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sabato 28 marzo 2020

Letture tra le pieghe della carriera di Luigi Magni/4: "La Tosca", un capolavoro di Magni e Trovajoli

Per parlare de “La Tosca” dobbiamo premettere qualche riga sul sodalizio creativo tra Magni e Trovajoli che è alla base del successo del film uscito nelle sale nel 1973.
Armando Trovajoli e il maestro si conobbero calcando le tavole dello storico palco del Teatro Sistina dove andarono in scena alcune delle più belle commedie musicali italiane scritte dal gruppo Magni – Campanile – Franciosa – Garinei e Giovannini di cui avremo tempo di parlare. La loro collaborazione nel cinema ha invece inizio con la carriera da regista di Magni nel 1968, quando Trovajoli tenne a battesimo, facendone la colonna sonora a "Faustina", il primo film del maestro romano (a cui dedicheremo un intervento a sè). Da "Faustina" la cultura di Magni e la musica di Trovajoli hanno dato vita a pezzi che sono nella storia della musica da film italiana. Per "Nell'anno del Signore", il compositore romano, scrive un pezzo che a ragion veduta si ritiene il più bello della sua produzione, “Il tema di Giuditta” che commenta la disperazione della ragazza ebrea interpretata da Claudia Cardinale nel momento della salita al patibolo dei due carbonari Angelo Targhini e Leonida Montanari dal quale poi Trovajoli ne trasse una sinfonia. Pochi anni dopo, nel 1973, i due lavorano alla "Tosca", un capolavoro di romanità nato dalla cultura storica di Magni e dallo straordinario genio creativo di Trovajoli. Insieme hanno dato vita a brani che oggi fanno parte della storia della musica popolare romana.
Tra questi eccelle senza alcun dubbio “NU JE DA RETTA ROMA” brano che chiude il film, interpretato dai due protagonisti Gigi Proietti e Monica Vitti. Questa canzone porta con sè un chiaro riferimento di cronaca del novecento, accaduto pochi anni prima del film precisamente nel 1969, quando Giuseppe Pinelli, anarchico, cadde in circostanze mai chiarite da una finestra della Questura di Milano mentre era in stato di fermo. Tutta la canzone è un dialogo tra Cavaradossi (Proietti) e la città di Roma che guardava dai bastioni di Castel S.Angelo e che gli risponde attraverso gli angeli del ponte. “ NU JE DA RETTA, ROMA CHE T HANNO COJONATO STO MORTO A PENNOLONE E MORTO SUICIDATO SE INVECE POI TE DICONO CHE UN MORTO SE AMMAZZATO ALLORA E SEGNO CERTO CHE L HANNO ASSASSINATO”. Sempre in Tosca i due hanno lasciato altri brani ormai patrimonio come “IL CANTO DEI DERELITTI", la preghiera di un gruppo di storpi nella Chiesa di S. Andrea della Valle che chiedono al Signore come mai ha fatto bene tutto il creato e te sei sbajato solo con loro”. Spaccati di una Roma colta e anche ironica che oggi manca sempre di più.
Ma veniamo al film; un cast di tutto rispetto Gigi Proietti nel ruolo di Mario Cavaradossi – Vittorio Gassman nel ruolo del Barone Scarpia – Aldo Fabrizi nel ruolo del governatore – Monica Vitti nel ruolo di Tosca. Per La Tosca la signora Mirisola ha realizzato dei costumi di rara bellezza conservati presso la collezione della Tirelli spa e alcuni sono stati esposti a Velletri in occasione della grande mostra “Attrezzeria e Costumi nel Cinema di Luigi Magni”. I luoghi sono quelli dove anche Puccini ha ambientato la sua Tosca, ovvero Castel S.Angelo – Palazzo Farnese e San Andrea della Valle. Questo intervento sulla Tosca è dedicato a Monica Vitti per darle un simbolico abbraccio e dimostrarle ancora tutto il nostro affetto.


Alessandro Filippi