sabato 9 dicembre 2017

Il CRS Egeria al Convegno Nazionale “Ipogei 2017” ha svelato l’Acquedotto Fontana davanti a una platea di specialisti

In un’occasione importante quale è stata quella del Convegno nazionale “Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti di catalogazione, analisi della pericolosità, monitoraggio e valorizzazione”, svoltosi a Roma il 1° dicembre, il CRS Egeria ha portato all’attenzione della comunità degli studiosi l’esempio paradigmatico dell’Acquedotto Fontana. 

di Valentina Leone



ROMA - Lo scorso venerdì 1° dicembre presso il CNR di Roma, in una Sala Convegni popolata da studiosi di discipline diverse, si è tenuto il Convegno Nazionale “Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti di catalogazione, analisi della pericolosità, monitoraggio e valorizzazione” organizzato da SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) e dal CNG (Consiglio Nazionale dei Geologi) nel corso del quale il Centro Ricerche Speleologiche (CRS) Egeria ha presentato in una apposita sezione del convegno, dedicata all’esposizione di poster, i risultati delle ricerche condotte sull’Acquedotto Fontana che corre per quattordici chilometri tra Nemi e Velletri. La presentazione degli studi compiuti dal gruppo speleologico è stata valorizzata dal contesto altamente specialistico della giornata di studio, dedicata alle diverse tematiche del censimento a catalogazione delle cavità, all’analisi della pericolosità territoriale, alle tecniche e procedure di monitoraggio e consolidamento e infine alla valorizzazione e alla fruizione di questi ambienti scavati o costruiti nel sottosuolo dall’uomo, alla ricerca di un proficuo scambio di idee, metodologie, tecniche e competenze tra geologi, speleologi, architetti e archeologi.
Proprio le questioni nodali affrontate nel convegno hanno in realtà costituito anche l’ossatura dell’indagine, tuttora in fieri, che il CRS Egeria ha condotto sull’Acquedotto Fontana e che è confluita nel contributo scientifico Note preliminari sulle indagini speleologiche e geologiche dell'acquedotto "Fontana" di Velletri (Roma), a cura di Carlo Germani, Carla Galeazzi, Ruggero Bottiglia e Sandro Galeazzi, apparso quest’anno sulla rivista di settore «Opera Ipogea». Le ricognizioni più sistematiche condotte dal 2014, dopo una prima esplorazione nel 2002 all’interno del censimento delle antiche opere idrauliche dell’area dei Colli Albani, hanno portato a una conoscenza molto dettagliata sia delle varie fasi antecedenti alla costruzione dell’acquedotto, legate all’atavica problematica di Velletri con la captazione delle acque, sia ai problemi incontrati dall’architetto Giovanni Fontana nel corso della costruzione della struttura durata dal 1607 al 1613, con una conseguente migliore lettura delle tecniche costruttive e dei materiali impiegati nonché delle stesse problematiche che rendono impercorribili o impraticabili per crollo alcuni tratti dell’acquedotto.
A partire da questa profonda dimestichezza con l’opera idraulica, il successivo passaggio prevederà dei progetti di consolidamento e manutenzione della struttura seicentesca, ma utilizzata fino al 1970, per consentire in futuro una piena valorizzazione e una piena restituzione del sito in qualità di bene culturale. Nel frattempo il Convegno Nazionale “Ipogei 2017” è stato un fondamentale momento di riflessione su problemi metodologici e di condivisione del proprio lavoro con la comunità scientifica per il CRS Egeria, in attesa che, dopo il riconoscimento del notevole contributo al territorio da parte del Parco Regionale dei Castelli Romani, giunga anche dall’amministrazione veliterna un placet su questa interessante prospettiva di ricerca.
Associazioni e Solidarietà