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lunedì 7 agosto 2017

Quartetto Accademia: la passione per la musica si trasforma diventa riscoperta dell'essenza musicale

Intervista al Quartetto Accademia: quando la passione per la musica si trasforma in divulgazione e riscoperta dell'essenza musicale. 

di Sara Scifoni


VELLETRI - Un buon successo quello che sta ottenendo “Chiostro in musica”, rassegna curata dall'Associazione Culturale Colle Ionci e dall'Accademia di alto perfezionamento Musicale Roma Castelli, coordinate da Valeriano Bottini, in coproduzione con la Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli. Altra conferma della riuscita del festival veliterno è stata data dalla presenza del Quartetto Accademia, che si è esibito venerdì 4 agosto alla Casa delle Culture e della Musica.
Il Quartetto è un'ulteriore dimostrazione di come Velletri sia in grado di attirare attorno a sé personalità di respiro internazionale: il gruppo ha infatti svolto 70 tournée in ben 26 paesi, esibendosi spesso per importanti istituzioni musicali e festival in sedi prestigiose. Inoltre, il Quartetto Accademia vanta collaborazioni con figure di spicco in ambito musicale come quelle con Bruno Canino, Ennio Morricone, Aldemaro Romero, Claude Delange, Luisa Castellani e molti altri ancora. I componenti del complesso sono Gaetano Di Bacco (sassofono soprano), Enzo Filippetti (sassofono contralto), Giuseppe Berardini (sassofono tenore), Fabrizio Paoletti (sassofono baritono), e sono tutti, oltre che eccellenti sassofonisti, docenti di sassofono nei Conservatori di Musica di Roma, Pescara, Udine e L’Aquila. Fabrizio Paoletti ha rilasciato un'intervista a Velletri Life prima del concerto.

Da quanto tempo suonate insieme? In quali circostanze vi siete conosciuti e avete deciso di intraprendere insieme questo percorso? 

Suoniamo insieme dal 1984, quindi facendo due conti sono ben 33 anni. Ci siamo conosciuti nella classe di sax del Conservatorio de L'Aquila e da quel momento abbiamo deciso subito di puntare sul quartetto. 

Avete collaborato con diverse figure di spicco in ambito musicale. Hanno queste personalità condizionato il vostro modo di suonare e i vostri arrangiamenti? Se sì, chi di loro in particolar modo? 

Direi che ognuno di questi incontri ha contribuito ad arricchire il nostro modo di suonare e arrangiare, nessuno escluso. Delangle, ad esempio, ci ha arricchito per quanto riguarda il modo di suonare il sassofono, mentre Canino ci ha influenzato più nell'insieme. 

Il repertorio da voi scelto è molto ampio sia a livello di generi che a livello di epoche storiche, e varia dall'umorismo di Francaix alla monumentalità di Bach. In esso spiccano la Fuga in Sol minore di Bach, organistico, e “Rossini per quattro”, operistico. La scelta di questi brani, così lontani concettualmente da uno strumento come il sassofono, ha l'obiettivo di evidenziare le sonorità dello strumento o quello di donare qualcosa di nuovo al brano? 

Il nostro obiettivo principale è quello di dare alla musica la sua propria essenza, facendola risaltare, prestando particolar attenzione allo stile. Lo strumento in questo viene quasi dimenticato, poiché si tratta in realtà solo di un mezzo. 

Il vostro cd “Hommage a sax” è inusuale poiché presenta brani per sassofono poco conosciuti ed eseguiti. Qual è l'obiettivo che la scelta di questi pezzi vuole esprimere? 

Lo scopo di “Hommage a sax” è assolutamente divulgativo: ci piacerebbe far conoscere la musica originale di compositori francesi dell'Ottocento. 

Siete docenti di sassofono nei Conservatori di Musica di Roma, Pescara, Udine e L’Aquila e per questo siete spesso a contatto con giovani aspiranti musicisti. Quali consigli dareste a chi vuole intraprendere la carriera di musicista? 

Il nostro consiglio è quello di seguire sempre e comunque la passione che si ha per lo strumento, per la musica e per la vita.