giovedì 24 maggio 2018

Velletri 2030: "Abbiamo ricercato alcune key words nei programmi dei sette candidati a Sindaco"


Enrico Giovannini, economista e portavoce dell'ASviS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile), in un confronto pubblico con gli esponenti della politica italiana ha detto "Il 70% degli italiani vuole politiche per lo sviluppo sostenibile, la politica guardi ai problemi attuali e trovi coraggio per proporre soluzioni innovative. I partiti inseriscano politiche per lo sviluppo sostenibile nei loro programmi e si impegnino con gli elettori a raggiungere entro il 2030 gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come prevede l’Agenda 2030 dell’ONU".

Velletri 2030
Leggendo attentamente il Programma del Contratto di Governo e i Programmi depositati dai sette Candidati a Sindaco della città di Velletri, con l'intento di ricercare l'utilizzo di alcune parole chiave (key words), abbiamo scoperto: 

CONTRATTO DI GOVERNO smart city 0 smart community 0 digitalizzazione 3 città intelligente 0 sviluppo sostenibile 1 integrazione sociale 0 coesione sociale 0 rigenerazione urbana 2 innovazione 11 economia circolare 6 indicatori 2 


PROGRAMMI DEI SETTE CANDIDATI A SINDACO smart city usato da 3 su 7 smart community usato da 0 su 7 digitalizzazione usato da 2 su 7 città intelligente usato da 1 su 7 sviluppo sostenibile usato da 1 su 7 integrazione sociale usato da 1 su 7 coesione sociale usato da 3 su 7 rigenerazione urbana usato da 1 su 7 innovazione usato da 3 su 7 economia circolare usato da 2 su 7 indicatori usato da 0 su 7 

In entrambi i casi sembrano recepire poco il cambio di paradigma proposto da più parti, conseguente alla rivoluzione digitale che ci sta travolgendo, alle indicazioni di Papa Francesco nell'Enciclica Laudato sì e all'Agenda ONU 2030. Per fortuna che la ricerca sociale continua il suo corso applicando il metodo scientifico. Di seguito alcuni esempi. E' stata appena lanciata l’iniziativa del Tavolo Nazionale di Convergenza per la Smart City, con l’obiettivo di promuovere e guidare la “costruzione” di un Percorso Nazionale di Convergenza a supporto del processo di rigenerazione e riorganizzazione, in chiave smart, delle città e dei contesti territoriali italiani. Quando si parla di smart city si identifica, quale punto di partenza, lo sviluppo e condivisione di un linguaggio comune che si concretizza nell’individuazione e definizione dei dati strategici al processo di gestione dei servizi urbani in termini di indicatori chiave, standard, loro modalità di scambi oltre a strumenti di elaborazione e valutazione. "SmartItaly Goal: convergenza nazionale per lo sviluppo delle Smart City" consultabile a https://issuu.com/energiamedia/docs/enea_-_smartitaly_goal_-_2018_-_ene Il portale della ricerca italiana Research Italy, del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), definisce Smart Community "come un luogo o contesto territoriale in cui, grazie al supporto e all’applicazione di tecnologie pervasive e allo sviluppo di avanzate soluzioni applicative, è possibile implementare processi e servizi innovativi, inclusivi, partecipativi, democratici e personalizzabili, in risposta alle moderne sfide sociali e tecnologiche, nel rispetto dei requisiti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica e riconoscendo la centralità delle esigenze dell’individuo e della comunità". E' del mese di Luglio 2017 il Piano del MIUR per l'Educazione alla Sostenibilità nelle scuole italiane. Sono 20 azioni coerenti con gli obiettivi dell'Agenda 2030 che mettono al centro scuola, università e ricerca nella promozione di forme di sviluppo sano in ogni campo della società. Non conosciamo il livello di coinvolgimento delle scuole di Velletri. Troppo spesso si parla di esperienze monotematiche il cui scopo è sostanzialmente quello di dimostrare le potenzialità raggiunte da specifiche tecnologie in determinati settori applicativi. Il tema della integrazione rappresenta quindi un perno focale su cui costruire l’intero sistema urbano e la gestione dei dati ne caratterizza l’aspetto abilitante. La maggior parte delle città gestisce tramite le cosiddette utility una serie di servizi strategici come l’illuminazione, l’acqua, l’elettricità, il gas, i rifiuti e la mobilità in modo del tutto autonomo, in assenza totale di condivisione, valorizzando poco la strategicità della grande quantità di dati potenzialmente in loro possesso. Già questo potrebbe essere un buon punto di partenza: la condivisone dei dati dentro la stessa Ammnistrazione. Nel progettare le infrastrutture necessarie all’offerta di servizi in città è fondamentale raccogliere dati, saperli trattare, gestire ed elaborare, col fine di trasformarli in informazioni utili alle amministrazioni pubbliche e le imprese. Per poter ottenere questo risultato diventa strategica la condivisione degli stessi, ma anche dei linguaggi e dei modelli gestionali, degli standard e dei protocolli di trasmissione, delle specifiche tecniche, delle piattaforme e degli indicatori di prestazione. Fondamentale è la riorganizzazione, rispetto a nuovi modelli di realtà cittadine, in chiave digitale dei processi di gestione dei contesti urbani e territoriali. Un recente studio realizzato da ITMedia Consulting con il contributo scientifico del centro di Ricerca ASK Università Bocconi dal titolo: L'economia dei dati: tendenze di mercato e prospettive di policy, consultabile a http://www.itmedia-consulting.com/DOCUMENTI/economiadeidati.pdf recita "Siamo all'alba di una nuova era dello sviluppo economico e sociale, frutto di un continuo, inarrestabile processo di innovazione, che ha caratterizzato nel corso degli ultimi due decenni lo sviluppo di internet, attraverso la diffusione della digital economy in tutti i settori, non più soltanto legati all'ICT" Le città si trovano di fronte a sfide e opportunità inedite, causate da fenomeni che vanno dal cambiamento climatico al mutamento demografico, dalla crisi economica e finanziaria all’innovazione tecnologica. Le amministrazioni delle città dovrebbero utilizzare la ricerca della sostenibilità economica, sociale e ambientale come quadro di riferimento per gestire le politiche di loro competenza in modo innovativo, superando quelle logiche settoriali che spesso caratterizzano gli interventi, pur utili per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma realizzati sul medesimo territorio da soggetti diversi. L'Agenda Urbana per lo Sviluppo Sostenibile redatta dall’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dal Centro nazionale di studi per le politiche urbane (Urban@it), pubblicata lo scorso 14 Marzo e già ampiamente trattata da Velletri 2030, mostra come i sindaci possano trarre ispirazione dall’Agenda 2030 dell'ONU per affrontare in modo coordinato problemi cruciali delle nostre città, dalla lotta alla povertà all’efficienza energetica, dalla mobilità sostenibile all’inclusione sociale, attraverso l'adozione di obiettivi quantitativi e misurabili da parte dei cittadini su cui orientare l’azione di governo delle città. Come indicato nell’introduzione del Sindaco di Bari e Presidente dell’ANCI, Antonio Decaro, con questo documento i comuni italiani accettano la sfida posta dagli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e ribadiscono l’urgenza dell’adozione di una “Agenda urbana nazionale”.
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