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giovedì 20 luglio 2017

Movimento Cinque Stelle Velletri critico sulle partecipate, Trenta: "Ultima prova d'esame"

Il consigliere del Movimento Cinque Stelle Paolo Trenta si è espresso in merito a quella che ha definito "ultima prova d'esame per le partecipate" in una nota diramata pubblicamente.

di Paolo Trenta

VELLETRI - Un'ultima prova d’esame attende le nostre società partecipate a fine mese, l’ammissione nelle liste dell’ANAC per le società in house. Dall’entrata in vigore del dLgs 175/2016 che vanno adeguati gli statuti delle società partecipate e queste devono essere “omologate” dall’ANAC, pena l’esclusione dell’affidamento dei servizi. Viene da sè che siamo già in estremo ritardo, considerato che lo Statuto deve essere approvato dal Consiglio Comunale e poi stipulato dal Notaio ed inviato all’ANAC.
La Norma Europea, recepita dal dLgs175 condiziona le società con affidamento in house secondo i seguenti principi: 
1) Capitale interamente pubblico 
2) Attività della Società realizzata in misura prevalente con l’ente o enti controllanti 
3) Il controllo esercitato dall’ente partecipante ed affidante il servizio deve essere analogo a quello esercitato sui propri servizi 

La bozza di Statuto, già una volta ritirata dall’ordine del giorno del consiglio comunale, è stata preparata dalla commissione Controllo Analogo (Cerini, Caprio, Ciarla) e dalla dirigente alle partecipate (Prosperi). Lo statuto preparato assoggetta il “controllo” della società ad una commissione di 3 consiglieri comunali, dando di fatto in mano alla politica (cosa che non si può fare) la gestione amministrativa, in quanto la commissione diventa il tramite tra ente e società (quest’ultima impoverita per legge di ogni potere decisionale straordinario). Questa cosa oltre ad essere pericolosa, è illegittima. Il Testo Unico degli Enti Locali definisce chiaramente le competenze del Consiglio Comunale, della Giunta e dei Dirigenti. Il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, la giunta l’organo esecutivo, mentre spetta ai dirigenti la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti…nonché tutti i compiti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno.” Viene da se che chi effettua il controllo sui servizi dell’ente sono i dirigenti e di conseguenza in maniera analoga devono essere i dirigenti a farlo sulle società partecipate. Un consigliere comunale non può (perché non tenuto) avere le competenze, né le responsabilità per le quali i dirigenti sono pagati profumatamente. Note stonate: quando ho posto questa problematica in commissione il consigliere Cerini è andato in escandescenze (forse perché facendo parte della commissione controllo analogo si è sentito espropriato di qualcosa di suo), mentre in una situazione così delicata la dirigente preposta ha pensato bene di andarsene in ferie.