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mercoledì 6 novembre 2019

L'Ospedale di Velletri perde altri pezzi? Nubi dense sul "Paolo Colombo", ecco le novità


Ancora nubi dense sull'Ospedale di Velletri. Si è tenuta ieri la riunione della conferenza dei Sindaci durante la quale è stata presentata la modifica del piano aziendale in cui si attribuisce un'unica unità operativa di Chirurgia Vascolare nell'intero circuito della ASL, con sede - purtroppo - al Nuovo Ospedale dei Castelli.
Anche la chirurgia urologica di Velletri, attualmente uno dei servizi più efficienti del nosocomio di via Orti Ginnetti, potrebbe finire ad Ariccia. Se la vocazione dell'ospedale di Velletri, come più volte lasciato intendere dall'Azienda, è quella di divenire un polo d'eccellenza chirurgica, perchè spostare dunque un servizio stabile e funzionante ad Ariccia? Lo scopo dell'Azienda e del direttore generale Mostarda è senz'altro quello di potenziare il Nuovo Ospedale dei Castelli, ma ci chiediamo se abbia senso o meno farlo depotenziando le strutture lasciate aperte e che non dovrebbero essere satelliti del NOC, anzi rappresentarne le valide alternative. Togliere servizi agli Ospedali esistenti per convogliarli su quello nuovo sembra una politica sanitaria che priva il nostro vasto territorio di opportunità e servizi. Il Sindaco Orlando Pocci è stato presente alla conferenza e si è riservato di entrare nel merito a breve, rilasciando intanto le seguenti dichiarazioni: "Tanti i temi che sono stati messi sul tavolo, c'è sicuramente da discutere, e lo faremo pensando prima di tutto al bene dei cittadini di Velletri". Intanto, l’endoscopia, la Chirurgia Vascolare e la chirurgia urologica migrano all’Ospedale dei Castelli, nonostante il numero delle prestazioni che vengono effettuate a Velletri e mentre il "Colombo" aspetta ancora la camera calda, la nuova TAC, l'ampliamento del pronto soccorso. Tutte avvisaglie davvero poco edificanti, e a dir poco inaccettabili per una città di circa sessantamila abitanti e un comprensorio che ha bisogno di una sanità pubblica completa ed efficiente. Naturalmente ci aspettiamo dichiarazioni di circostanza dai vertici aziendali, sarebbe invece auspicabile una presa di posizione concreta e forte dalla politica, soprattutto quella regionale.