menù



           

martedì 8 maggio 2018

Una giornata memorabile per il Lions tra il Sentiero della Poesia e il concerto a San Clemente

Il Lions Day, iniziato in modo pregevole al mattino, si è concluso nella Cattedrale di San Clemente, con uno stupendo concerto che ha dato inizio anche ai festeggiamenti del mese Mariano.
Un’eccezionale soprano: Anna Casale, due splendidi tenori: Paolo Mascari e Antonio Spagnolo, una formazione corale fantastica: Il Madrigaletto, sostenuti dalla brava pianista: Silvia Gentili e guidati magistralmente dall’ottimo direttore: Nicolò Iucolano, per oltre un’ora hanno coinvolto e ammaliato un pubblico nutrito e partecipe. C’è stato anche un intermezzo curioso e divertente, infatti a metà del concerto le campane della chiesa hanno iniziato a suonare a distesa, obbligando alla sospensione dell’esibizione. Il pubblico ha accolto la cosa con intelligente ironia, aspettando che il concerto “campanaro” cessasse, durato oltre ogni aspettativa. Se il coro è stato bravo, i solisti hanno dato prova di qualità sopraffina e lo hanno testimoniato i numerosi applausi. Il concerto è stato offerto alla città dal Lions Club Velletri Host Colli Albani, per festeggiare il suo 41° compleanno. Un club “adulto” innamorato del territorio e della comunità, verso la quale rivolge ogni attenzione. Il presidente, nel salutare gli intervenuti, ha evidenziato l’impegno del club verso la ricerca del benessere fisico delle persone, evidenziando le tante attività svolte in particolare: l’informazione diretta agli studenti per riconoscere e prevenire i tumori giovanili; la giornata dedicata alla salvaguardia della vista con il Camper attrezzato; il seminario di primo pronto soccorso, rivolto ai genitori ma a difesa dell’infanzia; in ultimo ha comunicato l’iniziativa realizzata in due giornate, dedicate alla prevenzione diabetica, previste per il prossimo 19 e 20 maggio, con screening gratuiti presso la Clinica Madonna delle Grazie. Il concerto ha concluso una giornata dedicata allo spirito e all’anima, occupandosi, per un giorno di poesia e musica, due aspetti culturali molto amati dal club. Si è fatto tardi, eppure la gente lasciava malvolentieri la Cattedrale, quasi per voler prolungare il piacere del momento musicale, assolutamente di pregio. L’invito del presidente a ritrovarsi, nello stesso luogo, tra un anno, per festeggiare il compleanno successivo, ha concluso una giornata indimenticabile.

 --------------------------------------------------------------------------------



Una goccia qua, una la, ancora si pianta qualche fiore nei vasi, tanti poeti, un’aria allegra, permeata di ritrovamenti, saluti e abbracci. Un primo maggio diverso, condito non già da slogan o rivendicazioni salariali ma dalla curiosità di conoscere e apprezzare un modo nuovo di percepire la città e la sua anima. L’idea che possa piovere non preoccupa più di tanto, sono tutti li, tranquilli, sorridenti e in attesa che succeda qualche cosa. Non un fatto qualsiasi ma un accadimento che possa intrigare, confondere, legare, trasportare l’animo verso la dimensione dove dimorano sentimenti, voci ed emozioni. Arriva l’ora, bisogna procedere, da lassù qualcuno ogni tanto invia una spruzzatina leggera quasi d’impalpabile impazienza. Un microfono, una voce, quella del presidente dei Lions. Parla con il sorriso che sale dal cuore ad illuminare i suoi occhi, li rende vivi, ha buone parole per tutti, affascina e racconta la passione del club per la città in cui è nato e in cui opera da ben 41 anni. La gente lo ascolta, come racchiusa in una bolla di sapone, non ha bisogno di respirare, stanno tutti la, non come spettatori, bensì come protagonisti di un momento magico e inaspettato. La folla sa che sta nascendo qualcosa di nuovo, qualcosa di straordinario. Cosa è? Non sa decidersi, forse è una testimonianza d’amore verso Velletri, sembra a prima vista una pregevole iniziativa di arredo urbano, oppure sarà la dimostrazione di una grande sensibilità verso la cultura poetica? Poi si rende conto che è questo, tutto questo e ancora di più, la prova che si può pensare in grande, in modo diverso, che si può guardare un passo più in la, oltre la siepe che delimita la quotidianità dall’indifferenza, dall’apatia, dall’indolenza parolaia. Con il simbolico taglio del nastro, fatto a tre mani, l’animo si libera e si apre ai versi, alla gioia della poesia, ora anche recitata. Tra una lastra e l’altra c’è dello spazio, una superficie in attesa di uno spirito libero, che da qualche parte, scriva dei versi i quali, incisi sulla pietra, possano concludere l’aspettativa dello spazio vuoto. Per ora però, camminando, la distanza da il tempo di resettare lo spirito e affrontare il messaggio poetico dell’autore successivo, di prepararsi all’inondazione espressiva del nuovo testo. E’ un sentiero simbolico, non attraversa prati e boschi, non scende nelle vallate e non sale sui clivi, eppure percorrendolo si possono annusare i profumi intensi della memoria, gli aliti controversi della natura umana, l’attaccamento alle radici, il dolore per la ricerca senza posa, la gioia per un mattino di sole, i valori della pace, l’orrore per la malvagità o semplicemente il vento delle passioni dell’uomo. Tutto racchiuso in poche decine di metri ma, vivi e speciali. Ecco adesso, tra applausi e di nuovo entusiasti abbracci la cerimonia si conclude, mentre la pioggia, finalmente liberata dalla responsabilità di mantenersi appesa al cielo, si lascia andare in una gaudiosa offerta. Sono andati via tutti, richiamati dalle necessità quotidiane legate al giorno di festa. Si rimane ad osservare, incuranti dell’umida manifestazione primaverile, per assaporare la pace del momento. Dura poco, perché ora la passeggiata del “ponte rosso” sembra si sia svegliata dal letargo, è viva, luminosa, attira l’occhio, chiama a sé, perché ha desiderio di coinvolgere il viandante tra i suoi sussurri. Le persone si fermano, rimangono a guardare con intensità, entrano nel testo poetico, muovono appena le labbra, sorridono, scuotono un poco la testa come a dire si mi piace, che bella cosa! Poi passano alla lastra successiva. Tra una settimana o due torneranno e ripeteranno la cerimonia: labbra che si muovono, lo scuotimento di testa, il sorriso negli occhi e poi un passo avanti, verso l’esistenza, con il cuore più leggero. Che miracolo hai fatto caro Lions Club Velletri Host Colli Albani, continua così, aspettiamo altri prodigi!
---------------------------------------------------------------------------------



S’inizia al mattino, alle dieci e trenta, C’è tanta bella gente su Viale Roma, vengono l’assessore Luca Masi e il presidente onorario della Banca Popolare del Lazio Italo Ciarla, poi arrivano anche l’assessore Andreozzi, il consigliere comunale Alessandro Priori, il consigliere d’amministrazione della Popolare del Lazio Paolo Bologna e tante belle persone, poeti e poetesse, soci Lions e molta gente che vuole dare sfogo alla curiosità per un evento insolito. Lungo la balaustra ci sono tanti teli appesi a coprire le lastre con le poesie che il Lions Club Velletri Host ha fatto incidere per realizzare l’iniziativa denominata “Sentiero della poesia”. Si fanno i discorsi e tutti manifestano l’attaccamento alla città e a questo bel progetto che ne valorizza l’immagine. Si procede all’inaugurazione, e si scoprono le lastre una ad una. Man mano le poesie vengono interpretate, a volte dagli autori, in altri casi da brave voci recitanti. Gli autori, così come era previsto dal progetto, sono tutti veliterni o che hanno dimorato in modo significativo nella città. S’inizia con PASSI di Claudio Leoni letta dall’autore e si procede con: VIVERE E’ PERCORRERE IL MONDO di Juan Rodolfo Wilcock, letta da Marisa Monteferri; COSMO di Maria Lanciotti letta da Vera Dani; L’AQUILONE di Sandro Gasbarri, recitata da Vera Dani; NOI di Laila Scorcelletti, letta dall’autrice; MATTINO di Christian Ronchetti, interpretata dall’autore; CONFINI di Giulio Montagna, letta dall’autore; LA PACE di Antonio Venditti, recitata dalla nipote Martina; A DIO di Vittorio Gassman, recitata da Claudio Leoni; NO, NON AGGIUNGERO’ NUOVA LEGNA di Giorgio Bassani, letta da Claudio Leoni; CALMA DI VENTO di Marilla Favale, interpretata dall’autrice; GOCCE DI STORIA di Carlo Luffarelli, recitata da Franca Del Giudice; HO AFFONDATO LA MANO di Romano Mastrogirolamo, letta da Vera Dani; COME SEMPRE di Renzo Nanni, recitata da Patrizia Audino. Le personalità presenti e i soci del club si alternano a liberare le lastre dai teli, si conclude tra tanti applausi, con l’ultima dove è riportato l’impegno del club e dei suoi soci. Infatti, in entrambi i lati del Sentiero sono poste due lastre informative, per chi entra e chi esce dalla città. La prima recita: Il percorso intende essere uno stimolo per la crescita culturale della comunità, finalizzato a creare, nel tempo, un “belvedere dei poeti”, a memoria delle future generazioni. Il club testimonia, attraverso l’iniziativa, la sensibilità verso la poesia, nonché il legame che lo unisce alla città, in cui nacque nel 1977. L’iniziativa ha potuto avvalersi del contributo della Banca Popolare del Lazio e gode del Patrocinio “CITTA’ DI VELLETRI”.
Associazioni e Solidarietà