l'adagio camminare
Io bacio il tuo nome

Su i Tsunami
naturali, spirituali
nucleari, esistenziali
dell'Ere del Tempo
Io bacio il tuo nome

Su la pelle oltraggiata
Su l'infanzia divorata
Su le lacrime violentate
Io bacio il tuo nome

Su il deserto
del successo opulento
Su il vuoto
dei sentimenti televisati
Su l'essere soffocato
dall'effimera apparenza
Io bacio il tuo nome

Su il gelsomino dell'aria
Su l'alba della violetta
Su la rosa di Maggio
Su l'olmo vecchio di Machado (2)
Io bacio il tuo nome

Su i castelli di prinicipi
immaginari a Rosario
e quelli medievali
a Lovaino
Io bacio il tuo nome

Su gli Ospedali
di montagna, città
campagna, valle
Guerra e Pace
Io bacio il tuo nome

Su ogni libro
che ho letto
Su ogni film
che ho visto
Su ogni nota
che ho ascoltato
Su ogni lettera
che ho scritto
Su ogni e-mail
che ho inviato
Io bacio il tuo nome

Su la solitudine assoluta
del vivere contemporaneo
Si l'abnegazione quotidiana
Su il giusto invisibile (3)
Io bacio il tuo nome

Su l'universalità
delle parole
le età
le vittorie
i fallimenti
e
Su la semplice semplicità
Io bacio il tuo nome

Su la danza
dell'"alborada"
Su la meditazione
del cigno
su il volo di
" Juan Salvador Gaviiota" (4)
Io bacio il tuo nome

Su le macerie
delle rovine vissute
Su le cenere da fenice risuscitare
Su le guance schaiffegiate
Su le suppliche calpestae
Su la mia ombra dimenticata
Io scrivo il tuo nome

E grazie
al potere
del tuo nome
Io nacqui, nasco e nascerò
per conoscerti
estasiarmi
venerarti
ammirarti
alimentarmi
proteggerti
desiderarti
respirarti
lodarti
difenderti
scriverti
baciarti
chiamarti
A M O R E ! ! !

Maria Luisa Melo- poetessa, dal libro " Musicando la Vita..."
NOTE:
(1) " ajó", in spagnolo-argentino, interriezione con il quale si stimola ai neonati perché comincino a parlare.
(2) " A un olmo seco", poesia di Antonio Machado.
(3) " La medvavniks", i " 36 giusti nascosti", convinzione popolare che s'intreccia nell'ebraismo, sul concetto che si trova nel Talmud ( Sanhedrin 97b; Suca 45b).
(4 ) " Juan Salvador Gaviota" di Richard Bach.

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