lunedì 16 aprile 2018

Silvana Giacobini alla Mondadori di Velletri: “Sordi amava il personaggio più di se stesso”

Gran pienone alla Mondadori di Velletri per la presentazione dell’ultimo libro della giornalista, conduttrice televisiva e opinionista Silvana Giacobini dedicato al mostro sacro del cinema italiano Alberto Sordi (Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana). 


di Rocco Della Corte
L’uomo, l’attore, il personaggio e la sua umanità contro i luoghi comuni, come ad esempio quella leggenda metropolitana che vuole l’Albertone nazionale essere avaro. Silvana Giacobini, molto nota nel campo della tv e del giornalismo, ha raccontato un ritratto del grande attore romano fatto di aneddoti, testimonianze e ricordi che hanno dato meglio la cifra della personalità dell’artista. I suoi rapporti con gli attori del tempo, a cominciare da Gassman passando per De Sica, Fabrizi e Tognazzi, e uno dei lati più intriganti della sua biografia, ovvero il rapporto con le donne. Una riservatezza, quella di Sordi, che ha dato adito a voci spesso contrastanti (si è parlato persino di una sua presunta omosessualità). “Alberto era un uomo straordinario – ha detto la Giacobini, di fronte ad una platea folta ed interessata – ma soprattutto aveva una caratteristica: faceva i film che voleva con il cuore e con la mente.
E inoltre, rispetto a tanti altri grandissimi attori, amava dietro la cinepresa più il personaggio che se stesso”. Una frase, quest’ultima, che ben spiega il successo di Sordi, bravo ad immedesimarsi nelle parti a lui assegnati, comiche o drammatiche che fossero, senza mai perdere di vita l’obiettivo, ovvero quello di trasmettere un messaggio al pubblico. “Forse uno dei motivi per cui è tanto amato – ha dichiarato Silvana Giacobini, spigliata e simpatica nella sua esposizione – sta nel fatto che rappresentava, anche esteticamente, l’italiano medio alla perfezione: né troppo bello, né troppo brutto, simpatico, con i pregi e i difetti degli italiani stessi”. Ma Sordi, e il libro lo sottolinea con le interviste e i ricordi dei suoi amici, aveva una vena artistica innata, che rischiò di essere soffocata con i primi provini non riusciti. La sua famiglia non accettò immediatamente la scelta di Alberto, che era quella di recitare, pur senza osteggiarlo apertamente. Il talento, però, emerse con forza e vigore e si evidenzia in maniera particolare proprio nella sua duttilità recitativa: il Sordi ironico, sarcastico, umoristico o semplicemente comico non rende di meno rispetto al Sordi drammatico, profondo, e dal messaggio morale ben chiaro.
Una presentazione, quella del libro della Giacobini, che ha dunque ben esplicato il perché – a quindici anni dalla sua scomparsa – Sordi sia ancora tanto amato, e destinato a rimanere tra le figure leggendarie del cinema italiano. “In fondo – ha detto la giornalista, che poi si è soffermata a rispondere ad alcune domande degli spettatori – Alberto entrava nelle case degli italiani con grande discrezione e difficilmente risultava indifferente”. Il firma-copie e le foto di rito hanno concluso un pomeriggio davvero interessante, come sempre accade negli eventi organizzati dalla Libreria di via Pia. Prossimo incontro in calendario sabato 21 aprile alle ore 18.30 con la regista, sceneggiatrice e scrittrice Cristina Comencini, che parlerà a Velletri del suo ultimo libro Da soli (edito da Einaudi).