menù

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri con iscrizione n°13/2013



           



martedì 10 marzo 2020

Tutta Italia zona protetta, Conte: "Restate a casa". E a Velletri (e non solo) c'è la fila ai supermercati notturni...

foto repertorio
Ieri sera, intorno alle 22.00, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte in una conferenza stampa straordinaria ha comunicato al Paese le ulteriori restrizioni per fermare l'avanzata del coronavirus, i cui contagi sono ormai prossimi agli 8000.
Il problema fondamentale resta quello delle complicanze sanitarie e, soprattutto del collasso del nostro sistema sanitario nazionale, che non ha risorse - umane e non solo - a sufficienza per far fronte a una tale emergenza. "Non ci sarà più un'Italia in zona rossa o arancione, ma un'Italia in zona protetta" - ha detto il premier - annunciando le nuove norme in vigore da oggi 10 marzo che consentono spostamenti solo per motivi di lavoro, urgente necessità e salute. "Non possiamo abbassare la guardia", ha concluso il presidente Conte, annunciando un ulteriore sforzo economico del governo oltre ai già stanziati 7,5 miliardi per venire incontro all'inevitabile crisi. Purtroppo, però, le dichiarazioni hanno avuto un effetto boomerang un po' ovunque, compresa la nostra città: già da pochi minuti dopo le dichiarazioni di Conte, nei punti vendita veliterni aperti 24 ore su 24 si è creata una incredibile e chilometrica coda, tutti al supermercato a svaligiare gli scaffali e acquistare beni di prima necessità. Pur comprendendo la paura e l'incertezza, non c'è alcun decreto che impedisca di andare a fare la spesa di giorno o nei consueti orari, anzi l'invito è quello di recarsi nei negozi di alimentari o in generale negli esercizi commerciali più vicini alla propria abitazione ed evitare sovraffollamenti aspettando che non ci sia fila e mantenendo la ben nota distanza di sicurezza. Una situazione davvero surreale, invece, quella che si è registrata a Velletri (e in tante altre città di Italia che offrono un servizio h 24) con persone all'aperto, al freddo e in piena notte, con i carrelli alla mano a fare incetta di prodotti come se ci fosse una carestia e incuranti delle norme appena dettate dal Governo sul rischio di contrazione del virus che avviene soprattutto nei posti affollati. Un atteggiamento ampiamente criticato, anche sui social e nei vari gruppi, da tutti quei concittadini che invece hanno recepito il messaggio e restano a casa limitando gli spostamenti e non alimentando situazioni potenzialmente pericolose per il contagio. Occorre un forte senso di responsabilità per limitare una fase delicatissima che ha già messo in ginocchio il Paese e che rischia di essere prolungata ben oltre il 3 aprile, data limite alla quale si guarda con fiducia, se non si applicano regole di buona volontà.