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venerdì 19 ottobre 2018

Velletri solidale si è riunita all'Augustus per docu-film e dibattito per "Riace non si arresta"


Grande affluenza domenica 14 Ottobre al cinema Augustus di Velletri in occasione di “Riace non si arresta”. L’evento è stato organizzato dal nostro gruppo per portare alla conoscenza dei cittadini l'esperienza di un paesino calabrese e del suo Sindaco Domenico Lucano, un vero e funzionale modello di accoglienza.

di Doriana Ricci

L'idea dell'iniziativa ci è venuta spontanea: non abbiamo sopportato più il silenzio assordante intorno ad una serie di attacchi sempre più mirati alle organizzazioni , paesi e addirittura navi O.N.G. di salvataggio in mare, impegnate in attività di solidarietà ai migranti. Offrire protezione ed accoglienza è un nostro diritto/dovere costituzionale e così abbiamo deciso di mobilitarci per sostenere Riace e per dire un grande No al tentativo di distruggere un modello di accoglienza che funziona bene, arrestandone il sindaco e bloccando tutti i fondi. I partecipanti sono stati accolti dal magico suono del djambe di Noè, un giovane uomo di origine senegalese felicemente insediatosi a Velletri con la sua bellissima famiglia. Dopo una breve presentazione, ha avuto luogo la proiezione di un pluripremiato docu-film su Riace, che descrive con belle e commoventi immagini il lavoro, l'accoglienza e la felicità della gente del paese. In una interessante intervista il sindaco racconta come gli è venuta l'idea di creare un'accoglienza che coniugasse le esigenze dei riacesi con quelle dei rifugiati. Proprio quello che ha affermato Wim Wenders al decimo summit dei premi nobel per la pace a Berlino nel 2009:«Ho visto un paese capace di risolvere, attraverso l’accoglienza, non tanto il problema dei rifugiati, ma il proprio problema: quello di continuare a esistere, di non morire a causa dello spopolamento e dell’immigrazione". In seguito Roberta Ferruti, giornalista e autrice dell’ interessante blog "Tra le righe”, ha illustrato il lavoro della Re.Co.Sol (Rete dei comuni solidali) ma soprattutto ha raccontato come è nata e si è sviluppata negli anni l'esperienza di Riace, sottolineandone il senso di "interazione" tra le due popolazioni piuttosto che di "integrazione" dei migranti in un paese straniero.
Ma a Riace sono arrivati attacchi sempre più duri via via che di quella esperienza cominciavano ad interessarsi gli organi di stampa internazionali. Ad oggi assistiamo al tentativo da parte dell'attuale governo di distruggere l'intero modello mettendo sotto processo il sindaco con l'accusa di aver violato le leggi e di averle più volte aggirate per seguire le proprie idee di giustizia, esercitando una forma di disobbedienza civile. Il progetto di Salvini, chiudendo ogni programma di accoglienza, trasformerà automaticamente i richiedenti asilo in clandestini disperati, facendoli diventare un problema sociale di pubblica sicurezza. Con il secondo relatore, il Prof. Carlo Corsetti, storico dei Diritti Umani e delle Costituzioni, abbiamo affrontato il rapporto tra legalità e giustizia, partendo da due semplici domande: È obbligatorio rispettare le leggi? Anche quando sono ingiuste? Dall'Antigone sofoclea, passando per Cicerone e per la Bibbia, attraversando i Vangeli per arrivare alla Rivoluzione americana e fino ad oggi, Corsetti ha illustrato tutto l'excursus con cui tale tematica ha attraversato la mente di grandi pensatori e attanagliato giuristi e uomini politici nei vari secoli e nelle varie culture. Le risposte non possono essere altro che un semplice Sì alla prima domanda e un altrettanto semplice No alla seconda, la disobbedienza civile essendo sacrosanta quando vengono applicate norme fasciste, antidemocratiche e anticostituzionali. L’intervento di Valerio Bevacqua di Baobab Experience ha raccontato l'esperienza di questo coraggioso gruppo di volontari di Roma, più volte sfrattato e ostacolato. Il gruppo è nato per dare sostegno, fisico, morale e assistenza legale a tutti i migranti che arrivano nella capitale - sia di passaggio che non - e che non sanno dove andare trovandosi in un paese che non conoscono in cui l’immigrazione è regolata da norme complesse e incomprensibili. Baobab è riuscito a catalizzare tutti quei cittadini del comune di Roma e dei comuni limitrofi che non si arrendono alle attuali politiche di esclusione esprimendo con grande umanità una solidarietà attiva e ribelle. Tanti sono stati gli interventi dal pubblico: i rappresentanti del Cas di Velletri (Centro di assistenza straordinaria) , de ‘La Rete di Tutti, di un gruppo di volontarie di Zagarolo, di Grottaferrata e di Marino. Qualcuno ha voluto manifestare la propria emozione per la visione del film, altri hanno indicato modi per sostenere, anche materialmente, Riace. Più di un intervento ha sottolineato la responsabilità politica di questa deriva marcatamente razzista, avvallata dal governo attuale. Il clima che si è respirato è stato di grande emozione, con una partecipazione consapevole e sempre attenta, ma soprattutto generosa: abbiamo raccolto 490 euro che abbiamo già versato alla Recosol per Riace. Siamo fieri della nostra Velletri perché si è dimostrata una città sensibile e ricca di valori umani e speriamo che entri presto a far parte della Rete dei comuni solidali. Grazie a tutti i partecipanti - e un grazie particolare a Davide Fontana, gestore del cinema Augustus, per l’accoglienza e la collaborazione. Il gruppo di Velletri solidale
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