sabato 16 giugno 2018

Il Meetup "Attivisti per Velletri": "Per il M5S un fallimento elettorale. Per vincere occorre credibilità"

Riceviamo e pubblichiamo dal Meetup "Attivisti per Velletri" un comunicato stampa inerente l'analisi del voto dopo le Amministrative dello scorso 10 giugno.


Una nota stampa molto critica, da parte del Meetup che in aperto dissenso con la linea ufficiale del M5S capitanato da Paolo Trenta ascrive proprio al risultato elettorale le colpe di un consenso che non si è tradotto con percentuali pari ad altre città italiane. "Cosa succede in Città? Succede che il Movimento 5 stelle, nelle ultime elezioni amministrative del 10 giugno a Velletri, ha avuto una grossa delusione. Siamo passati - scrivono dal Meetup Attivisti per Velletri - da "Alziamo la testa" al flop del 9,73 %". Dichiarazioni forti, che vengono argomentate con la mancata approvazione della candidatura del consigliere uscente Paolo Trenta: "Noi - si legge nel comunicato - non condividevamo il candidato proposto perché nelle elezioni comunali precedenti del 2013, aveva ottenuto solo 1725 voti pari a un 6,31%, nonostante  appena tre mesi prima, il Movimento 5 stelle avesse preso il 25,5% alle politiche, un grande consenso elettorale: una grossa opportunità, sfruttata male e vanificatasi nel corso dei cinque anni di attività politica nel Consiglio Comunale". Secondo il Meetup degli attivisti ha pesato la mancata presa di posizione, a loro dire poco incisiva, che il Movimento non ha mostrato in diversi temi, dalla discarica di Colle Rosso ai costi delle partecipate, passando per la differenziata, i problemi di viabilità e la manutenzione stradale. Una lunga lista, che include anche i parcheggi, la cava in località Lazzaria, il tombamento della ferrovia in zona Stadio, il quartiere dei Bastioni, la Fondazione. "Non avere un'opposizione a 5 stelle in Consiglio Comunale per un'amministrazione è un grosso vantaggio, oltre che relegare tutto il Movimento ai margini del consenso popolare. Invece di ammettere il fallimento elettorale - scrivono ancora dal Meetup - scaturito da una condotta politica incomprensibile e punita nelle urne, il portavoce si proclama soddisfatto dell'ottimo risultato, dichiarando "di aver triplicato i voti". Passare dai 1725 voti del 2013 ai 2740 del 2018 non significa triplicarli. L'accondiscendenza non ha pagato e non poteva pagare: era troppo lontana dai valori del Movimento 5 Stelle". Il Meetup interviene anche sulla proposta del contratto, poi ritirata, da sottoporre ai due candidati del ballottaggio: "Una provocazione alla dignità di un elettorato che, infatti, è insorto nei commenti sulla sua pagina Facebook. Il ballottaggio in un sistema maggioritario a doppio turno, per poterselo giocare, bisogna raggiungerlo con le proprie gambe. Quello che appare sempre più chiaro è che, per vincere, occorrono dei candidati credibili", concludono dal Meetup.