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venerdì 15 settembre 2017

Politica, PPV: "Partita aperta, vogliamo un programma condiviso e civico per il bene di Velletri"

Nella settimanale analisi delle vicende politiche locali, dopo l'intervista al Candidato Sindaco Giorgio Greci, esponente della Lista Live, a parlare sono i membri del gruppi dirigente di Patto Popolare Velletri, composto tra gli altri da Vincenzo Bagaglini, Gianluca Trivelloni, Fabio Taddei, Franco De Santis, Franco Cerini, che hanno risposto ad alcune domande dopo due mesi di silenzio.  


VELLETRI - Il nuovo movimento civico, composto da numerosi e noti personaggi della politica locale, ha sempre posto dei "paletti" nei precedenti comunicati stampa anche se non ha sciolto le riserve su cosa intende fare per la prossima tornata elettorale. Ecco le risposte date dal gruppo dirigente di PPV che annuncia anche la prossima inaugurazione della sezione.

Dopo un periodo fervente di battaglie politiche e di presenza costante sulla stampa locale, avete allentato il vostro lavoro di comunicazione. Il fatto di non aver ancora espresso un candidato Sindaco significa che farete parte di una coalizione a sostegno di qualche altro candidato oppure state ragionando?

La partita elettorale è appena agli inizi, ancora si devono piazzare tutti i giocatori in campo, nove mesi sono tanti e dire che l’esito è incerto è dir poco. La prossima volta non basteranno le assunzioni a "go go", come avvenuto recentemente nel circondario e così le promesse da marinaio. La gente ascolterà i programmi e valuterà le capacità individuali, anche politiche, di chi glieli illustra. Pensate a Bruno Cesaroni, che nei suoi dieci anni di governo, fece molti miracoli, ma nessuno fu più ricordato dopo la sua scomparsa politica; ed infatti "santo" , per questo, non lo fecero mai. Insomma, e ci riferiamo in particolar modo alla attuale amministrazione: noi non riteniamo che la politica di gestione possa ancor oggi generare rendite elettorali a prescindere, perché il popolo, dapprima ti osanna e ti vota, mentre poi chissà. Forse, anche a Velletri, il tempo dei miracoli alla giornata sta per finire. 

Al di là del ragionamento politico, e delle evidenti critiche che non avete mai lesinato all'attuale Giunta, dove si troverà PPV alle prossime elezioni?

Noi vogliamo riportare Velletri ai fasti di un tempo e vogliamo farlo attingendo a piene mani dal patrimonio umano locale, a prescindere dall'appartenenza politica e dalla tessera di partito. Vogliamo che il centro moderato e civico, non estremista e tanto meno catalogabile per forza a destra e sinistra si riappropri del proprio ruolo. Non vogliamo che questa area di pensiero venga ancor più sminuita e diventi indifferente oltre che irrilevante; ovvero un'area politica senza popolo e quindi un popolo, quello di Velletri, senza moderazione e partecipazione popolare. Vi sembra troppo? Oppure, credete sia inutile? Vi è un popolo di ex Repubblicani, Socialisti e democristiani che, dopo aver ammainato quelle bandiere è rimasto orfano e, chi non si è accomodato altrove, ha scelto di non voler più partecipare e addirittura votare. Noi suoniamo la tromba e li invitiamo a farlo. Senza più bandiere ma con un programma chiaro, realizzabile e più possibile condiviso. Un po' originale come pretesa, forse, ma ci sembra che anche la sinistra locale si stia ponendo un problema simile e rivendica, a Velletri come in Italia, la restituzione di un'area di pensiero e partecipazione. È legittimo e finanche condivisibile. Solo che loro (Art 1 e MDP ) lo fanno come un vero e proprio partito, mentre noi vogliamo iscriverci come movimento civico e senza alcun riferimento identitario, se non quello della moderazione politica, in alternativa al populismo e all'estremismo senza senso. 

Il programma elettorale, che è al centro della proposta di tutti i candidati, all'unanimità viene pensato come un programma all'altezza e con dei quadri dirigenti capaci. Pensate che i cittadini di Velletri premieranno con il loro consenso il vostro progetto ? 

Per dirla come D'Alema, a Velletri la sinistra ed il centro sono stati quasi cancellati da Servadio e dagli ex di AN. Sia chiaro da subito, questo non vuol essere certamente un commento irriguardoso, ma un realistico dato di fatto storico e pure verificabile, senza sforzo alcuno. Alla destra locale, negli ultimi venti anni, gli sono stati concessi quattro candidati sindaco su cinque disponibili e l'ultimo, che non era il loro, è stato messo strumentalmente in condizione di perdere col botto. Si, perché in politica si può vincere anche quando si perde e questo è esattamente quello che è avvenuto; limitando al massimo gli altri e posizionandosi occupando più spazio disponibile possibile. Dal 1994 in poi, il centro moderato , non ha avuto un candidato che sia uno, ai collegi di Camera e Senato circondariali. Moffa, Storace, Polverini, Palumbo, Becchelli, tre volte Cesaroni, Righini ed ora Giorgio Greci. PPV intende ricostruire un'area moderata, di stampo prevalentemente civico, e con punti programmatici ben precisi e riconducibili ad essa.

Quali sono i punti programmatici che devono essere per forza inseriti in una proposta elettorale, per avere l'appoggio del vostro movimento?

Nuova area artigianale, recupero del centro storico, importanti infrastrutture a sostegno di quest'ultimo, partendo dai parcheggi sotto l'Ospedale Civile ed un collegamento meccanizzato adiacente alla Galleria Ginnetti, impedendo che la nostra comunità venga violentata con pericolosi impianti di trattamento rifiuti, nei posti peggiori e a discapito dell'imprenditoria agricola. Abbatteremo ugualmente il costo dei rifiuti di un buon 30%. E vi illustreremo puntigliosamente anche in che modo! Così come lo Sport ed il tempo libero, insieme alla cultura, alle tradizioni locali e turismo, avranno un posto privilegiato nelle nostre intenzioni, con un loro apposito capitolo illustrativo con proposte importanti da realizzare. E poi il commercio, le manutenzioni scolastiche e stradali, unitamente alla sanità ed i servizi pubblici del trasporto, in cui andremo rivedere ( senza rimetterci un centesimo ) anche le tariffe orarie dei parcheggi a pagamento bilanciando più possibile il rapporto fra quelli blu a pagamento e bianchi. Incluso aumentare quelli disponibili per i diversamente abili, eliminando da subito più barriere architettoniche possibili. Per non parlare del problema delle manutenzioni idriche e la rivisitazione dei contratti con ACEA. Ma ne parleremo a tempo e modo! 

E' verosimile aspettarsi una tornata elettorale priva di simboli o comunque improntata alle liste civiche? I punti programmatici che porterete avanti sono a vostro avviso realizzabili con altri candidati?

Secondo noi c'è una nuova voglia di centro, c'è una impellente domanda di civismo politico e, da qualche anno a questa parte, le liste civiche, posizionate in progetti credibili, viaggiano in tutta Italia con le vele al vento. Anche nella parte sinistra del campo sta avvenendo la stessa cosa. Intendo quella vera di sinistra, arcigna e non corruttibile. La gente ha capito che il "nuovismo", a Velletri come in Italia, non ha purtroppo realizzato gran che e che è meglio un politico capace e navigato e anche furbacchione, di uno forse nuovo ma inesperto e spesso anche poco adatto al ruolo e al compito da svolgere. 

Per quanto riguarda la candidatura nuova, come vi ponete rispetto a quella di Giorgio Greci, con il quale avete partecipato nei mesi scorsi a diversi convegni? 

Noi riteniamo ancora Giorgio Greci un possibile candidato, una persona sicuramente perbene, ma non abbiamo mai avuto un vero e proprio confronto sul programma, non abbiamo mai avuto una rassicurazione sulla discontinuità amministrativa con gli ultimi venti anni di gestione politica locale; e neanche una rassicurazione che il suo (e quindi in quel caso anche nostro) sia veramente un progetto civico, in modo da attrarre la partecipazione dei cittadini a 360 gradi e senza vincoli ideologici e di bandiera. Un progetto solo programmatico ed inclusivo, per tutti quelli che ci vogliono stare, senza simboli di partito e trasparente sino al midollo. Insomma, se per il dottor Greci un progetto in cui vi sono i vessilli di Fratelli d'Italia, Fitto, Forza Italia e Lega Nord su tutti i murali e giornali cittadini è un progetto civico, per noi di Patto Popolare lo è un po' meno. Anzi, quasi per niente. E, non a caso, strumentalmente o meno che sia stato, è la prima cosa che ci ha rimarcato Alessandro Priori, in una nota stampa pubblicata su di un giornale locale, prima della pausa estiva. E non possiamo nemmeno dargli torto. 

Quali saranno le prossime mosse e quando saranno sciolte le riserve sulla vostra collocazione?

Stiamo puntigliosamente ultimando il nostro programma, per la campagna elettorale che si svolgerà in primavera; riteniamo quindi che prima si debba individuare il lavoro che si vuole svolgere e poi, a seguire, la persona con le caratteristiche migliori per farlo. Qui a Velletri è accaduto l'opposto. Abbiamo ascoltato con pazienza dichiarazioni di qua e di là su tempi eventualmente concessi per primarie, accordi da farsi a tavolino (da pranzo) e cose del genere. Sono comunque socializzazioni politiche e personali importanti e rispettabilissime, ma non certamente impegnative e definitive. Vogliamo sia chiaro da subito. 

La riflessione sul civismo significa che Patto Popolare Velletri esclude un suo appoggio alla candidatura a Sindaco di Giorgio Greci e si sfila da quel progetto?

Noi non ci "sfiliamo" proprio da nulla, non fosse altro per non esserci infilati in qualcosa o sottoscritto alcunché! Noi abbiamo ragionato e ci siamo confrontati; cosa che continueremo serenamente pure a fare se ci sono le condizioni. Non abbiamo nulla da recriminare se non quello che vi abbiamo già esposto. Mi sembra peraltro legittimo che, se non vi è un quadro politico unitario e regole condivise per individuare il miglior candidato per realizzare un programma ampiamente partecipato e formalmente sottoscritto allora, a nostro parere, la miglior forma di democrazia e di selezione, in sostituzione dell' istituto delle primarie di coalizione, ce la fornisce opportunamente proprio la legge elettorale. Il primo turno, direttamente nei seggi elettorali, ognuno per sè, individuando dopo l'apertura delle urne, ma anche prima standoci le condizioni, attraverso il ballottaggio, il percorso migliore da farsi. In quei sette giorni, che la legge destina proprio a questo. Ecco, allo "stato dell'arte", non riusciamo a scorgere altre soluzioni possibili. Fermo restando la nostra atavica disponibilità al ragionamento e al confronto, con tutti e senza pregiudizi di sorta. Certo, anche Patto Popolare Velletri non può non evidenziare la propria alternatività a chi vorrebbe invadere le vigne coi rifiuti e gestisce le municipalizzate con i piedi, ma questo non toglie nulla ai ragionamenti sopra esposti. Trasparenza, discontinuità con il passato e meno “partiticizzazione” possibile del progetto da condividere. Noi siamo partiti da qui e più vicino possibile a questo desiderio vorremmo arrivare. Staremo a vedere!