venerdì 25 maggio 2018

Claudio Micheli e il lavoro della Fondazione: "Una fucina di eventi e di idee, questa è cultura"

A distanza di tempo, la nostra Redazione ha intervistato nuovamente il Direttore Artistico della Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri per conoscere meglio i progetti in essere e quelli futuri dell'Ente da lui diretto. Ecco cosa ha risposto Claudio Maria Micheli.

Direttore Claudio Micheli, la Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri gestisce la Casa delle Culture e della Musica. Con l’Accademia di Belle Arti, le attività in Auditorium, le mostre e la Biblioteca l’ex Convento del Carmine è diventato uno dei cuori pulsanti della vita sociale e culturale cittadina. Soddisfatto di ciò? 

Grazie per questa domanda le cui risposte in merito sarebbero veramente tante, mi limiterò solo a dirle che questo splendido spazio così delicato, così ricco di storia di una Velletri che non esiste più e al quale va portato solo un educato e religioso rispetto, è il gioiello più prezioso tra gli spazi per fare cultura. Un luogo che tutti i Castelli Romani ci invidiano e vorrebbero avere nella propria città. Restituito alla comunità da una amministrazione lungimirante che ha saputo cogliere il momento giusto per ridare vita a quello che ne era rimasto, oggi grazie alla Biblioteca Comunale e all’Accademia di Belle Arti, residenti nel complesso, oltre alle attività che vi svolge la Fondazione come concerti, master class, corsi di recitazione, convegni, conferenze, presentazioni di libri, mostre etc., pullula di studenti, di artisti, di scolaresche, di ragazzi, di professori che scambiano sinergicamente le loro idee in completa libertà. Sembra essere tornati negli anni settanta quando, non essendoci uno spazio dedicato, la nostra piazza Cairoli che era la vera “agorà” diventò una fucina di idee e di sogni, dove si discuteva e si dissertava contemporaneamente sull’arte, la politica, la musica, la poesia, il futuro…. L’unico cruccio, ma in netto miglioramento, è che si fa ancora un po’ di fatica a convincere alcuni trasversali frequentatori che prima della cultura viene l’educazione, quella di non gettare cose a terra, di non fumare, di rispettare il luogo e di lasciarlo pulito come lo trovano ogni mattina, mi ricorda un po’ la percentuale dei cittadini che non capiscono l’importanza di fare la differenziata... Ma per il resto direi che va alla grande. 


Dopo oltre un anno di attività, la Fondazione è partita a pieno regime. Quali sono i rapporti che questo Ente, che inizialmente ha destato più di qualche scetticismo, con la cittadinanza e con l’Amministrazione Comunale? 

Subito dopo la conferenza stampa di presentazione della Fondazione, tenutasi nel mese di Febbraio 2017, è iniziata la programmazione artistica e culturale con un susseguirsi di eventi che hanno nettamente cambiato la percezione da parte della cittadinanza su ciò che significa proporre cultura da parte di un Ente preposto a questo compito, quale la neonata Fondazione, allontanando a fronte dei risultati ottenuti l’idea di un ulteriore nuovo soggetto poco funzionale e poco utile alla comunità. Purtroppo ancora una piccola parte della cittadinanza, la stessa che era contraria alla sua nascita dal primo momento, non la percepisce come un valore aggiunto al servizio dello sviluppo artistico e culturale, ma come una mera ed ipotetica rivale dell’assessorato preposto a questo compito, idea che orbita per fortuna solo nella mente di coloro che vorrebbero addirittura chiuderla non essendo stati mai presenti ad un evento o mai passati nel mio ufficio per discutere di qualcosa. Nelle città più fortunate c’è la possibilità di avere Fondazioni che, con le risorse e le professionalità dei suoi operatori, collaborano con l’Amministrazione Comunale aiutando l’Assessore, in genere indicato dalla politica, a svolgere ancora meglio il proprio compito, nel senso dell’esperienza sul campo, mettendo a disposizione risorse e professionalità. Sinceramente faccio fatica a pensare che nella nostra comunità questo non possa avvenire. Nella città di Velletri non era mai comparso un Ente dedicato esclusivamente a discipline di questo tipo che potesse dialogare e fornire la propria competenza alle amministrazioni passate e presenti; questo ha generato una sorta di diffidenza iniziale che però, grazie anche al lavoro e alla passione di singoli e associazioni locali disponibili ad un lavoro costante e costruttivo al fianco della Direzione artistica, sta scemando di giorno in giorno anche tra i dubbiosi della prima ora. Ad oggi si sono realizzati più di centotrenta eventi con artisti e professionisti nazionali ed internazionali, molti esibitisi per la prima volta a Velletri. Un numero di tale importanza da competere, sia per qualità che per quantità, con realtà molto più grandi e ricettive della nostra città. Invito tutti a prendere atto di questi numeri e a partecipare agli eventi che si svolgono al Teatro Artemisio e all’ex “Convento del Carmine”. La voglia di nutrirsi di ciò che ancora non si conosce è la mentalità e il credo di chi ha veramente sete di cultura, il resto è un dettaglio che lascia il tempo che trova. 

E’ andata agli archivi la prima stagione teatrale della sua gestione del Teatro Artemisio. Qual è il suo bilancio sia in merito alla qualità degli spettacoli proposti che alla partecipazione? Le aspettative sono state rispettate? 

La stagione di prosa 2017/18 in collaborazione con ATCL “Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio” ha portato ad esibirsi nel nostro teatro artisti di calibro nazionale come Amanda Sandrelli, Paola Gassman, Lello Arena, Anna Galiena, Gennaro Cannavacciuolo, Corrado Tedeschi, Luca Giordana, Michela Cescon ed altri. La risposta del pubblico alle proposte messe in campo dalla Direzione Artistica è stata senza dubbio positiva e più che soddisfacente: sono stati venduti come primo anno più di cento abbonamenti e nei sei spettacoli in cartellone abbiamo avuto anche due sold out, segno evidente di una forte richiesta e voglia di teatro nella nostra città. E’ molto importante capire come sia decisivo agganciare il nostro Artemisio ad un circuito nazionale che possa permetterci di avere queste compagnie di rilievo con costi inevitabilmente più elevati della media, ma vista la struttura del teatro che può contenere solo 422 posti a sedere ecco la scelta di collaborare con ATCL che permette di accedere a fondi regionali consentendoci di poter tenere un costo del biglietto più ragionevole e alla portata di tutte le tasche. Se si pensa ai teatri di Roma o Latina dove per assistere a questi spettacoli si spende di media il triplo, più il viaggio, il parcheggio, e così via il vantaggio è netto. Credo dunque di aver fatto un’operazione ben ponderata ed il pubblico di Velletri ha premiato la scelta con la sua partecipazione. Si sta già lavorando alla programmazione del 2018/19. Senza svelare nulla al momento, inoltre, ci tengo a dire come cittadino e non come direttore artistico, che stiamo migliorando la situazione di un Teatro ripreso per i capelli dalla Fondazione in tutti i suoi reparti, e puntando a risolvere una buona parte delle sue problematiche strutturali e di manutenzione, anche se c’è da fare ancora. In accordo con settori dell’amministrazione comunale anche questa estate si apporteranno migliorie a quello che è oggi è considerato il miglior teatro dei Castelli Romani, per farlo essere sempre più confortevole e funzionale. Ecco questo è un esempio di collaborazione tra Enti dove il fine ultimo è solo quello di avere un teatro degno di questo nome e farlo lavorare come si deve. 


Può sintetizzarci in poche parole il suo impegno e, perché no, la difficoltà di ricoprire il ruolo di direttore artistico di una Fondazione partecipata dopo aver lavorato sempre nel campo del teatro e della musica, con ritmi ed esigenze completamente diversi e lontani dalle lungaggini di una burocrazia che rallenta inevitabilmente le attività e la loro messa in opera? 

Non devo ricordarlo io ma quando ci si imbatte nell’amministrazione pubblica i tempi a dir poco biblici sono la prassi, proprio per i lacci e lacciuoli nei quali la stessa rimane prigioniera. Proprio perché partecipata in maggioranza dal Comune, pur riconoscendo al Sindaco Fausto Servadio l’intuizione e il merito di farla nascere, per la Fondazione ed i suoi soci fondatori, come la Banca Popolare del Lazio e la Casa di cura Madonna delle Grazie, è stato duro rispettare i tempi che ci si era prefissi. Mettere le radici giuridicamente ed amministrativamente, con tutto quello che ne deriva legato a leggi e contro leggi, norme anticorruzione, trasparenza, privacy, assicurazioni, revisori, Cda, bandi…tutto giusto, ma è stata cosa lunga e travagliata. Ancor di più se in contemporanea devi riuscire a produrre i centotrenta eventi di cui accennavamo con una mentalità ed un lavoro artistico che è completamente lontano dall’altro aspetto, viaggia su tutt’altra linea e ad alta velocità. Adesso però le cose hanno preso un altro aspetto e la macchina cammina regolarmente, d’altronde gli inizi sono sempre i più faticosi ma la semina sta dando ottimi raccolti. 

Quale è il bilancio del Direttore Artistico in merito alle iniziative del 2017? Ci può fare una breve panoramica dei programmi per la prossima estate? 

Il bilancio di tutto l’operato svolto fin qui non può che definirsi positivo, potrei fare molti nomi, ma non voglio rischiare di dimenticarne qualcuno. Tante personalità, artisti e associazioni hanno contribuito al successo e fatto in modo che tutto questo potesse accadere. Il 2017 può definirsi archiviato e ricordato come l’anno che ha rilanciato e rinnovato il modo di fare cultura nella città. Faccio notare che la spinta della Fondazione, innescando una sana e giusta competizione, ha spronato altre associazioni, teatri e/o locations dove si fa cultura a produrre ancora più eventi e questo si può riscontrare quotidianamente con l’aumento dell’offerta sempre più intensa, tradotto in parole più semplici: quello che tutti speravamo. Per quel che riguarda i programmi futuri della Fondazione inizieremo subito con grandi nomi della musica e concerti nel Chiostro in collaborazione con l’associazione Colle Ionci di Valeriano Bottini, avremo tra l’altro due master class internazionali di canto con la soprano Katia Ricciarelli e il baritono Renato Bruson. Il 16 giugno l’inaugurazione della seconda edizione di “Velletri Libris” in collaborazione con la Mondadori Bookstore di Velletri-Lariano e grandissimi ospiti che adesso non svelerò, in settembre il Festival dei Castelli Romani con una master del chitarrista Cesareo (Elio e le storie tese), in ottobre la seconda edizione della “Campaniliana” dedicata ad Achille Campanile con mostra, convegno, rappresentazioni teatrali e in collaborazione con l’associazione Memoria ‘900, in autunno la stagione di prosa che quest’anno sarà intervallata da compagnie emergenti, riprenderà l’attività del FondarCanto “Coro dei ragazzi Città di Velletri”, ci sarà il Teatro della Luce e dell’Ombra del Maestro Duccilli. Spero anche di riportare il Festival Jazz al Teatro Artemisio, poi mostre, collaborazioni con gli istituti scolastici e molto altro. Chiedo solo a tutti coloro che hanno erroneamente frainteso la nascita della Fondazione come un male per la città, per meri motivi politici o perché convinti che non serva alla comunità, di rivedere la propria posizione con cognizione di causa e prendere atto che questa nuova realtà sta dando alla città più di quanto ci si potesse immaginare ed oggi i risultati ottenuti lo testimoniano inconfutabilmente.