giovedì 19 luglio 2018

Fabio Pontecorvi: "Chiedo chiarezza sulla gestione dell'ex Istituto d'Arte"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma di Fabio Pontecorvi che chiede spiegazioni riguardo ai locali dell'ex Istituto d'Arte.

di Fabio Pontecorvi

"La situazione riguardante i locali dell’ex Istituto d’Arte necessita, ad oggi, di fare chiarezza. Originariamente, la suddetta struttura nasce nel 1876 come scuola serale di disegno applicato alle arti e mestieri, con l'obiettivo di dare la possibilità ai giovani allievi di completare la loro formazione, acquisendo così le basi tecniche e manuali necessarie per poi poter sviluppare il loro talento. Oggi, purtroppo, questa realtà è andata persa, prima di tutto, a causa della riorganizzazione degli Istituti scolastici che ha accorpato tre realtà scolastiche (Agrario – Geometra – Liceo Artistico) in un unico Istituto e, quindi, in un'unica struttura, fisicamente collocata in via F. Parri, con un'unica dirigenza. E, in secondo luogo, a causa del cambio di indirizzo avvenuto da “Istituto d’Arte” a “Liceo Artistico”, che ha provocato, a mio modesto parere (basato sia sulla mia esperienza professionale, sia sulla realtà da me sperimentata del “tirocinio garanzia giovani”) e a quello di molti altri operatori dell’artigianato, un danno ingente per il mondo del lavoro giovanile. Difatti, detto cambiamento ha comportato la perdita di quelle materie scolastiche che favorivano l’apprendimento della professione, facendo perdere così quella manualità agli alunni di cui gli stessi avrebbero invece bisogno per sviluppare una formazione di base, necessaria al successivo inserimento nel mondo del lavoro. In merito all’edificio di via Luigi Novelli ex Istituto d’Arte, lo stesso era precedentemente gestito dell’ex provincia, ed oggi dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Tuttavia, pur trattandosi di un’importante struttura che potrebbe essere a disposizione di tutte le associazioni culturali, la stessa è monopolizzata da un'unica associazione, con il supporto del Comune di Velletri e della dirigenza della scuola Battisti, attraverso il suo consiglio d’istituto. Mi domando, quindi, come sia possibile che questo edificio, che potrebbe essere il volano di tante realtà del territorio, sia gestito in tale modo, permettendo ad una sola associazione di ricevere i fondi destinati agli eventi culturali dal Comune di Velletri e di utilizzare una struttura, i cui costi di acqua, luce e riscaldamenti sono sostenuti da tutti noi contribuenti. Si consideri poi, che i piani superiori sono stati dichiarati “non agibili” poiché ad alto rischio di pericolo. Ma perché, quindi, sono utilizzati regolarmente dall’associazione insediata per far “appoggiare” quadri di “vecchi amici” ed organizzare mostre e utilizzato come museo. Molte sono state, inoltre, le segnalazioni fatte dai cittadini in merito alla scarsa cura della struttura, infiltrazioni d’acqua con salotti sporchi, mobili riciclati e tinteggiature, che la rendono esteticamente discutibile. Il tutto sintomo di una gestione non proprio attenta. Personalmente, credo sia ora di fare chiarezza sia sulla gestione, sia su chi ha dato la possibilità di fare ciò, così che ognuno si assuma le proprie responsabilità nei confronti di una struttura portatrice di una storia importante di arte e cultura, che oggi grida vendetta. Mi auguro, per il bene di tutta la comunità, che i vertici scolastici, provinciali e regionali possano sciogliere quanto prima i nodi di una situazione imbarazzante".