giovedì 15 febbraio 2018

Intervista a Giorgio Fiocco (LeU): "Rilanciare una piattaforma progressista per la crescita. Su Velletri..."

Giovane ma esperto, il consigliere Giorgio Fiocco (Liberi e Uguali) ha rilasciato un'intervista alla nostra testata, in esclusiva, per tracciare il proprio bilancio sull'esperienza del Servadio-bis, ai suoi ultimi mesi, e sul futuro della politica regionale (LeU esprime il suo candidato veliterno, Ognibene), nazionale (con il partito di Grasso che ha ambizioni importanti in termini programmatici) e cittadina, visto che il centro-sinistra dopo dieci anni di governo troverà di fronte a sé uno scenario diverso da cinque anni fa.

Giorgio Fiocco, una prima domanda sulla attività consiliare: dopo cinque intensi anni di lavoro il Consiglio è agli ultimi mesi, che esperienza è stata e che clima si respira tra i colleghi consiglieri? 

È stata un’esperienza che ha arricchito il mio percorso di formazione. È da molto tempo che svolgo attività politica e nel mondo dell’associazionismo e l’esperienza tra gli scranni della sala del Consiglio è stato un tassello in più nel mio percorso. In questi cinque anni abbiamo lavorato nel segno della continuità rispetto ai primi cinque anni della Giunta Servadio. Abbiamo avuto un Consiglio comunale fatto di donne e di uomini, alcuni alla prima esperienza, che con lealtà hanno sostenuto le attività portate avanti tra mille difficoltà amministrative. Il buon senso e la lealtà ci hanno guidato nei momenti più difficili, accettando serenamente il confronto con le opinioni diverse e procedendo sempre per il benessere e l’utilità di tutti i cittadini. Dal punto di vista politico e umano, sono convinto che ci sia un buon clima per costruire e condividere insieme un progetto che guardi al futuro della città, migliorando le scelte messe in campo e il progetto di città futura che abbiamo in mente. 

Hai aderito ad Articolo 1 – MDP e conseguentemente poi al nuovo soggetto politico di Liberi e Uguali con il presidente Grasso. LEU esprime oggi a Velletri un suo candidato al Consiglio regionale, il Presidente del Consiglio comunale Daniele Ognibene. Che risultati vi aspettate alle Regionali? 

Lasciami sottolineare che l’uscita dal PD non è stata una scelta fatta a cuor leggero, ma nemmeno una scelta guidata dal rancore o da considerazioni personali. Alcune persone (fortunatamente sono una minoranza di “politicanti” o di professionisti della polemica sui social network) interpretano questa decisione come una scelta “contro” qualcosa o contro qualcuno, come una sorta di sabotaggio o di ostacolo. Non è così! Si è trattato di una scelta “PER”. Una scelta per RICOSTRUIRE il centrosinistra, rilanciare una piattaforma progressista per la crescita del Paese e dei territori, per rilanciare il dialogo con la società civile e col mondo del lavoro e delle professioni, per riscoprire i valori e le proposte che possono far vincere le forze del centrosinistra. In questo senso io sono molto contento del fatto che la lista LEU appoggi Nicola Zingaretti alle elezioni regionali e che abbia puntato su Daniele Ognibene per il nostro territorio. Daniele rappresenta le forze della “sinistra del fare”, che vogliono governare per risolvere i problemi dei cittadini e, in particolare, del mondo del lavoro. Sono sicuro che la sua candidatura raccoglierà ottimi risultati.


Proprio in Regione, LeU alla fine ha appoggiato il PD a sostegno di Zingaretti, contrariamente al caso della Lombardia. La politica di questo nuovo raggruppamento di centro-sinistra potrà essere quella di valutare, caso per caso, a livello locale eventuali alleanze con i democratici, visto l’esempio del Lazio? 

Stiamo senz’altro vivendo una fase di transizione politica che vede il centrosinistra in difficoltà. A livello nazionale pesa la crisi d’identità e di leadership affidabile del Pd. Voglio essere preciso su questo punto: anche se sono uscito da quella formazione, non gioisco certo per lo stato di salute dei DEM. Tutto il contrario! Peraltro, è evidente che lo stesso stato di salute si registra nel territorio della Provincia di Roma e dei Castelli Romani. Negli ultimi due anni le elezioni comunali hanno visto una netta prevalenza delle forze di destra e populiste. Insieme a Roma, Ardea, Genzano, Ariccia, Frascati, Marino, Grottaferrata, Guidonia, Lanuvio, Nemi, Nettuno, Rocca di Papa: tutte queste realtà sono andate alla destre o al M5S. Se non vado errato, è stato eletto un sindaco di centrosinistra solo a Castel Gandolfo. Queste non sono chiacchiere, è la cruda realtà. Una realtà non dovuta alla nascita di LEU, visto che quei risultati sono precedenti alle ultime vicende. In questo contesto, vedere per la Regione Lazio il centrosinistra unito intorno a un progetto politico convintamente progressista ci fa tirare un sospiro di sollievo. Con Zingaretti non solo si può vincere, ma si può vincere uniti e su una piattaforma programmatica che, finalmente, ritrova la ragion d’essere della sinistra al governo. Io auspico che una simile risultato sia raggiunto anche a Velletri. C’è da dire che sono ancora fiducioso, Velletri è piena di belle energie che possono essere riunite intorno a un’idea di città e alle corrispondenti proposte politiche e amministrative inclusive e progressive. Queste energie vanno liberate e messe al servizio di un progetto comune ispirato ai problemi della nostra città e non condizionato dai battibecchi dei politici romani. Le formazioni politiche che compongono il centrosinistra sono composte da donne e da uomini che hanno come caposaldo l’onesta la competenza e il buon governo e che in questi anni tra alti e bassi hanno lavorato insieme per il bene di Velletri, sono convinto che vanno trovati dei punti fermi per dimostrare alla cittadinanza che tutte le forze di centrosinistra sono in grado di dare al governo della città una squadra capace competente che continui il lavoro iniziato ma che allo stesso tempo sappia dare un rinnovato slancio al nostro territorio ascoltando il territorio. 

Il 4 marzo si voterà anche per le elezioni nazionali. I sondaggi, attendibili o meno, dicono che il centro-destra è in vantaggio anche se non arriverà al 40%. Qual è l’obiettivo, secondo lei, di Liberi e Uguali in termini percentuali e soprattutto Grasso sarà chiamato a recitare un ruolo chiave per la formazione del governo? 

Il risultato delle elezioni politiche sarà condizionato da una legge elettorale incomprensibile e fatta male, che lascerà in eredità un’incognita che peserà sulla formazione del governo. Personalmente guardo poco i sondaggi, sono più interessato a lavorare per promuovere un giusto punto d’incontro tra le forze di sinistra. LEU farà la sua parte e sono convinto che il presidente Grasso darà il giusto contributo qualora dovesse svolgere un ruolo nella maggioranza politica. 


Parentesi locale: lo scenario delle candidature si va delineando, e proprio Liberi e Uguali, che rispetto a tanti comuni a Velletri annovera tra le proprie fila il presidente del consiglio, un assessore e diversi consiglieri, non ha sciolto le riserve sulla propria posizione alle amministrative. E’ in corso una fase di dialogo con le altre forze di centro-sinistra, sul modello ‘Lazio’ di cui sopra, oppure LeU punta ad andare da solo con un proprio candidato Sindaco? 

Come già ho detto, quello che sta succedendo per la Regione Lazio deve essere un esempio per il livello locale, che proviene da un’esperienza di governo comune. Non mi soffermo solo ad una strategia di tipo elettorale, lavoro ad un progetto inclusivo e alla sua base programmatica.

Impossibile non chiederle, da ex capogruppo del PD, un bilancio sul Servadio-bis, anche in virtù della sua adesione a LeU e conseguente uscita dal PD. Secondo lei il Sindaco ha lavorato bene? E quali sono gli errori principali che ha commesso? 

Ho già detto ma ribadisco che l’uscita dal PD è stata una scelta dura e sofferta, dovuta ai problemi ai quali ho accennato. Quanto all’esperienza del centrosinistra a Velletri, il mio bilancio è sicuramente positivo. Il Sindaco Servadio sicuramente è stata la persona che serviva a Velletri in questi anni e, se abbiamo commesso degli errori, saranno un nuovo stimolo per rilanciare la nostra azione politica. 

Lo scacchiere politico ha già quattro candidati ufficiali: Greci, Felci, Priori e Pocci. Altri ne arriveranno. Secondo lei per confermare il centro-sinistra alla guida della città è auspicabile un’alleanza con i democratici oppure non ci sono i presupposti? E avranno un peso le liste civiche, come accadde nel 2013, per la vittoria finale, sia a destra che a sinistra? 

Delle scelte fatte dagli avversari politici non intendo discutere. Registro semplicemente una iper-frammentazione della destra locale. Parimenti, sottolineo quanto riportato dalla stampa locale in merito alle dichiarazioni del segretario del Pd e dal Capogruppo Consiliare: la candidatura di Pocci è stata messa a disposizione di un più ampio progetto, tutto ancora da costruire. Credo fortemente ad un disegno futuro di centrosinistra, fondato prima sulle idee che sui nomi. Quanto alle liste civiche, sicuramente faranno la propria parte e contribuiranno al risultato. Del resto per vincere alle comunali è importante l’unità elettorale e programmatica. 


Nella conferenza stampa che il PD ha indetto a dicembre si parlava della possibilità di elezioni primarie per la scelta del candidato: questa ipotesi è tramontata oppure è ancora in ballo? 

Negli ultimi anni le primarie hanno perso la propria natura, basta vedere i risultati che hanno portato nei comuni limitrofi nelle recenti esperienze elettorali, la domanda mi stimola un ricordo, le primarie di dieci anni fa hanno visto svolgere una competizione leale e vera, hanno messo su una macchina organizzativa con circa 150 volontari, seggi sparsi per gli angoli della città e più di 4000 persone che vennero ad esprimere la propria opinione sottoscrivendo tutti il manifesto di intenti che allora proponevamo, oggi sarebbe la stessa cosa? Se sì che ben vengano. 

Quali sono le soddisfazioni maggiori di Giorgio Fiocco dopo questo quinquennio amministrativo e quali, invece, i rimpianti? 

Senza ombra di dubbio oggi vediamo una città completamente mutata cambiata rinnovata, risanata questo quinquennio sicuramente ha definito quello che già si era iniziato ed ha portato a compimento alcuni dei punti che facevano parte del programma elettorale, il rimpianto è quello di aver condiviso e comunicato poco e male. 

Il prossimo Sindaco e la prossima Giunta su cosa dovranno lavorare di più per migliorare il lavoro di Servadio? In altre parole, quali sono i settori da curare maggiormente rispetto a quanto fatto dall’attuale amministrazione o in continuità con quanto iniziato da questa Giunta? 

Credo fortemente in tre capisaldi: tecnologia, rinnovamento e agricoltura. Credo che vada rilanciata sul nostro territorio l’agricoltura, sono convinto che quel settore potrà essere un volano per l’economia della nostra città. Abbiamo una conformazione tale che ci permette di investire su temi dell’ambiente e dell’agricoltura, investendo nelle nuove tecnologie per far si che sia una crescita in una città sempre più smart ma che allo stesso tempo sappia valorizzare le proprie tradizione economiche e sociali cercando di non snaturare il territorio ma investendo partendo dalle origini questo. 

Uno sguardo al nazionale: cosa la ha convinta, in poche battute, del progetto di Liberi e Uguali a partire dall’assemblea nazionale, molto partecipata, che si è svolta in dicembre? 

La possibilità di dare un contributo in maniera diversa di risvegliare l’ attenzione della politica su quei temi che negli ultimi 5 anni di sono stati messi nel dimenticatoio o sono stati trattati in maniera marginale o peggio ancora sono stati solo oggetto di slogan e sul concreto hanno portato pochi benefici alla cittadinanza.