martedì 9 gennaio 2018

Sergio Andreozzi guarda al futuro: "Servono senso civico, libertà di pensiero e attenzione al bene comune"

Tra le tante voci presenti sulla scena veliterna, quella di Sergio Andreozzi è tra le più ricorrenti. E' infatti uno degli esponenti dell'attuale amministrazione che più predilige il contatto con i cittadini anche tramite social, e in virtù delle deleghe da lui detenute non manca mai di aggiornare la popolazione sullo stato dei lavori e delle emergenze cittadine. Dopo sette anni alla guida dell'Assessorato ai Beni Comuni, Andreozzi guarda al futuro e lo fa con un progetto nuovo, che nasce e matura proprio con l'esperienza amministrativa acquisita in questi anni di lavoro.

Assessore Sergio Andreozzi, siamo arrivati al cruciale 2018. Un momento in cui si chiude un ciclo dal punto di vista politico. In cinque anni di duro lavoro, alla guida di un assessorato non di certo semplice da gestire, qual è il suo bilancio? Quali sono le soddisfazioni principali e quali i rimpianti?

Il bilancio non lo devo tirare, ma spetta ai cittadini. Per quanto mi riguarda è stato un duro lavoro, perché massima era l’attenzione su tutte le deleghe a cui tengo in maniera particolare in quanto rappresentano la maggior parte dei beni comuni (acqua, trasporti, manutenzione scolastica e viabilità, patrimonio comunale, ndr). Soprattutto nella manutenzione scolastica abbiamo raggiunto dei risultati importanti, come ad esempio l'aver quasi concluso l’iter per l’ottenimento del certificato prevenzione incendi nella maggioranza delle scuole veliterne (ventotto edifici tra scuola materia, primaria e secondaria di primo grado). Sul fronte rete idrica, tasto dolente, davvero ci siamo scontrati più volte con il gestore, e seppur ho il rimpianto di non aver ottenuto ancora la cancellazione della turnazione idrica nel centro storico, abbiamo spinto tantissimo affinché ciò avvenisse. 

Uno dei meriti che i cittadini le attribuiscono è quello di metterci sempre la faccia e di dare sempre risposte concrete alle numerose domande. In tal senso, ritiene che la politica sbagli a non investire sulla comunicazione, soprattutto a livello cittadino? 

La mia forma mentale mi porta al confronto, sempre. La formazione che ho, anche di giornalista, mi induce - e non mi ripeto a caso - a considerare la stessa comunicazione come un mezzo fondamentale ed un bene comune. Ognuno comunque è libero di investire su ciò che vuole, io credo che il confronto con la città e col cittadino sia indispensabile e non si possa non partire da questa base.

Parliamo di elezioni: marzo è alle porte e si voterà per rinnovare il Consiglio Regionale e il Parlamento. Chi vede favorito, nel Lazio e in Italia? 

Per quanto riguarda la Regione, credo che nei limiti delle possibilità il governatore attuale abbia fatto un buon lavoro e che abbia ottime speranze di essere riconfermato. Sulle elezioni politiche, penso che la situazione non sia differente rispetto al recente passato e quindi ci troveremo lo stesso un paese ancora una volta non governabile con tre formazioni più o meno equivalenti nei numeri. Pietro Grasso, invece, potrebbe determinare un cambiamento dei numeri qualora riuscisse a ricompattare il centro-sinistra o buona parte di esso. 

A Velletri la sua esperienza da Assessore ai Beni Comuni è iniziata nella prima giunta Servadio. Nel 2013 fu eletto con Gente Nuova, lista civica a supporto della coalizione di centro-sinistra. Allo stato attuale lei è iscritto ad un preciso partito o movimento, oppure è rimasto fuori dalle logiche partitiche? 

Sinceramente in questo senso mi sento senza una patria di riferimento. Ho guardato con interesse tutte le evoluzioni che si sono avute nel campo della sinistra, senza entusiasmarmi per alcuna. Posso dire però che la mia esperienza con Gente Nuova, a cui vanno i più sinceri ringraziamenti per l’accoglienza e la condivisione avuta finora, termina con questa consigliatura. 

Il campo del centrosinistra veliterno, dopo la fuori uscita di alcuni esponenti che sono confluiti in Articolo 1, a suo avviso è destinato ad andare al voto frammentato o ha dei margini per ricompattarsi? 

Il mio unico interesse è quello di vedere il nostro Comune governato ancora una volta dal centro-sinistra, e per fare questo è ovvio che il centro-sinistra deve essere compatto. Al momento, pur non stando direttamente all’interno delle discussioni e dei tavoli di concertazione, ho la sensazione che questo non stia avvenendo. E proprio per questo motivo credo sia necessario fare un ulteriore sacrificio, anche personale, per fare in modo che avvenga.

L’ufficializzazione di Orlando Pocci quale nome proposto dal PD per le amministrative 2018 può essere una sintesi delle anime del centrosinistra in continuità con i dieci anni di governo? 

Con Orlando Pocci c’è un’amicizia oltre che una collaborazione amministrativa e credo che in questo momento sia la figura del PD che possa sintetizzare sia per esperienza politica che per capacità la massima espressione per la continuità. 

Lo scacchiere politico veliterno si sta delineando pian piano: tante liste civiche, pochi simboli di partito, e già quattro candidati: oltre a Pocci, Giorgio Greci sta raccogliendo numerosi endorsement, Paolo Felci ha presentato tre liste con Casapound, il Movimento Cinque Stelle sta lavorando su tavoli tematici. E poi ci sono i movimenti come “Cittadini per Velletri” dell’avvocato Priori, Patto Popolare con numerosi ex consiglieri e assessori, e altri che nasceranno. Sergio Andreozzi dove si colloca? 

Dopo quanto affermato in precedenza, soprattutto su una necessità di fare anche un passo in avanti personale, ho l’interesse a costituire un movimento di cittadini che abbiano come unico scopo quello di salvaguardare, rispettare, migliorare tutto ciò che è bene comune. Lancio un appello, quindi, affinché chiunque si riconosca in questa idea mi accompagni lungo questo nuovo viaggio. Sono pronto a condividere proposte e idee con tutti coloro che siano privi di ogni condizionamento politico o personalistico.

Politicamente, quali sono le esigenze a cui rispondere (non solo in merito alle deleghe da lei detenute) e quali sono le risposte da dare ai cittadini, nonché le proposte per una candidatura credibile? 

Sulla base del concetto “Bene comune” al primo posto c’è uno sguardo particolare agli ultimi, e quindi una maggiore attenzione nel reperire fondi da versare sui servizi sociali. Occorre iniziare a programmare, un altro verbo da cui non possiamo esimerci, delle soluzioni abitative. Poi, scuola e cultura, con una programmazione che veda al più presto la costruzione di un nuova struttura scolastica articolata e che possa andare a sostituire le tante piccole realtà con difficoltà di sicurezza. Ovviamente sarà necessario pensare ad un nuovo PRG ed altre opere di pari importanza, come la realizzazione di un nuovo civico cimitero. Dobbiamo riflettere, e vengo all'ambiente, sul fatto che i rifiuti, prima o poi, devono diventare una risorsa e non una spesa, perché se si continua ad agire in questo modo il danno ambientale potrebbe essere maggiore rispetto anche alla costruzione di una centrale di smaltimento ecologica e a basso impatto. Resta comunque il fatto che il nuovo soggetto che ho in mente non può e non deve avere paletti concettuali, e che ogni idea deve provenire da un ragionamento condiviso. 

Il centrosinistra secondo lei farà le Primarie oppure convergerà su Pocci, cercando di fare forza su quanto fatto in questi dieci anni? 

Non c’è dubbio che il lavoro fin qui svolto dalla squadra costruita da Servadio sia stato positivo, anche se tutto si può e si deve migliorare. Questo dovrebbe dare un piccolo vantaggio al candidato del centro-sinistra, sia esso Pocci, o colui che vincerà le eventuali primarie. Trovo verosimile, comunque, che il prossimo Sindaco verrà determinato dal ballottaggio. 

L’ultimo quesito riguarda l’affluenza al voto: nelle ultime tornate è andata sempre in discesa, sintomo del fatto che la distanza tra politica e paese si allarga. Secondo lei nelle tre competizioni programmate il trend resterà negativo oppure c’è un margine di recupero? 

Per quanto riguarda le amministrative, i candidati in campo sono tanti e "trascineranno" la popolazione al voto anche per un discorso personale e familiare. Il dato sicuramente salirà. Per la tornata di marzo, invece, il malcontento e il poco interesse potrebbe far mantenere questo trend, purtroppo.
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