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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri con iscrizione n°13/2013



           



venerdì 27 marzo 2020

Il terremoto virale


Questa settimana vogliamo pubblicare una lettera che una nostra collega psicoterapeuta ha scritto e che dà voce ai pensieri di molti di noi. Viviana Morelli del CPA di Albano Laziale (Centro di Psicologia Applicata).

Era così familiare e amica una “classica e comune nevrosi" !!! Lei che costringe una persona a fermarsi e a modificare la propria vita ascoltando i bisogni più profondi urlati dal corpo, da un inconscio dimenticato. Accettarla...fermarsi, non lottare contro l'ansia e la paura, lasciare che ci portino altrove, che ci illuminino sul cambiamento necessario per un nuovo equilibrio. Era bello accompagnare le persone fuori dal loro tunnel, commuoversi per riconoscerli migliori di prima.

E ora? Una pandemia ci ha travolto.
Siamo atterriti e destabilizzati. Siamo traumatizzati da un microscopico potente e distruttivo nemico invisibile. Mi chiedo se basteranno i miei strumenti di sempre, per non perdere il mio centro e sostenere le altre persone!? Se ne devo cercarne altri. Tutto è così surreale, è arrivato Covid-19 e ha spazzato via tutti i progetti in atto...desideri che si stavano realizzando, i miei e quelli di tutti, delle persone che sono “in cammino” insieme a me, progetti su cui avevamo tanto lavorato...tutto bloccato, distrutto, congelato. Qualcuno era pronto per un viaggio senza paure, altri cercavano gruppi …palestre e teatri perché pronti a stare nel mondo. Ora reclusi in casa per un pericolo di contagio e morte. Come gestire questo dolore, questa angoscia? anche qui accettare, ascoltare, accogliere la nostra impotenza .... sembra quasi che fa meno male perché è comune al mondo. Nessun fallimento personale …non dipende da noi. Ricordo a tutti che ciò che abbiamo costruito non andrà perso. Ne sono convinta, ma so per me e per loro che porteremo i segni di un Trauma. Siamo in balia di un ottundimento emotivo e ci adattiamo ad un nuovo modo di vivere. Il male minore è rinunciare ai vecchi schemi e costruirne altri...abbandonare l'agenda iper-organizzata e vivere giorno per giorno. Sono molto in sintonia con tante "riflessioni resilienti" : “riscoprire la casa e i valori dimenticati ci fa riaprire il cuore”, “il pianeta respira e rinasce”, “l’elogio del tempo lento” e “non saremo più le stesse persone, certamente in meglio”! ma questo è un finale, come Persona e anche Terapeuta ascolto e definisco la mia parte di Trauma. C’è…ci sarà e sarà duro sanarlo.
La crisi economica non sarà facile, siamo tutti travolti e noi psicologi più di tanti altri…ma andremo incontro alle persone come possiamo, per etica, codice deontologico, o per spirito missionario che se non ci fosse non esisterebbe questa professione. Ma il terremoto dell’Aquila ci ha insegnato che si vive con poco e che abbiamo un mondo di risorse, che si può fare “psicoterapia sotto gli alberi, senza una stanza”, ma nel dolore loro avevano un bene prezioso: la possibilità del contatto, la magia dell’abbraccio. In questi giorni ricevo persone che arrivano con mascherine e guanti, ci sto male non posso accoglierli a mio modo. Oggi siamo deprivati tutti noi della cura più semplice del mondo la carezza come riconoscimento. Sarà una ferita profonda.
I Traumi di oggi riaprono traumi di ieri, per tutti è così. Se una mia paziente si commuove perché al supermercato incontra la sua amica intima, non può salutarla, immagino come si può sentire una qualunque paziente di una mia collega Abruzzese. Ma chiaramente riapre anche traumi personali ancora più antichi.
Vedo persone impaurite dietro mascherine che si aggirano in scenari surreali. Quello sguardo non andrà via in poco tempo. Siamo ancora tutti sotto effetto Freezing. Gradualmente dovremmo far luce, essere sempre più consapevoli di questo vissuto da “terremoto virale”.

Viviana Morelli