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sabato 6 settembre 2014

Shock Renzi, un duro colpo alla Grammatica… nel suo documento “La buona scuola”

Foto: Repubblica
Il nuovo presidente del Consiglio Matteo Renzi promette rottamazioni e svolte epocali. E la buona volontà non manca vista la grossa quantità di nuove riforme che dovrebbero essere approvate entro il mese di dicembre. Ma a mancare, soprattutto perché si parla di scuola, è la grammatica. Nel documento iper sintetico, iper moderno e iper giovanile diramato dall’esecutivo infatti si legge “La buona scuola” in dodici punti. Ma ad essere buona non è l’ortografia, perché gli errori non stanno neanche sulle dita di una mano. 

Duro colpo, si potrebbe dire, ma non alla ‘ndrangheta o agli evasori – avversari tradizionali del Governo – ma stavolta alla grammatica. Sei errori in dodici punti, superate le regole che mandano a capo durante la scrittura di un documento: ecco quindi che troviamo Costituzi-one, assunzi-oni, amminis-trativi, dig-itali, sec-ondari, traspar-ente. Non è consigliabile far leggere a chi sta muovendo i primi passi nel mondo della lingua italiana il documento pubblicato. Per completezza d’informazione, buone invece le idee: mai più precari, entrata in ruolo per concorso, aggiornamenti, trasparenza, master per l’inserimento nel mondo del lavoro e miglioramento dell’offerta formativa. Tutto sta a vedere se dalla potenza si passerà all’atto, anche se in questi ultimi anni il mondo dell’istruzione di miglioramenti ne ha visti ben pochi nonostante i proclami messi in cantiere. Se il premier ha come slogan #lavoltabuona, non c’è che augurarsi che sia così per il bene di chi si avventura come studente a scuola o come insegnante nel lavoro. Sicuramente, però, questi a capo sconsiderati sono figli di una cultura che sta crescendo con il passaggio dai libri di Vittorini ai link su Facebook e Whatsapp. Per adesso è adeguato il titolo del pezzo: “Shock, duro colpo alla grammatica”… la buona scuola ha bisogno anche di lei.