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venerdì 8 novembre 2019

La chiesa di S.Martino e Padri Somaschi a Velletri


Lungo il Corso della Repubblica, tra il comando della Polizia Locale e il Palazzo Toruzzi – Romani si trova la bella Chiesa di S. Martino opera dell’architetto veliterno Nicola Giansimoni, retta dal 1617 dai Chierici Regolari di Somasca chiamati a Velletri dal Cardinale Anton Maria Gallo.
Una bolla del Pontefice Alessandro II data nel 1065 la cita come presbiterale con chierici. Divenne parrocchia intorno al 1483 quando andò in rovina la chiesa della Madonna della Portella. Dalla quale venne traslata a S. Martino la tavola della Sacra Famiglia con una solenne processione a cui partecipò il Cardinale Giuliano Della Rovere ( il futuro Giulio II) appena nominato Vescovo d’ Ostia e Velletri. Dell’ antica struttura non restano che pochissime tracce. Padre Andrea Sofia nelle sue “annotazioni” ci riferisce che la Chiesa aveva un altare tipo quello di S. Clemente cioè una tribuna coperta da cupola e su di esso era posta la Sacra Famiglia proveniente dalla Portella. La detta tavola venne tolta dall’altare maggiore per far posto alla Madonna con il Bambino fatta dipingere da Antoniazzo Romano per volontà testamentaria di Donna Agnese da Castelluzio. Era il 1491. Secondo Padre Sofia la Madonna venne tolta dalla tribuna per far posto al tabernacolo marmoreo per il SS.mo Sacramento era l’anno 1547. Nel 1569 D. Marco Ciampone accolse la Compagnia di S. Rocco proveniente dalla Chiesa di Santo Stefano e il 25 Febbraio dello stesso anno con istromento del notaio Ottaviano della Porta la eresse in Confraternita dandole il titolo della Carità. Al nuovo sodalizio fu assegnato l’altare sotto l’organo dove era posta la già citata Madonna con il bambino di Antoniazzo Romano che il popolo prese a chiamare in virtù del titolo della Confraternita Madonna della Carità. D. Giovanni De Rubeis nel 1616 rinuncia alla parrocchia per consentire l’ingresso a Velletri dei Chierici Regolari di Somasca chiamati dal Cardinale Anton Maria Gallo. La Parrocchia venne loro concessa da Paolo V con propria bolla del 28 Novembre 1616 e vi presero canonico possesso il 21 Aprile 1617. Essi organizzarono le prime scuole a Velletri con metodi didattici in uso nei loro collegi. Per avere maggiore disponibilità di locali acquistarono dalla Confraternita il piccolo ospedale costruito vicino a S. Martino pochi anni prima. La chiesa all’ arrivo dei Somaschi era in pessime condizioni, furono fatti alcuni lavori per ridarle prestigio e decoro. Nel 1621 viene eretto l’ altare dell’ Angelo Custode e pochi anni dopo viene affidato a Nicola Giansimoni veliterno il progetto di ricostruzione dell’ intero edificio. Durante i lavori venne alla luce un prezioso affresco della Madonna con Bambino attribuito a Mastro Cola che venne appellato col titolo di Madonna Regina Pacis. La nuova chiesa venne consacrata il 7 Febbraio 1779 dal procuratore generale P. Giacomo Pisani senza la facciata che venne realizzata nel 1820 da Matteo Lovatti. Nel 1899 fu eretto l’altare maggiore d’ impianto monumentale con preziosi marmi su disegno di Enrico Pascetti. Nel 1779 viene posta nel catino dell’abside la splendida tela di Anton Maria Garbi che rappresenta S. Martino nell’atto di resuscitare un morto. Nel 1817 arriva la tavola della Madonna dell’Orto che viene posta sull’ altare dove fino al 1815 era posta la Madonna della Carità.
Nel 1827 Vincenzo Vita veliterno decorò la cupola mentre P. Massetti somasco dipinse quattro figure simboliche ai lati dell’altare maggiore scomparse ad inizio secolo. Nel 1856 viene completata la decorazione con i quattro evangelisti della cupola. Danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra, venne restaurata e riaperta al culto grazie all’azione del parroco Padre Italo Laracca, azione continuata poi dai suoi successori che oltre a curare l’edificio di S. Martino hanno eretto due cappelle nella campagna della parrocchia quella dei Santi Girolamo e Luigi a Malatesta e quella di Santa Chiara alle Corti. Nell’immediato dopoguerra riveste un ruolo fondamentale per la gioventù veliterna la nascita della Casa dell’Orfano S. Girolamo Miani dove vennero ospitati molti di quei ragazzi rimasti senza genitori durante la guerra. Nel 1948 arriva a Velletri come vice parroco di S. Martino Padre Luigi Laracca che si dedica con rara dedizione alla cura della campagna dove ha eretto numerose edicole mariane e dove organizzava due processioni una alle Corti e una a Piazza di Mario. Si può tranquillamente dire che i ragazzi della Casa dell’Orfano sono stati i figli di tutti gli abitanti della campagna di S.Martino che non hanno mai negato a Padre Luigi verdure – uova – o altro per garantire ad ogni uno di loro un congruo pasto. Sempre grazie al Padre Luigi nel 1957 è stata organizzata per la prima volta la processione del Cristo Morto che fino al 1999 ha rappresentato l’espressione del Venerdì Santo a Velletri. Nonostante il mutare dei tempi e delle circostanze, i Somaschi anche se con molte difficoltà dovute alla sempre più forte carenza di vocazioni continuano a diffondere il carisma di S.Girolamo tra la popolazione veliterna. Negli ultimi anni sono nate realtà che oggi sono determinanti nel fronteggiare le continue emergenze sociali come l’Associazione S.Girolamo Miani onlus e il Progetto Carletto che continuamente insieme con le istituzioni cercano di portare conforto a chi a loro si rivolge. Lunedì’ facciamo una visita a S.Martino ricordando quanta gratitudine Velletri deve ai Padri Somaschi. La Messa della sera di S. Martino verrà celebrata dal Padre Generale dell’Ordine.


Alessandro Filippi