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sabato 14 aprile 2018

Stefano Pennacchi si candida a Sindaco: "Unica vera alternativa per una guida innovatrice e determinata"

E' una sorpresa, ma fino ad un certo punto, viste le voci insistenti mai completamente smentite dal diretto interessato. Stefano Pennacchi, 27 anni e consigliere comunale in carica di Sinistra per Velletri, scioglie le riserve e si candida a Sindaco per le amministrative del 10 giugno prossimo. Nell'atto del lancio di questa candidatura (la settima ufficiale) lo abbiamo intervistato, per comprendere come sarà improntata la campagna elettorale e da dove nasce il nuovo competitor che si aggiunge alla rosa di nomi già composta da Pocci, Greci, Di Lazzaro, Trenta, Felci e Priori. 


Stefano Pennacchi, sono settimane intense per le alleanze e le coalizioni che si candidano a governare Velletri. Il suo nome è stato spesso accostato ad una candidatura singola. Conferma questa voce oppure la smentisce? 

La mia candidatura è promossa da Sinistra per Velletri a cui verranno aggiunte altre liste in base all'adesione al nostro progetto di città. Questa è un'occasione per dare voce a tante realtà organizzate e non, per dare un contributo all'unica proposta politica che vuole unire l'idea di sinistra alle esperienze civiche vere e dal basso. 

Lei è uscito dalla maggioranza ormai da diverso tempo, contestando diverse scelte dell’attuale Giunta in carica. Quali sono, a suo avviso, le priorità per Velletri dopo dieci anni di amministrazione Servadio? 

Le priorità sono un piano generale straordinario della viabilità, un nuovo piano regolatore generale in cui sia prevista una crescita a volumi zero con il recupero dell'esistente a partire proprio dal nostro Centro Storico troppe volte dimenticato e lasciato morire lentamente. Un PRG in cui si torni a pensare all'edilizia popolare e cooperativa: sono più di trent'anni che sul nostro territorio hanno costruito solo i privati senza pensare al "mattone pubblico e sociale". La chiusura della "Fondazione Arte e Cultura Città di Velletri" e l'apertura dell'Iistituzione pubblica per gestire la Casa delle Culture e della Musica, il Teatro Artemisio-Volonté, riportando al centro il ruolo dell'assessorato alle politiche culturali. Un riordino vero e strutturale delle nostre partecipate, in particolare la Velletri Servizi che non brilla nella gestione della propria contabilità. La costruzione di un nuovo plesso scolastico nella zona di Velletri Est come opera di completamento in un quartiere in cui abitano quasi 6000 persone. Di punti e cose da fare ne potremmo elencare tantissimi altri, ma per noi il ruolo del pubblico è fondamentale e senza una pianificazione promossa dal Comune questa città non ha futuro. 

Da cosa deve ripartire, a livello nazionale, la sinistra italiana? La sua militanza con Liberi e Uguali e il risultato nazionale al di sotto delle aspettative che riflessioni le impongono e che spiegazioni vi fanno cercare per quella che è stata una debacle generale dell’area di centro-sinistra? 

Non siamo stati percepiti come l'alternativa. L'elettorato di sinistra ha preferito il Movimento 5 Stelle perché visto come elemento di rottura dello status quo. Nello specifico Liberi e Uguali è stato percepito troppo come una "sinistra di velluto" o “d'apparato”, quindi si riparte dalla coerenza e dalle radici storiche della sinistra, il conflitto e il radicamento sociale. I salotti buoni lasciamoli a qualcun altro, noi andiamo il giovedì mattina a fare volantinaggio e a parlare con i cittadini per capire come risolvere i loro problemi sempre più in aumento dato il prolungarsi della crisi economica. Per ricostruire la Sinistra in questo paese ci vorranno almeno 15 o 20 anni, il percorso è lungo e tortuoso e noi ci siamo messi già in cammino. 

La consiliatura è al termine, per lei si è trattata di una prima esperienza. Che insegnamenti ha tratto da questo quinquennio e quali sono i ringraziamenti che vuole rivolgere, alla maggioranza, all’opposizione e al suo gruppo, per il lavoro svolto? Quali i risultati più importanti a suo avviso raggiunti da Sinistra per Velletri? 

Ringrazio in primo luogo i cittadini che nel 2013 diedero la possibilità ad un gruppo di ragazzi nemmeno ventenni di dare una rappresentanza ad una generazione. Il gruppo di Sinistra per Velletri è stata una sfida collettiva in cui ancora noi tutti crediamo l'attualità e la sua funzione per riorganizzare tutte le anime a sinistra del PD presenti in città. Sinistra per Velletri ha fatto due battaglie politiche per i diritti civili importatissime, la prima l'istituzione del registro delle unioni civili e l'istituzione del registro del testamento biologico grazie al contributo fondamentale della radicale Aurora Rossetti. Inoltre abbiamo sempre proposto emendamenti rivolti alle classi sociali più deboli e per garantire i servizi a chi sta in difficoltà. In fine la Fondazione, noi siamo stati sempre contrari perché ritenevamo non fosse il giusto modo per gestire spazi importanti come l'ex Convento del Carmine e il Teatro Artemisio recuperati con fondi pubblici. Noi l'alternativa con l'istituzione pubblica la abbiamo data e quella se vinceremo sarà il nostro “modus operandi” in tal senso.

In questo scenario così incerto, con un centro-destra destinato a dividersi, un centro-sinistra unito sotto il nome di Pocci e tante liste civiche che sono destinate ad essere l’ago della bilancia, con l’incognita Movimento Cinque Stelle che può essere la rivelazione della tornata elettorale, Stefano Pennacchi che programmi ha e come si colloca? 

Il nostro obiettivo è vincere senza se e senza ma. Noi siamo l'unica vera alternativa politica in campo, la nostra Velletri è ad un bivio: o diventa una città punto di riferimento di tutta l'area a sud di Roma tra i Castelli Romani e i Monti Lepini o è destinata a restare un "paesone" senza prospettive, avviando così un processo di decadenza inevitabile. In questo scenario così incerto l'unica sicurezza per una guida innovatrice e determinata della città siamo noi. Sinistra per Velletri ha deciso per la mia candidatura e ha pensato che questa città ha bisogno di una nuova "Primavera" in cui una generazione deve essere messa alla prova per il governo della città.
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