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mercoledì 26 luglio 2017

Grande successo per la manifestazione 'Sacra Latii', sulle vie dei santuari dei Latini

“Giunone, dea della nascita, accogli i mucchi d’incenso che ti offre con la sua tenera mano la dotta fanciulla…acconsenti e vieni, bellissima, col mantello di porpora: tre volte ti offrono, casta dea, vino e focacce” (Tibullo, Elegie III,12).


L’evento “Sacra Latii. Sulle vie dei santuari dei latini”, che si è svolto domenica 23 luglio con le visite guidate pomeridiane alla mostra Sacra Nemora e al santuario di Giunone Lanuvina, si è concluso con la rievocazione storica “Giunone Sospita e le sacre vergini” che ha registrato un grande successo di pubblico.

L’evento è stato ideato e curato dall’archeologa Maria Cristina Vincenti, Presidente di Archeoclub Aricino Nemorense, in collaborazione con la DMO Castelli Romani, il Consorzio Bibliotecario, il Comune di Lanuvio e il Museo Civico Lanuvino ed ha coinvolto per le visite guidate gli archeologi Luca Attenni e Sara Scarselletta, per la rievocazione storica l’associazione Civita Folk – Gruppo Storico Lanuvium, diretto dall’insegnante di danza Luana Calvani, l’archeologo Alberto Silvestri dell’Archeoclub Aricino Nemorense per le letture sceniche e l’Associazione Gastronomica ‘Al Grottino vino e Cucina’ di Albano Laziale che ha realizzato la degustazione delle focacce di Giunone. Sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Lanuvio Alessandro de Santis, il presidente del consiglio comunale di Ariccia Gianluca Staccoli e il direttore della DMO Giovanni Biallo.
Lo ricordiamo che l’evento è compreso nel progetto regionale Biblioteche in Coworking ed è inserito nel circuito Enjoy Castelli Romani Viaggio nel Tempo. Attraverso quanto tramandato dai classici latini e grazie alle testimonianze archeologiche venute alla luce nel bosco sacro di Pantanacci, nei pressi della Via Appia Antica, è stato ricostruito con coreografie, musiche antiche, letture sceniche e scenografie teatrali, arricchite con torce e fiaccole, il rito delle fanciulle lanuvine che ogni anno e ‘fin da tempi antichi’ si recavano, abbandonando la famiglia, presso l’antro del serpente per l’offerta delle focacce di farro. Questa scena rituale è rappresentata anche nelle monete di Lucius Roscius Fabatus pretore del I sec. a.C. e originario di Lanuvio. Tale consuetudine nascondeva un arcaico rito di passaggio all’età adulta e connesso all’attività della panificazione che nelle società antiche era di competenza della donna.
Il grandioso portico monumentale del tempio di Giunone, risalente al I sec. a.C., ha offerto una scenografia di incomparabile bellezza che si è unita ad un tramonto estivo tra i più suggestivi. L’idea progettuale è nata dalla motivazione di rafforzare l’identità dei cittadini attraverso la conoscenza e la valorizzazione dei santuari latini e dei riti più significativi della nostra regione ed in particolare dei Castelli Romani territorio che conserva un inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico per la maggior parte ancora da scoprire e valorizzare.