menù



           



martedì 14 gennaio 2020

Lo Stendardo di S. Antonio compie venti anni


Ci avviciniamo alla tradizione Festa in onore di S. Antonio Abate, fermiamoci a parlare del celebre stendardo e della sua storia. Vessillo dell’Università dei Carrettieri e Mulattieri fondata nel 1624, essa era una sorta di antesignana delle moderne associazioni di categoria e dei sindacati.
All’epoca con il termine Università si identificavano quei sodalizi che riunivano delle categorie per precise di “fedeli”. A Velletri la storia lascia traccia di quelle dei Calzolari che si trovano nella Chiesa di S. Crispino sita nell’omonima piazza, quella dei Falegnami che si trovano nella Chiesa di S. Giuseppe e quella dei Mulattieri e Carrettieri che si trovavano nella Chiesa di S. Antonio Abate a loro concessa in uso dopo la partenza da Velletri dei Canonici di Vienne. L’Università dei Carrettieri e Mulattieri ma come anche le altre oltre alla cura dello spirito dei propri sodali ne curava anche l’assistenza sociale ed economica era uso pagare dei “vitalizi” (intesi come una prima forma di pensione) a quei soci che a causa di incidenti sul lavoro o per la troppa età non potevano più lavorare i fondi venivano ricavati dai beni propri del sodalizio che all’epoca erano case terreni lasciti testamentari. Tutto questo venne meno con l’annessione degli Stati della Chiesa al Regno d’Italia e la conseguente confisca di beni di ordini religiosi – confraternite e università. I Mulattieri e Carrettieri di Velletri per continuare nella loro necessaria opera sociale decisero di mandare all’asta il loro stendardo ogni anno in occasione della Festa del patrono S.Antonio Abate, ragionevolmente possiamo dedurre che questa consuetudine possa avere origine dopo il 1870 anno della presa di Roma. Chi si aggiudicava lo stendardo godeva dell’immunità per un anno e dove custodire il prezioso drappo in casa appeso in una stanza vuota con una lampada accesa. Naturalmente il drappo con gli anni e con i trasporti a cavallo si usura e per questo in concomitanza con gli anni giubilari si rinnova aggiudicando in modo definitivo quello del venticinquennio precedente. Sono arrivati fino a noi solo quattro di questi drappi, quello più antico del 1899 è opera del maestro Aurelio Mariani ed è conservato dalla famiglia Nanni, segue poi quello opera di Mons. Ruggero Tredici aggiudicato a Cesare Lupi conservato in chiesa, quello conservato da Bruno Tondi vincitore dell’asta definitiva del 1992 per 20.700.000 lire a cui ha fatto seguito quello realizzato dalla Signora Giovanna Verger Frezzolini aggiudicato a Salvatore Ladaga e Marcello Ilardi conservato in chiesa. L’attuale è opera del maestro Stefano Turchetta ed è in uso dal 2000 esattamente vent’anni il progetto iconografico è di Mons. Angelo Mancini, presenta se pur attualizzata la scena degli stendardi precedenti con intorno delle formelle con la storia del convento di Velletri e scene rappresentanti la devozione veliterna al Santo. Ai piedi gli stemmi del compianto Vescovo Andrea Maria Erba dell’allora Cardinale Vescovo di Velletri Joseph Ratzinger e del Papa San Giovanni Paolo II.


Alessandro Filippi