venerdì 8 giugno 2018

Velletri al voto: sette aspiranti per il ruolo di Sindaco, da lunedì (forse) la città avrà un nuovo Primo Cittadino

E' giunto il momento del silenzio elettorale e i sette candidati a Sindaco iniziano a sentire l'adrenalina di fronte ai quasi 43mila veliterni aventi diritto che determineranno chi sarà il prossimo primo cittadino di Velletri.

IL SINDACO USCENTE E L'AFFLUENZA AL VOTO
Prima di entrare nel merito un doppio passaggio: il primo sul Sindaco uscente, Fausto Servadio, che dopo dieci anni di amministrazione passerà il testimone. Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, Servadio è tornato operativo e questo gli ha tributato gli auguri e i sorrisi di tutti, avversari e sostenitori. I tanti messaggi di stima, sul piano personale e non politico, rappresentano una delle cose belle della politica. L'altro dato di premessa riguarda la percentuale dei votanti, che si spera sarà alta. Alle Regionali e alle Nazionali non ha superato il 70%, con 572 candidati e 27 liste invece per le Amministrative potrebbe esserci una maggiore mobilitazione. 

PREMESSA SULL'ARTICOLO E SU ALCUNI DATI
L'articolo vuole offrire una panoramica super partes sui sette aspiranti Sindaci di Velletri senza scendere in un giudizio politico. Per approfondimenti programmatici sono disponibili nei numeri virtuali di Velletri Life i programmi integrali di alcuni candidati e le interviste di altri candidati, sia a Sindaco che al Consiglio. La nostra Redazione ha intervistato nei mesi scorsi Giorgio Greci, Orlando Pocci, Paolo Trenta, Paolo Felci, Stefano Pennacchi e alcuni dei candidati al Consiglio, pubblicato i programmi di Orlando Pocci, Giorgio Greci e Alessandro Priori. Questa panoramica si basa sul lavoro social dei candidati, sull'assetto delle rispettive coalizioni e sulle iniziative messe in campo per convincere i cittadini. Quando si parla di ballottaggio, invece, lo si fa per convenzione: le urne potrebbero anche dare una vittoria al primo turno, ma considerando il numero di candidati (ben 572, come si diceva) e soprattutto il fatto che Velletri rispecchia molto il trend nazionale, nonché la frammentazione con sette aspiranti e il cambiamento dei rapporti a livello cittadino (dove subentrano, rispetto al nazionale, amicizie e parentele) è verosimile pensare che, contrariamente a quanto accadde cinque anni fa, nessuno raggiungerà il 50% al primo turno. La nostra Redazione, che si è sempre resa disponibile con tutte le forze politiche nel segno della pluralità d'informazione, vuole inoltre porgere un in bocca al lupo di cuore a tutti i candidati, augurando il meglio a Velletri.


PAOLO TRENTA
Partiamo, in ordine sparso, dal Movimento Cinque Stelle e da Paolo Trenta. Il leader pentastellato, forte di un trend nazionale stabile intorno al 30% e dei buoni risultati riportati alla Regione e alle Politiche dello scorso marzo, si pone come outsider. Hanno aiutato, senz'altro, la nomina di Elisabetta Trenta al Ministero della Difesa (prima volta per un ministro di Velletri) e l'arrivo di Virginia Raggi, Sindaco di Roma, mercoledì a Piazza Cairoli. Se spesso le quotazioni dei grillini veliterni non sono state alte, il candidato pentastellato sa di potersi giocare le proprie chances e di poter puntare ad un buon piazzamento. La campagna elettorale condotta dalla squadra di Trenta è stata sulla falsa riga di quella nazionale, con un massiccio invito alla partecipazione e al cambiamento, quest'ultimo termine assegnato anche al governo Conte che vede come vice-premier il capo politico Luigi Di Maio e il segretario della Lega Matteo Salvini.


ORLANDO POCCI
Il centrosinistra, invece, ha trovato la quadra intorno ad Orlando Pocci. Quella della coalizione targata PD, LeU, Velletri e Beni Comuni, Movimento Popolare per Velletri e Gente Nuova è stata una campagna tematica, che ha voluto lanciare un messaggio intorno ai termini chiave di vivibilità e popolarità. Forte è stata la presenza dei vertici regionali, con il presidente Nicola Zingaretti venuto a Velletri per sostenere Pocci, oltre a diversi consiglieri di maggioranza tra cui il veliterno Ognibene. Per il Partito Democratico la sfida è quella di riconfermarsi primo partito, come accadde cinque anni fa, e sull'unità gioca il centrosinistra che si pregia anche delle opere portate a termine, l'Area Archeologica delle Stimmate e la Casa delle Culture su tutte.


GIORGIO GRECI
Partito per primo, rimane tra i favoriti al ballottaggio Giorgio Greci, candidato di nove liste tra civiche (Gente Libera, Con voi per Velletri, Popolo della Famiglia, Cuori Italiani, Repubblicani, Noi per Velletri) e partiti (Lega e Fratelli d'Italia). Il cardiologo veliterno, con una campagna elettorale basata sull'acronimo S.T.O.R.I.A., ha lavorato su una campagna di ascolto ("Fai sentire la tua voce") e con proposte diverse e ambiziose. L'arrivo in città di Giorgia Meloni alla vigilia della formazione del nuovo governo, la vicinanza del consigliere regionale Giancarlo Righini, lo spot video con Matteo Salvini e le tante forze in campo, alcune nuove e ricche di energia (tratte da diverse categorie della società civile) e altre d'esperienza (vecchie conoscenze della politica veliterna) pongono il candidato di parte del centrodestra e di varie liste civiche come uno dei papabili per il secondo turno. 


ALESSANDRO PRIORI
Il giovane avvocato veliterno parte da una forte base di liste civiche e da un'esperienza amministrativa che lo ha visto in Consiglio Comunale tra i più votati, cinque anni fa, e come consigliere della Città Metropolitana di Roma. Supportato da quattro liste di professionisti e persone della società civile (Patto Popolare, ViviAmo Velletri, Cittadini per Velletri, Insieme per Velletri) e Forza Italia, al fianco del candidato Sindaco (che ha giocato sul suo cognome per indicare nelle priori..tà la sanità, la sicurezza, la manutenzione delle strutture) ci sono anche figure note della politica veliterna come Salvatore Ladaga e Lamberto Trivelloni, il primo dei quali è candidato con FI e capogruppo uscente. Cinque formazioni politiche per Priori, dunque, che si propone di arrivare al ballottaggio recuperando terreno su Pocci e Greci, considerati i due principali sfidanti, e sull'outsider Trenta.


PAOLO FELCI
Dopo essere rimasto fuori dal Consiglio per una manciata di voti, Paolo Felci ci riprova e si propone alla città con una vera e propria coalizione. Insieme a Casapound, infatti, ci sono le liste civiche Difendere Velletri e Felci Sindaco. E' alle fasce sociali più disagiate che il candidato tartarugato si rivolge, battendo molto sui tasti dell'agricoltura e dell'ambiente. L'azione politica di Felci, messa a sistema da una campagna di comunicazione incisiva e anche ironica con una web series, mira stavolta ad un risultato più consistente dei circa 1000 voti di cinque anni fa, forte del gradimento di tanti cittadini che tramite i social non mancano di mostrare il proprio sostegno al candidato.


STEFANO PENNACCHI
Il giovane consigliere uscente di Sinistra per Velletri proverà a rientrare in Consiglio con una squadra, composta da due liste (Velester e Sinistra per Velletri), da lui stesso definita di giovani e saggi. Sono molti i ragazzi che l'ex esponente di SEL ha coinvolto in questa tornata elettorale, la cui campagna si è caratterizzata con proposte radicali come ad esempio la chiusura della Fondazione Arte e Cultura e l'uscita da Acea. Pennacchi, con i suoi candidati, proverà a conquistarsi un seggio in Piazza Cesare Ottaviano Augusto in alternativa alla sinistra governativa dopo la sua uscita dalla formazione di Liberi e Uguali. 


AUGUSTO DI LAZZARO
L'ex Assessore Augusto Di Lazzaro si propone alla guida di una coalizione-laboratorio (Laboratorio Velletri e Laboratorio in Movimento) che mette insieme idee innovative e persone di ogni età e settore per una Velletri che guardi ai bandi europei, alla tecnologia, alla caratterizzazione cittadina. Le due liste civiche che supportano il candidato a Sindaco hanno organizzato vari incontri tematici, passeggiate lungo il centro che sono diventate occasione di confronto e sopralluogo, e l'obiettivo di Di Lazzaro è quello di essere una sorpresa nella tornata elettorale, essendosi posto al di sopra dei partiti tradizionali e trasversale.