domenica 27 maggio 2018

Santissima Trinità: "Il dubbio di chi crede" dalle pagine di don Gaetano Zaralli


Mt 28,16-20

TESTO
 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».


COMMENTO
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Il vangelo di Matteo, scritto intorno all'anno 85 è diretto ad una comunità di giudei convertiti che vivevano in Siria-Palestina. Costoro stavano attraversando una profonda crisi d'identità, riguardo al loro passato. Dopo aver accettato Gesù come il Messia atteso, avevano continuato a frequentare la sinagoga e ad osservare la legge e le antiche tradizioni. Avevano inoltre una certa affinità con i farisei.
A partire dagli anni 80 questi fratelli giudei, farisei e cristiani, iniziarono a litigare tra di loro nello stabilire a chi erano destinate le promesse dell'Antico Testamento. Tutti pretendevano di essere i veri eredi. A poco a poco, crebbe la tensione e cominciarono a scomunicarsi a vicenda, per cui la parte cristiana non poté più frequentare la sinagoga e rimase così tagliata fuori dal suo passato.
Ogni gruppo iniziò ad organizzarsi a modo proprio: i farisei nella sinagoga, i cristiani nella chiesa. Ciò aggravò il problema dell'identità delle comunità dei giudei cristiani, poiché sollevava domande molto serie che avevano bisogno di una risposta urgente: "L'eredità delle promesse dell'Antico Testamento a chi appartiene, alla sinagoga o alla chiesa? Con chi sta Dio? Chi è veramente il popolo di Dio?"
Matteo scrive il suo vangelo per aiutare queste comunità a superare la crisi e a trovare una risposta ai loro problemi.
Sono passati duemila anni e nella Chiesa si sono formate tante chiesuole e tra queste sono nate altre divisioni, quelle codificate  da pronunciamenti ufficiali e quelle, sopportate o coccolate all’interno della struttura ecclesiale, visto che ogni cosa fa brodo, quando nelle messe si vedono i banchi semivuoti e negli incontri formativi le aule appaiono poco affollate.

“Ecco, io sono con voi tutti i giorni…”.

Quando Mosè fu inviato a liberare il popolo d'Egitto, ricevette da Dio una certezza, l'unica certezza che offre garanzia totale: "Va, io sarò con te!" (Es 3,12). La stessa certezza ebbero i profeti e altre persone cui Dio affidò compiti importanti perché si realizzasse il Suo progetto di salvezza (Gr 1,8; Gdc 6,16). Anche Maria nel dubbio fu rasserenata quando l'angelo le disse: "Il Signore è con te" (Lc 1,28).
Gesù, poi, è l'espressione viva di questa certezza, perché la porta scolpita nel nome, Emmanuele, Dio con noi (Mt 1,23). Lui sarà con i suoi discepoli, con tutti noi, fino alla fine dei tempi. Qui appare l'autorità di Gesù. Lui controlla il tempo e la storia. Lui è il primo e l'ultimo (Ap 1,17). Questa certezza dà sostegno alle persone, alimenta la loro fede, sostiene la speranza e genera amore.

tutti i popoli… tutto ciò che vi ho comandato…

Questa la conclusione del vangelo di Matteo: “tutti i popoli”, nessuno è escluso. Sappiamo che il vangelo di Matteo registra un’attenzione singolare al popolo ebraico, eppure proprio nelle sue intenzioni si trovano i segni più eclatanti della universalità della salvezza… TUTTI.
Nel progetto ideato dal Padre, tradotto in linguaggio umano dal Figlio e testimoniato fragorosamente dallo Spirito Santo, non mancava nulla e nulla potrà essere sottratto arbitrariamente, suggerisce Matteo, se non si vuole rischiare di lasciarsi cullare da un cristianesimo facile, perché monco…
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