lunedì 22 gennaio 2018

Intervista a Roberto Leoni (LeU): "Unire le forze di sinistra e dare una casa agli elettori persi per strada"

Dopo l'ultimo consiglio comunale e a un mese e mezzo circa dalle elezioni politiche e regionali, l'ex assessore e consigliere comunale Roberto Leoni, esponente di Liberi e Uguali con Pietro Grasso, ha rilasciato un'intervista a seguito della sua uscita ufficiale dalla maggioranza e in vista delle nuove sfide che attendono il centrosinistra.

Roberto Leoni, pochi giorni fa ha dato notizia, con una breve nota stampa inviata ai giornali e pubblicata sui social, della sua uscita dalla maggioranza. È una decisione meditata da tempo o c’è stata una causa scatenante? 

Voglio innanzitutto sottolineare il mio giudizio positivo sui primi cinque anni di amministrazione Servadio. Venivamo da una stagione buia per Velletri, caratterizzata dalla cattiva amministrazione del Centrodestra e dalla sua implosione. Sapevamo che sarebbe stato un lavoro duro e non facile, ma le scelte fatte, l’impegno messo in campo e la giusta programmazione nei primi anni hanno consentito di dare soluzione ad argomenti per molti anni usati solo per riempire i programmi elettorali. Il Teatro Artemisio, Corso della Repubblica, Piazza Pagnoncelli, Il Convento del Carmine, il recupero ambientale e la nuova Viabilità di S. Anatolia (solo per citare alcune cose, ma la lista e molto lunga), è indubbio che hanno fatto la differenza e dato visibilità alla attività dell’Amministrazione. Chi segue la politica locale sa che durante la seconda consigliatura più volte ho sollecitato, in diversi modi e con diverse forme,  un rilancio dell’azione amministrativa preoccupato del fatto che vi potesse essere una sorta di “adagiamento”. E' noto inoltre che non ho condiviso alcune scelte fatte, penso che sui problemi che riguardano le partecipate, la privatizzazione della Cultura a Velletri o anche le modalità e l’individuazione degli obiettivi attribuiti ai Dirigenti (solo per citarne alcuni) si sarebbero dovute percorrere strade diverse. Ho sperato in un cambio di rotta, purtroppo così non è stato. Nel partito nel quale mi sono iscritto anni fa (il PCI), mi è stato insegnato che il sostegno al Sindaco e all’Amministrazione si fonda su basi politiche, sulle scelte, sulle idee, sulle decisioni che il Sindaco e l’amministrazione assumono in nome e per conto della maggioranza politica che rappresentano. E’ legittimo che possano esserci anche diverse vedute, queste però, come si faceva un tempo passato, dovrebbero motivare confronti e sintesi politiche. Se tutto questo viene a mancare diventa difficile e complicato sostenere e difendere scelte e decisioni non condivisibili, quindi ho ritenuto corretto rendere pubblica la mia posizione perché è giusto che i cittadini di Velletri la conoscano. 

Lei fa parte del nuovo soggetto politico di “Liberi e Uguali”, che si riunisce intorno a Pietro Grasso, Roberto Speranza, Pierluigi Bersani e altri. Pensa che, a livello nazionale, questa realtà possa esprimere la sua? Che potenzialità, in termini di percentuale, a suo avviso può avere?

Penso proprio di sì, la nascita di MDP e la costruzione di Liberi e Uguali hanno l’obiettivo di unire le forze di sinistra, e dare una “casa” ai tanti elettori di sinistra e di centrosinistra che si sono persi per strada. Un lavoro non facile, faticoso, che richiede tempo ma secondo me ci sono tutte le condizione per un buon risultato penso vicino al 10%.

Parliamo di Velletri: il gruppo di “Liberi e Uguali” sembra essere l’unico che, dopo la grande partecipazione alla Festa Uno lo scorso settembre al PalaBandinelli, non ha sciolto le riserve sulle imminenti amministrative. Ci sarà un candidato indipendente oppure parteciperete alle primarie del PD, che nell’ufficializzare il nome di Pocci ha lasciato aperta la porta? 

Non mi appassiona molto la corsa alle candidature, anche se capisco che vi è molta curiosità ed interesse a questo aspetto della politica. Penso che vi sia prima la necessità di capire cosa serve alla nostra città e cosa si aspettano i cittadini che si faccia per Velletri; ecco in questo senso siamo impegnati a costruire momenti di confronto per scrivere il pensiero e le idee di LeU per Velletri da li partiremo e verificheremo la strada da scegliere.

Quali sono le priorità – anche in virtù di interviste rilasciate nei mesi scorsi – che il prossimo Sindaco dovrà affrontare? 

Ritengo che quello delle Società partecipate è uno de nodi prioritari da sciogliere, penso che alcuni errori sono stati commessi e se vogliamo salvaguardare i livelli occupazionali e tutelare i cittadini di Velletri va affrontato in maniera definitiva, nell’interesse appunto della città e dei lavoratori, poi i problemi sono tanti e vanno messi in un ordine non solo di priorità ma anche e soprattutto dotando l’ente dei necessari strumenti di programmazione tenendo conto della effettiva realizzabilità .

Roberto Leoni dopo tanti messaggi in cui auspicava il rilancio dell’azione amministrativa, si muoverà in prima persona? In altre parole, è verosimile una sua candidatura a Sindaco di Velletri come esponente di "Liberi e Uguali” oppure è un’ipotesi da lei non contemplata? 

Ho sempre detto che il mio impegno era (e rimane) quello di contribuire a confermare al governo della città un quadro politico di centrosinistra e per questo sono impegnato. Credo che prima dei candidati vengano le idee che una forza politica esprime e propone e le candidature ne dovrebbero essere la rappresentanza. La personalizzazione della politica penso che ha fatto abbastanza danni nella nostra società e nella politica in genere…

Alle porte di marzo, che prospettive ci sono per le Regionali e le Nazionali? Cosa si aspetta Leoni dalle tornate elettorali che riguarderanno il Lazio, con la ricandidatura di Zingaretti, e l’Italia, dove Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini occupano di nuovo la scena? 

La ricandidatura di Zingaretti con le basi e condizioni politiche espresse da LeU dovrebbe contribuire alla conferma del Presidente Zingaretti alla Regione Lazio ma anche e soprattutto a costruire un “nuovo” percorso politico per la Regione su temi importanti come il governo del territorio, i rifiuti, la sanità (e non solo). Alle politiche vedo uno scenario molto complicato, il rischio che nessuna forza o coalizione raggiunga il 40 % è abbastanza reale. Certo bisognerà capire quali saranno i numeri e i rapporti di forza politici che usciranno dalle urne. Noi con LeU siamo impegnati a recuperare il consenso di tanti elettori della sinistra e del centrosinistra che negli ultimi anni hanno fatto scelte diverse non votando più PD o rimanendo a casa.

La sua adesione a “Liberi e Uguali” da cosa è stata mossa, al di là delle scelte non condivise relativamente al Partito Democratico?

La mia decisione è maturata nel tempo non può essere contestualizzata ad un singolo fatto o argomento. Penso sia noto di non essere mai stato un sostenitore di Renzi, per dirla con una battuta, non ho mai indossato la camicia bianca, però mi hanno insegnato che in un partito ci si sta anche se si è minoranza se il partito favorisce il confronto la discussione, se tutto questo non c’è allora ci stai fino a che “resisti”. Ho aspettato e sperato che potessero arrivare cambiamenti nei comportamenti, nei toni, nelle scelte, nel dialogo e nel confronto. Questo non è accaduto ( e penso che non si voleva che accadesse). L’eccessiva personalizzazione ha fatto il resto; durante il referendum del 4 di dicembre scorso a me è sembrato chiaro che non c’erano più spazi e margini di recupero,  il resto è noto.

Da politico esperto, quale messaggio vuole lanciare ai cittadini di Velletri in vista dei tre cruciali appuntamenti alle urne? 

Stiamo vivendo un periodo difficile per il nostro paese e per la nostra democrazia. Si percepisce tra la gente un senso di sfiducia e di scoramento, di abbandono agli eventi, colpa dei cattivi esempi che la politica ha dato negli ultimi anni. Troppo spesso è stata solo propaganda pensando solo al consenso e non a quel che realmente era necessario fare per la gente. Con “Liberi e Uguali” e il presidente Grasso siamo impegnati per cancellare quella politica ripartendo dalle esigenze vere e reali delle persone, dai giovani, dal lavoro, dai diritti sanciti dalla nostra costituzione. Non è facile ma come ha detto il Presidente Grasso “io ci sono”: ecco, noi ci siamo, e vogliamo essere valutati per quel diciamo e facciamo, anche in maniera critica, ma non pretestuosa. Ai cittadini dico andate a votare, è importante per noi tutti, è importante per la democrazia del nostro Paese.