lunedì 23 aprile 2018

Andreozzi (Beni Comuni): "Proposto da ottobre un incontro per biglietteria, restyling e barriere architettoniche"


Secondo una rilevazione del 2007 ad opera di RFI, quando il quadro orario aveva un’offerta di corse ferroviarie minori rispetto ad oggi, presso la stazione di Velletri in Piazza Martiri d’Ungheria erano circa 3000 i passeggeri che quotidianamente salivano a bordo dei treni per recarsi a Roma Termini.

Oggi, con l’aumento del traffico su gomma e con l’ottimizzazione dell’offerta oraria da parte di Trenitalia, la cifra è ancora più alta. Del resto per raggiungere il centro della capitale, distante 42 km dalla nostra città, occorre un’ora. Un tempo alto, è vero, ma se si considerano i disagi dovuti al traffico sulle due direttrici stradali alternative (la via Appia e la via dei Laghi) i tempi non si accorciano di tanto. Il trasporto, e nella fattispecie quello pubblico, è il primo grande tema sul quale “Velletri e Beni Comuni” vuole confrontarsi con i cittadini. Nello scorso mese di gennaio alla Sala Tersicore davanti a circa sessanta persone si è svolto un convegno che ha visto la partecipazione della presidente CO.TRAL., Amalia Colaceci, di esponenti della Regione Lazio e di un membro di RFI. Una prova di tavolo tecnico che l’Assessore Sergio Andreozzi non ha intenzione di disperdere, poiché le idee e le proposte arrivate in quella sede sono ancora valide. Come in tutti gli ambiti, occorre discernere tra la realtà e l’utopia, e farlo nei tempi più rapidi possibili. Sicuramente il trasporto pubblico a Velletri ha fatto dei progressi (una partenza di un treno ogni mezz’ora il pomeriggio verso Roma, il rinnovo della flotta dei convogli, compresi quelli automobilistici) ma non ci si deve fermare. “Velletri e Beni Comuni”, tramite l’Assessore Andreozzi, lo scorso ottobre ha protocollato una domanda ufficiale ai vertici di Trenitalia e RFI, Direzione Trasporto Regionale Lazio, per chiedere delucidazioni e interventi sulla stazione ferroviaria di Velletri. La missiva nello specifico sottolineava la necessità di riaprire al pubblico la biglietteria a sportello, almeno in orario mattutino, e interventi infrastrutturali (probabilmente già in programma) da operare alla stazione veliterna come rialzare i marciapiedi, abbattere totalmente le barriere architettoniche, creare dei percorsi specifici per i non vedenti, restaurare le banchine dei tre binari e farle coprire da pensiline per evitare problemi e disguidi in caso di pioggia, aumentare l’arredo di cestini e panchine per rendere più pulita e fruibile tutta la stazione. Alcune delle proposte necessitano di investimenti che vanno reperiti con finanziamenti europei, ma quanto sta avvenendo a Frascati o a Ciampino deve assolutamente essere replicato anche a Velletri. La ferrovia Pio-Latina, inaugurata nel 1862, deve rimanere categoricamente la priorità per i passeggeri, ottimizzando al meglio i tempi di viaggio (un’altra proposta è l’abolizione della fermata di Capannelle di pomeriggio, come accade per Casabianca, Cancelliera, S. Gennaro e S. Eurosia). Un’altra importante strada da praticare, che fu già messa sul tavolo dell’allora Assessore Regionale Michele Civita da Sergio Andreozzi, è quella della fermata ai Cinque Archi: una stazione con parcheggio video-sorvegliato, in prossimità del ponte, a servizio della zona Sud di Velletri e alternativa e non sostitutiva, lo ribadiamo con forza, a quella di Velletri. Da quell’area, distante 8 km dal centro, già in molti preferiscono prendere il treno a Cisterna o a Campoleone e quindi si darebbe un ulteriore servizio ai cittadini. Il tema “trasporti” parte da queste proposte, step successivo sarà il tema “nodo di scambio” che oltre ai trasporti stessi include il tema “decoro urbano” e quello di “senso civico”. L’obiettivo di tutti coloro che vorranno aderire al progetto “Velletri e Beni Comuni” deve essere solo ed esclusivamente quello dell’interesse della collettività.

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