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martedì 4 luglio 2017

Teatro di Terra, cala il sipario? Conferenza stampa tra rassegnazione e speranze in via S. Crispino

Le pareti scrostate dal tempo e dall’umidità, sedie di plastica di varia foggia a riempire le gradinate improvvisate, costruite sui “tubi innocenti”; palco senza sipario e a livello degli spettatori della prima fila; quinte che sembrano reggersi più per volontà che per obbedienza alle leggi della fisica; fondale a coprire uno spazio che racchiude in un unicum camerini aperti, magazzino, servizi con apertura su un pozzo luce condominiale. 

di Rocco Della Corte ed Emanuele Cammaroto


VELLETRI - Questo è il Teatro di Terra nella sua fisicità. Una struttura non adeguata ad ospitare qualsiasi attività, ma che per ventitrè anni ha ospitato idee, sacrifici, sudore, tremore, emozioni di tanti ragazzi e ragazze, più o meno giovani, che hanno creduto in un fuoco, il fuoco interiore che, se non ha combattuto l’umidità, è riuscita a crescere, conoscersi, migliorarsi, comprendersi, mettendo alla prova i propri limiti, la propria forza, la personale debolezza.
Questo il Teatro di Terra nella sua non fisicità. Una bellissima realtà, quindi, che purtroppo, sembra sia giunta alla tappa finale. Come annunciato da una locandina che è stata diramata sui social e in città, la storica istituzione culturale veliterna cessa le sue attività per difficoltà economiche ormai divenute insostenibili. Si tratta sicuramente di una perdita importante per la cultura cittadina, vista la lodevole attività di produzione e diffusione teatrale svolta dal 1994 ad oggi.
Laboratori, saggi, spettacoli, stagioni teatrali sempre di buon livello che hanno saputo attrarre un pubblico eterogeneo rappresentano la sintesi estrema di ventitré anni di storia ricca di partecipazione e di momenti condivisi. Al tavolo dei relatori il Direttore Artistico Luigi Onorato, la regista e attrice Carla Petrella, il drammaturgo e regista Lorenzo Canarutto, a cui si è aggiunta l'attuale direttrice del Teatro Comunale di Marino Sabina Barzilai, presidente dell'Associazione Artemista. In forme diverse, i quattro relatori hanno sottolineato la volontà di proseguire in maniera dignitosa il loro lavoro e i loro percorsi artistici, rammaricandosi per la mancanza di attenzione da parte delle istituzioni ma senza voler dare alla conferenza un tono rivendicativo. Si guarda al futuro, seppur con tanta amarezza come trasparito dalle parole sentite e commosse di Carla Petrella che ha dichiarato di non riuscire a figurarsi quello che oggi è il Teatro di Terra in altra veste, garage o ristorante che sia.
I limiti strutturali e le scadenze economiche hanno imposto la Direzione a fare una scelta drastica, anche guardandosi intorno, come espressamente affermato citando l'esempio di Marino dove l'Associazione Artemista gestisce un Teatro Comunale con un trattamento da professionisti. Chiamati in causa anche i numerosi politici presenti in sala: l'Amministrazione Comunale ha espresso la propria vicinanza al Teatro di Terra, proponendo soluzioni alternative che sono emerse nel dibattito con il pubblico. Si è pensato ad una situazione temporanea presso Villa Bernabei, attualmente chiusa per gran parte dell'anno, seppur la situazione non appare ottimale per le rappresentazioni ma solo per le prove. Altre strutture emerse sono l'ex Palestra Pennacchi nella zona del Ponte Bianco o la Chiesa di S. Francesco in via di recupero, adiacente alla Casermaccia.
Sia l'assessore Orlando Pocci che il presidente del Consiglio Comunale Daniele Ognibene si sono impegnati ad affrontare la situazione nelle prossime ore in questa direzione, mentre poco praticabile è parsa la possibilità di una sponsorizzazione o di un azionariato popolare per mantenere in piedi la struttura di via S. Crispino. Tutto resta in evoluzione, dunque, ma la speranza è che si riesca a tenere viva la realtà del Teatro di Terra per ciò che essa ha rappresentato dalla sua fondazione ad oggi. Ma soprattutto che vi sia una vera politica della cultura, con una programmazione seria, condivisa, applicata, in sinergia con le realtà locali e vicine.