menù



           




martedì 24 dicembre 2019

Una grande mostra d’arte alla Casa delle Culture: con Edgardo Zauli Sajani si espone la “Felicità della Pittura”

Una mostra di altissimo livello e dal respiro internazionale quella che sarà aperta fino al 2 febbraio 2020 alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri, nella suggestiva cornice della Sala degli Affreschi. Protagonista dell’allestimento, curato dal professor Marco Nocca, è Edgardo Zauli Sajani, pittore forlivese nato nel 1874 e poi arrivato nella nostra città nel 1898 quando viene nominato direttore della Scuola di Disegno Applicato alle Arti.
In mostra ci sono ben trentanove opere, disposte nell’ex Refettorio, grazie al lavoro in sinergia tra l’Accademia di Belle Arti, vero motore dell’esposizione, insieme al Comune di Velletri e alla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura. Visitare la Mostra significa fare un tuffo nel passato a contato diretto con le opere di uno dei pittori più poliedrici e, purtroppo, spesso dimenticati della storia dell’arte italiana.
Edgardo Zauli Sajani si forma all’Istituto di Belle Arti di Roma e nel 1898 sarà decisiva la sua opera, da direttore, per rivoluzionare la Scuola d’Arte di Velletri. Incontra Juana Romani, nel 1901, in quello che fu un vero e proprio ritrovo di due artisti dimenticati. Sotto la sua guida, la Scuola di Velletri diventa una delle migliori in Italia per i laboratori e i maestri d’arte che ne escono fuori e vincono diversi premi nazionali. Spicca, nell’esposizione, l’inclinazione di Zauli verso la ritrattistica: si possono infatti trovare, oltre ad alcuni bellissimi auto-ritratti, quelli della madre, del fratello Giulio, e della moglie. Notevole, poi, sul fondo della sala, l’allestimento che valorizza “L’azalea”, detta anche “ritratto di giovine signora”, restaurata proprio in occasione di questa Mostra e con il contributo della Volscambiente. Una donna, con sullo sfondo le azalee, vestita di bianco (proprio su questo colore numerosi sono stati gli studi), il cui dipinto è stato esposto nelle vetrine della tipografia Lizzini a Velletri prima di finire a Forlì.
Proprio tra il comune romagnolo e Velletri si è instaurato un rapporto di collaborazione (visto che i quadri sono conservati nella Pinacoteca di Forlì) con una sorta di gemellaggio culturale, che ha visto le due città e i rispettivi Sindaci collaborare per mettere in piedi questa esposizione. Grande attenzione, Zauli, l’ha riservata al paesaggio: spiccano gli scorci di Velletri (l’osteria Capannelle, nell’odierna Menotti Garibaldi), o il Sipportico di Cori, molto suggestiva anche “La sera a Chianciano”, dove scenario e figure coesistono in un’armonia davvero notevole. Imponenti, infine, i ritratti di Benito Mussolini e Vittorio Emanuele III, curatissimi dall’abbigliamento alla postura, passando per lo sguardo. Nelle teche, insieme ai tanti documenti, è possibile vedere il fascicolo di Zauli in Accademia e anche la commovente sottoscrizione che fecero i veliterni per offrirgli una degna sepoltura nel Cimitero di via Lata, dove a tutt’oggi riposa insieme alla moglie dal 1947. La Mostra è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30, mentre il sabato e la domenica fa orario continuato dalle 10.00 alle 19.30 con le visite guidate di Sara Di Luzio, Ilaria Fiorillo, Paola Cucuzza e Marco Nocca. L’ingresso è libero ed è disponibile un catalogo completo, a cura di Marco Nocca e Gabriele Romani, edito da L’Erma di bretschneider con le schede delle opere e la storia del pittore.

Rocco Della Corte