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lunedì 1 gennaio 2018

Ciao, don Gaetano: ci mancheranno i tuoi versi e i tuoi sorrisi pieni di parole...

Una pioggia squallida e una completa afasia, nella stordita sonnolenza del primo dell'anno, consegnano il primo grande e inesprimibile dispiacere del 2018. Stamattina, alle 5.50, Gaetano Zaralli è tornato alla Casa del Padre. Inutile lanciarsi in retoriche commemorazioni, perché tutti sanno quello che il Don ha fatto e ha rappresentato con la sua figura, con le sue idee e con la sua umanità.
Ognuno di noi, al momento, sta cercando di trovare le parole per omaggiare un amico, capace di dare fiducia e speranza, da vero e autentico cristiano .Una Chiesa che unisce, ovunque e non solo a San. Michele Arcangelo, include, e poi ultimamente un nuovo mezzo per dire quello che in tanti anni di vita e di esperienza era maturato: la scrittura. Libri, di teologia, catechesi, poesia, perché Gaetano Zaralli è un uomo e un artista, e ha fatto della sua esistenza un capolavoro all'insegna della bontà. E' facile mitizzare le persone un giorno che queste sono scomparse. Con il Don, però, questo era già avvenuto perché la sua serenità traspirante, il suo sguardo diretto, le sue parole semplici e ficcanti, ne facevano un mito, un faro, un punto di riferimento, già dagli anni del suo insegnamento nelle scuole. Nel mondo pieno di quadri e di libri il ricordo più nitido delle chiacchierate, brevi e intense, che sapevano spaziare su tutti gli argomenti. Di Gaetano Zaralli, infatti, tutti apprezzano e non possono negare l'ascolto sincero e interessato, l'immersione totale nello stato d'animo dell'interlocutore, la sensibilità artistica e letteraria infarcita di vita e di cose da dire. Ha lasciato qualcosa a tutti, Gaetano, sia a coloro che lo hanno frequentato per lungo tempo, sia a quelli che lo hanno solo incrociato per qualche ora. Non resta indifferente la voce di un parroco che non smette mai di portare avanti la sua idea di Chiesa, con l'entusiasmo di un ragazzino che sulla vetta delle colline dell'antica Norba osserva l'infinito e respira poesia. Velletri tutta ha potuto beneficiare di un grande uomo, che nei tumulti della notte di San Silvestro, tra petardi e fuochi d'artificio, se ne è andato in punta di piedi, lasciandoci in eredità un mare di lacrime, un oceano di cose da fare, da dire e da pensare, e una leggera pioggia che sintetizza il sentire di chi lo ha amato: silenzio, sgomento e affetto per lui. I funerali si svolgeranno domani, alle ore 11.00, presso la Cattedrale di San Clemente. Il Comune di Velletri ha già espresso le condoglianze ufficiali a nome dell'amministrazione, i suoi cittadini, il suo popolo e i suoi fedeli dovranno abituarsi ad essere guidati dai versi di vita e di colore, dal "forte pensiero di gioia inutile al tempo che scorre distratto". Ciao Don, ci mancherai. Ci mancherai, ma sarai con noi.

Rocco Della Corte