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mercoledì 25 marzo 2020

"Permette? Alberto Sordi" ieri in onda su Rai Uno. Tutta Velletri davanti alla tv per vedere Shany Martin

Shany Martin con il protagonista Edoardo Pesce

E’ andato in onda ieri sera, su Rai Uno, il film “Permette? Alberto Sordi”, che cade nell’anno del centenario della nascita del grande attore. La rappresentazione cinematografica verte su alcuni aspetti forse meno noti, almeno tra i non addetti ai lavori, del compianto Albertone nazionale, con la regia di Luca Manfredi, figlio del grande Nino, e ci ha mostrato un Alberto Sordi agli esordi, dalla solenne bocciatura all’Accademia dei filodrammatici a Milano a causa del suo troppo spiccato accento romanesco, tanto da predirgli che non sarebbe mai diventato un attore.
Al ritorno a Roma l'incontro casuale e la grande amicizia con Federico Fellini, anch’egli all’epoca squattrinato e alla ricerca caparbia del successo in campo cinematografico, proprio come Alberto. Si evidenzia il solido legame di Sordi con la sua famiglia di origine, e in particolare con la madre (struggenti le sequenze della sua morte). Dalla scelta tra l’amore e il raggiungimento del successo cinematografico, fino al contrastato e controverso legame con Andreina Pagnani (che, fra le altre cose, alla fine degli anni Sessanta si trasferì a Velletri nella villa che poi sarebbe divenuta di De Filippo e dopo ancora di Volonté), già all’apice del successo. Non mancano i riferimenti all’incontro con un altro grande romano, Aldo Fabrizi, e i primi successi iniziati con il doppiaggio della voce di Oliver Hardy, Ollio. Indimenticabile la trasmissione radiofonica tutta sua che rese celebre il personaggio di Mario Pio, fino allo “Sceicco bianco" di Fellini e al celeberrimo “Un americano a Roma” di Steno-Vanzina. Da lì un susseguirsi di successi, con gli oltre 200 film che tutti conosciamo, questa è storia recente. Ci piace ricordare come lo definì Ettore Scola: “L’uomo che non ci ha mai permesso di essere tristi” e questo è forse il complimento più bello rivolto all’attore della romanità, e specie in questo periodo di paura e insicurezza per il coronavirus guardare un film di Alberto Sordi può farci ritornare a sorridere e rendere più lieve il peso dell’essere richiusi in casa. In questo racconto che ci ha fatto conoscere un lato meno noto di Albertone, non è passata inosservata la presenza nel cast del nostro concittadino Shany Martin apparso in due sequenze, entrambe a Cinecittà: la prima in cui fornisce del materiale alle comparse, la seconda in cui saluta un Alberto Sordi raggiante che entra in macchina nella cittadella del cinema più famosa d'Italia. Shany, già conosciuto dal grande pubblico con diverse apparizioni e tante collaborazioni con personaggi del mondo dello spettacolo,ha già lavorato in TV e mette 'a verbale' quest'ulteriore importante esperienza cinematografica. Chissà, e glielo auguriamo, che non possa ricalcare le orme di Albertone... sarebbe un ulteriore vanto per la nostra città. 

Antonio Della Corte