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giovedì 12 settembre 2019

Ad Anzio arriva l'Endoscopia Digestiva di Velletri ma chiudono la Pediatria e il PS pediatrico?

La sanità laziale continua a riservare sorprese in negativo in questo inizio di settembre. Mentre si attende, purtroppo senza certezza alcuna, che la ASL RM H detti i tempi di ripristino del servizio di Endoscopia Digestiva all'Ospedale "Paolo Colombo" di Velletri, i macchinari sono stati trasferiti in quel di Anzio.



Se Atene piange, però, Sparta non ride. Sta circolando sempre con più insistenza sul web - in attesa anche stavolta di una dichiarazione ufficiale - la notizia della possibile imminente chiusura del reparto di Pediatria degli ospedali "Riuniti di Anzio e Nettuno", con conseguente stop al pronto soccorso pediatrico. Un altro servizio che se ne andrebbe - il condizionale è d'obbligo per non creare allarmismi - per due città vicine, come Anzio e Nettuno, che hanno un bacino di utenza molto vasto soprattutto in estate e che adesso per emergenze di questo tipo dovrebbero guardare a Latina intasando il già pienissimo pronto soccorso del "Santa Maria Goretti", uno dei più assaltati del Lazio. Incredibile dover constatare come in una sola settimana due ospedali della ASL RM 6, Velletri e Anzio per l'appunto, abbiano perso o rischino di perdere servizi fondamentali aggravando ancor di più le condizioni di pazienti e personale medico. Riguardo al servizio di Endoscopia Digestiva di Velletri, la temporaneità della sospensione dichiarata dal dottor Mostarda non si evince dagli avvisi esposti per gli utenti, dove invece si capisce - se l'italiano non è un opinione - chiusura e basta. Su Anzio, invece, ancora non ci sono notizie ufficiali. La paura, chiaramente, è che la politica dei tagli possa riguardare anche i reparti del "Paolo Colombo". Magari nell'ottica del "se salvo di qua" poi "tolgo di qua". La nostra Redazione seguirà con attenzione la vicenda senza spegnere i riflettori. Amaro, purtroppo, parlare nel 2019 di tagli di reparti, di personale e di servizi e non assistere invece a inaugurazioni di nuovi macchinari all'avanguardia, nuove discipline mediche fin qui assenti sul territorio, nuovi reparti ampliati e confortevoli per una migliore permanenza dei pazienti. Il tutto con il NOC (Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia) non a pieno regime, che rende ancor più drammatico il quadro generale.