menù



           

giovedì 4 ottobre 2018

Riflessioni: cosa c’è dietro l’arresto del sindaco di Riace

Io non credo che Domenico Lucano, il sindaco di Riace, sia colpevole di niente, e invito chiunque mi stia leggendo a condividere la mia convinzione.


di Irene Starace
Il suo arresto è l’ultimo atto di una persecuzione iniziata l’anno scorso con la negazione dei fondi, a cui è seguita un’indagine su presunte irregolarità che si è conclusa con l’archiviazione, poi la censura della fiction sulla sua storia, “Tutto il mondo è paese”, che doveva essere trasmessa dalla Rai, ma è stata bloccata. A sua volta, questa persecuzione fa parte della strategia messa in atto dal governo e cominciata l’estate scorsa da Minniti con le accuse alle ONG che salvano le persone in mare. Abbiamo già visto la criminalizzazione di determinati gruppi etnici e delle persone che li aiutano: ottant’anni fa, durante il nazismo e il fascismo. Non lasciatevi ingannare da accuse di irregolarità, truffa e quant’altro, che fino ad ora si sono sempre rivelate infondate: è la solidarietà il reato da perseguire e reprimere. Quando la situazione economica di un paese è negativa, e non c’è nessuna volontà politica di risolverla, ma al contrario si vuole che la disuguaglianza e l’ingiustizia continuino, bisogna trovare un capro espiatorio. Oggi gli immigrati, meglio se neri e musulmani, sono il capro espiatorio perfetto. Nel “pensiero” di Salvini, poi, non c’è spazio per altro, sia perché non ha competenze su niente, sia perché le politiche economiche che propone vanno esattamente nella direzione di mantenere le disuguaglianze. Perciò non ha altro da proporre che il razzismo. Il decreto sulla sicurezza, che taglia i fondi all’accoglienza e riduce l’accesso allo SPRAR, finora l’unico metodo efficace per garantire l’inserimento sociale degli immigrati, produrrà ancora più persone disperate e ridotte a delinquere per sopravvivere, oltre ad aumentare il potere delle mafie e dei trafficanti. Un circolo vizioso il cui unico scopo è garantire la permanenza al potere di Salvini e dei suoi sgherri. In quest’ottica, le esperienze di accoglienza che funzionano, e che dimostrano che la convivenza è possibile, dato che dopotutto siamo tutti esseri umani, devono essere censurate, strangolate dalla mancanza di finanziamento e perseguite dalla legge. Perché se l’immigrazione non rappresentasse più un problema, Salvini e quelli come lui non servirebbero più a niente e finirebbero a chiedere l’elemosina sotto i ponti. Tutto qui.
Associazioni e Solidarietà