giovedì 19 luglio 2018

Laura Morante ha presentato il suo primo lavoro letterario: “Racconti con la nostalgia dei sogni giovanili”

Un Chiostro gremito di gente (quasi cinquecento persone) e una splendida serata d’estate alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri a fare da contesto ideale all’incontro con Laura Morante, nell’ambito della rassegna internazionale di letteratura “Velletri Libris” ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano.


di Rocco Della Corte

La nota attrice, al suo esordio letterario, ha presentato, dialogando con Ezio Tamilia, il suo libro Brividi immorali edito da La Nave di Teseo. Carismatica, disponibile ed empatica nei confronti del pubblico, la Morante ha subito spiegato il perché di un ingresso sulla scena editoriale con una raccolta di racconti: l’idea di un romanzo, associata ad un lavoro continuativo, l’ha inizialmente destabilizzata e ha così ripiegato su una forma più “libera” di scrittura che poi è andata via via assemblandosi in un’omogenea raccolta data alle stampe in questo 2018. Concetto chiave ricorrente in tutto il romanzo è quello di “immedesimazione”: non si può non tentare di entrare nella mente di persone lontane da noi, perché “nessun fenomeno si può citare senza un approccio contemplativo”, ha spiegato l’autrice, facendo riferimento alle note vicende di attualità che riguardano i migranti e gli sbarchi. Quanto di autobiografico ci sia, invece, nella raccolta è tutto da vedere: “in ogni vita” – ha dichiarato la scrittrice – “ci sono spunti interessanti. Sicuramente l’infanzia e l’adolescenza, con i luoghi e colori che le hanno contraddistinte, sono le fasi che più mi hanno affascinato. Più che una nostalgia del vissuto” – ha precisato in risposta alla domanda postale da Ezio Tamilia – “direi che ho una nostalgia dei sogni, quei sogni che anche Leopardi conferma essere vivi nei periodi giovanili”.
Il cognome, Morante, non può che far pensare alla grande scrittrice Elsa: “Quando ho deciso di scrivere ho provato a non pensarci troppo”, ha detto l’autrice di Brividi immorali, raccontando la sua decisione di tentare l’esperienza nel mondo delle lettere dopo l’affermazione in campo cinematografico con i grandi mostri sacri (Bertolucci e Monicelli su tutti). La passione primaria di Laura Morante, però, era la danza: “Per un po’ di tempo” – ha svelato l’attrice – “sono stata una danzatrice professionista. Ma non sono mai stata all’altezza dei miei sogni da ballerina”. La carriera attoriale l’ha portata a grandi successi, con pellicole di tutti i tipi. La prima considerazione in merito al cinema italiano Laura Morante ha voluto dedicarla al genere: “è più difficile far ridere che far piacere, la commedia è un’arte difficile basata sul ritmo e sull’interpretazione”. “Personalmente” – ha aggiunto – “sono sempre stata terrorizzata dal palco, dall’entrare in scena.
Sono un’ex timida, mi sono ricreduta quando mi fecero notare che la timidezza è un’ammissione di egocentrismo perché si sta dando valore al solo fatto che tutti ti guardino”. Se gli attacchi di timidezza sono rari, ben precisa è invece la scelta del lavoro: “Mi concentro più sul film in generale che sui personaggi in particolare”. Scrivere, ha concluso la Morante prima di dedicarsi ad un lunghissimo firma-copie e a tante foto-ricordo, rispetto alla recitazione presuppone una creatività diversa. “Mi piacerebbe continuare a pubblicare libri”, ha chiuso l’ospite della serata, guadagnandosi i forti applausi dei tanti intervenuti. In esclusiva per “Velletri Libris”, Laura Morante ha rilasciato una breve intervista rispondendo a due domande inerenti la sua esperienza biografica e professionale. 


Che effetto fa questo esordio letterario, e che differenza c’è tra primo libro e il primo film? È di fatto un nuovo esordio artistico… 

È il quarto esordio artistico in realtà, poiché ho esordito come ballerina, attrice, regista e poi adesso con il libro. Io sono cresciuta nei libri, nella mia famiglia che viveva in provincia erano molto più presenti i libri che i film. La letteratura era il sogno di tutti noi e tutti più o meno scriviamo, in famiglia, chi di nascosto e chi no. L’idea dell’esordio, come succede spesso, mi era stata proposta varie volte ma non l’avevo mai voluta prendere in considerazione. Poi Elisabetta Sgarbi (direttrice editoriale della casa editrice La Nave di Teseo che ha pubblicato il volume, ndr) è stata determinata e con il rapporto di affetto che ci lega, visto che ho lavorato con lei, ci conosciamo e ci vogliamo bene, è riuscita a convincermi. Per vincere le mie resistenze si è presentata già con il contratto compilato… Un libro come un film è un’esposizione, artistica, al giudizio del pubblico.


Qual è il commento che le è rimasto più impresso, in positivo o anche in negativo, in merito a questa prima pubblicazione? 

Al momento sicuramente sono rimasta colpita dall’articolo pubblicato sul Corriere della Sera che recensiva il mio libro, e invece riguardo ai commenti un amico, che per altro è scrittore, mi ha detto una frase che mi ha fatto un certo effetto: dopo avermi letta, ha detto che i miei racconti sembrano scritti da un elfo... 


Una bellissima serata impreziosita anche dalla grande gentilezza dell’autrice, che ha dedicato il suo tempo a tutti i fans firmando autografi e scattando foto. Un tutto esaurito che conferma la qualità e l’intuizione di “Velletri Libris”, ideata e realizzata dalla Mondadori Bookstore, e con l’ausilio dei partner Banca Popolare del Lazio, Casale della Regina, Happybroker, Albagiemme, CREA Velletri, Pro Loco, Bubu7te, PubliR, Click per le splendide fotografie e la collaborazione con la FondArC. Prossimo appuntamento venerdì con una serata interessante e ben due scrittori: Francesco Recami e Giampaolo Simi, un duetto tutto da ascoltare e scoprire (ore 21.00 al Chiostro).