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lunedì 23 ottobre 2017

Ancora un prestigioso riconoscimento per il “laureato da record” Luciano Baietti

Il World Values Day approda in Italia e Luciano Baietti è tra i suoi protagonisti. Il recordman delle lauree, reduce dal conseguimento del suo 15esimo titolo accademico (ragion per cui è entrato a pieno titolo, e fin dal 2002, a far parte della famiglia dei Guinness World Records), è stato premiato con un nuovo e prestigioso riconoscimento di livello internazionale. 

Si tratta degli Italian Values Awards, premio dedicato a personaggi che si siano distinti per alto valore umano e sociale. Tre le sezioni pensate per questa splendida edizione, celebrata nella Sala della Protomoteca in Campidoglio lo scorso 19 ottobre alla presenza di illustri personalità del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo: Sport, Life e People.

Proprio di quest’ultima categoria è stato protagonista il 15 volte dottore Luciano Baietti, che non ha mancato, nel suo discorso, di trasmettere i paradigmi della cultura come monito alle nuove generazioni. “Questo riconoscimento è unico nel suo genere perché coniuga valore sociale, culturale ed educativo; – spiega il giornalista Gianluca Meola, organizzatore dell’evento – parla ai giovani di valori umani attraverso le storie e le esperienze dei personaggi che premiamo, che diventano a loro volta esempi edificanti, fonte d’ispirazione e di insegnamento”.
Una definizione che ben si presta a descrivere l’impegno che ha caratterizzato la vita del prof. Baietti, che riesce a coniugare in sé i tre grandi valori che permeano le attuali società democratiche: la cultura, per l’impegno innegabile posto al servizio della formazione a tutti i livelli, lo sport, essendo membro operativo del direttivo dell’Accademia Olimpica Nazionale del Coni, e la solidarietà, da sempre attivo tra le fila del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana in qualità di Colonnello. Doverosi i complimenti della Redazione al prof. Baietti, dunque, per questo nuovo successo che non fa altro che rendere onore al Bel Paese visto che, come ha chiaramente spiegato il recordman ai microfoni del Campidoglio, “Il record non è mio, ma dell’Italia. Io sono solo un tramite, un rappresentante di quella fucina di talenti di cui mi onoro di far parte e aver dedicato la mia vita”.