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sabato 5 ottobre 2019

Politica in movimento a Velletri: Renzi e "Italia Viva" fanno le prime adesioni 'eccellenti'. A cominciare da Servadio

La geografia politica è in grande evoluzione e a Velletri non si fa eccezione rispetto allo scacchiere nazionale.
Il Consiglio Comunale cambia ancora e dopo l'accesso di Giorgio Greci, Andrea D'Agapiti e Faliero Comandini alla Lega e l'addio di Riccardo Iannuzzi, unico consigliere eletto dal Carroccio, alla stessa, stavolta è Maria Paola De Marchis a comunicare l'ingresso nel nuovo soggetto politico renziano, Italia Viva. Prima a farlo in maniera ufficiale, ma presto sono arrivate altre eccellenti adesioni tra cui quella dell'ex Sindaco Fausto Servadio, al quale il segretario del PD Giorgio Zaccagnini ha rivolto gli auguri per la nuova avventura politica auspicando un dialogo tra la forza dem e quella dell'ex premier. Per nulla entusiasta di questa emorragia il capogruppo consiliare PD, Mauro Leoni, che ha affidato ad una lunga dichiarazione il suo pensiero: "La politica vive l'ennesima scissione che di certo non contribuirà a far crescere l'indice di gradimento tra i cittadini. Questo si consuma nelle fila del Partito Democratico, creando amarezza ed invito a profonde riflessioni sul perché e come intervenire. Personalmente" - dice Leoni - "in maniera coerente, resto nella casa che più mi appartiene, convinto che in essa va trovata la via maestra affinché possano veramente trovare spazio quelle riforme, figlie di un partito riformista, che tenga in seria considerazioni i cambiamenti della politica e delle attenzioni, che devono essere dedicate al mondo del lavoro, delle microimprese, del sociale, dello sviluppo in generale. Quella casa che specialmente in ambito locale dovrà rafforzare la capacità di difendere politicamente, come Partito Democratico, il ruolo centrale, che può dialogare con tutte quelle forze che, nel rispetto delle regole ne condividono linee ed accordi programmatici. Un partito che saprà rimarcare un posizionamento nello scenario del centro sinistra con grande capacità di sintesi nel dialogo con le aree più moderate del paese". A lasciare i democratici è anche l'ex segretario Gianfranco Cestrilli, da sempre vicino a Matteo Renzi: "Ho comunicato al segretario locale del Partito Democratico la mia decisione di aderire ad Italia Viva. Non per seguire la “Dottrina di Renzi” come qualche giornale mi attribuisce ma perché ritengo che per un liberale di sinistra il PD non sia più la casa giusta. Sia ben chiaro in questa decisione non c’è nulla di personale, le motivazioni sono tutte politiche, dal come sono andate le cose in questi ultimi anni per come si stanno mettendo le cose dentro il PD con i cambiamenti statutari annunciati (riproposizione della doppia figura Segretario/ Premier e le primarie riservate esclusivamente agli iscritti con la fine di ogni possibile contendibilità della leadership, modifiche che riporteranno il PD ad una versione sbiadita del PDS, opzione che per carità rispetto ma è la negazione di tutto ciò in cui ho creduto dalla Bolognina in poi e che mi ha portato ad aderire con entusiasmo alla nascita del PD. Una opzione legittima, che rispetto ma che è risultata fallimentare per tutti i partiti socialisti europei che hanno deciso di adottarla Francia, Germania, Regno Unito come esempio. Per finire il ritorno al proporzionale previsto nell’accordo di governo con i 5 stelle, che per un tifoso della vocazione maggioritaria del PD e che ha sempre attribuito al proporzionale la causa di tutti i nostri guai non è proprio il massimo delle aspirazioni". Non si è espresso il Sindaco Pocci, mentre non si escludono altre adesioni eccellenti ad Italia Viva Veliterna. Del resto la capacità aggregativa dei nuovi referenti, Servadio in testa, e qualche malumore in maggioranza potrebbero spingere altre personalità a dare fiducia alla creatura renziana? I sondaggi danno il nuovo soggetto tra il 3 e il 5%, con il PD stabile intorno al 20 % e la Lega sempre avanti intorno al 32%. I prossimi sviluppi li scopriremo anche intervistando i protagonisti di queste evoluzioni dello scacchiere politico.