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mercoledì 12 luglio 2017

Campanile, Wilcock e altri...: Velletri salotto letterario del Novecento

Achille Campanile e Juan Rodolfo Wilcock: uno scrittore e un poeta, un romano e un argentino, un umorista e un traduttore. Due nomi che non sembrano avere nulla in comune ad un primo impatto, ma hanno di uguale proprio il Comune – sia perdonato il gioco di parole “campaniliano” – di Velletri. Una proposta di Parco Letterario a tema su Cinema, Letteratura e Teatro.

di Rocco Della Corte


VELLETRI - Per evitare i “campanilismi” sarebbe opportuno precisare che Campanile abitava tra Velletri e Lariano, esattamente al confine, in contrada Arcioni. Juan Rodolfo Wilcock, che oltre ad essere un poeta fu anche critico letterario, saggista e intellettuale a trecentosessanta gradi – come del resto Achille Campanile – viveva invece nella campagna più interna e selvaggia di Colle Formica.

I due si incrociarono per pochi mesi, poiché la famiglia Campanile si spostò tra Lariano e Velletri nel 1969, mentre l’argentino lasciò dopo dieci anni la città castellana poco dopo il 1970. Quest’arco di tempo non impedì ai due di incontrarsi, e c’è anche una testimonianza che rievoca quegli incontri – visti da un’ottica interna – tra due grandi nomi del Novecento. La signora Marisa Monteferri, dirimpettaia di Juan Rodolfo Wilcock, ricorda i contatti tra l’autore del Povero Piero e lo scrittore di Buenos Aires. “Wilcock – racconta Marisa Monteferri – si recò di sicuro a casa di Campanile. C’è, a tal proposito, la testimonianza di Sandro Bologna, che in quegli anni a cavallo tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta lo accompagnava qualche volta in via Arcioni”. Velletri fu un centro di grande movimento culturale e intellettuale: grandi personaggi abitarono la città del Monte Artemisio, da Vittorio Gassman a Eduardo De Filippo, passando per Gianmaria Volonté, Ugo Tognazzi, Franco Nero, Andreina Pagnani. Ma oltre a chi decise di risiedere, perché In campagna è un’altra cosa. C’è più gusto, c’erano i “pellegrinaggi” di numerosi scrittori, letterati, registi e intellettuali che frequentavano questi mostri sacri della cultura italiana e internazionale. La vivacità è garantita dai nomi: De Filippo ospitava Monica Vitti, Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi, Anna Magnani, Wilcock ospitava Elsa Morante, Alberto Moravia, Elio Pecora, Laura Betti, e anche Achille Campanile.
“Tra i due – ricorda la Monteferri, che all’epoca era giovanissima – c’era un amichevole rapporto di stima reciproca. Wilcock adorava l’umorismo di Ennio Flaiano, con cui ebbe una bella amicizia, e trovò in Campanile una vena umoristica sottile e piacevole come del resto egli stesso. Per Juan Rodolfo Velletri era proprio un salotto letterario nel quale ospitare i grandi personaggi del Novecento”. Riguardo Achille Campanile, la Monteferri confessa un rimpianto: “Sono sempre stata curiosa di sapere cosa fosse al centro delle loro conversazioni. Pur vivendo molto vicino alla villa di Campanile ad Arcioni, non ebbi l’ardire di contattarlo, anche se desideravo farlo. Ricordo di averlo visto varie volte, e immagino i discorsi con Wilcock: politica, colleghi, cinema, teatro, lavori”. Un intreccio che deve far pensare come Velletri sia stata al centro degli interessi culturali dell’epoca, cuore pulsante della letteratura, del cinema e del teatro. Achille Campanile, l’antimilitarista che si rifugiò in campagna, trovò nel centro castellano la sua dimora ideale così come fu per Eduardo De Filippo e tanti altri. Una bella riflessione può partire da questa densità di grandi nomi, che non sono neanche tutti: sintetizzando, la «Velletri adagiata sulle pendici del Monte Artemisio» descritta da Giorgio Bassani, con le sue campagne gentili evocate da Vincenzo Cardarelli, ha attirato e continuerà ad attirare. Perché? Semplicemente perché «In campagna è un’altra cosa. C’è più gusto». Parola di Campanile.



RASSEGNA NAZIONALE DI 
TEATRO E LETTERATURA 
CAMPANILIANA 2017

Achille Campanile, una figura di primissimo piano nel panorama letterario italiano del ‘900, aveva scelto di vivere nella campagna tra Velletri e Lariano. Nel quarantesimo dalla sua scomparsa dedicargli un Premio Nazionale Teatrale è stato ritenuto dall’organizzazione un doveroso e piacevolissimo tributo. Non per fare allo scrittore una sorta di monumento statico, spesso fine a se stesso, ma per far prosperare e lievitare lo spirito della sua ricca produzione. Viviamo tempi in cui sembrano imperversare l’individualismo, l’affermazione di sé, il presenzialismo, le “verità” più o meno asserite con forza. Lo sguardo ironico e acuto di Campanile, la sua abilità funambolica di giocare con le parole – segno di grande padronanza linguistica – il suo stravolgere e ribaltare le situazioni più disparate, può ancora insegnarci, oggi più che mai, a uscire fuori da noi stessi, a prenderci meno sul serio, a vivere e accettare con più leggerezza le nostre tante, umanissime, contraddizioni. La rassegna, in programma dal 21 al 29 ottobre 2017, si compone di più iniziative.

PREMIO NAZIONALE TEATRALE - Il Premio Nazionale Teatrale vedrà partecipare copioni di genere umoristico e saranno valutati da una Giuria esaminatrice – composta da Arnaldo Colasanti come Presidente, Simona Marchini e Gaetano Campanile in qualità di giurati – che avrà la provata competenza di stabilire criteri e modalità di giudizio per proclamare l’opera vincitrice ed, eventualmente, un’opera segnalata. Il concorso è rivolto a tutti, nella convinzione che la creatività non abbia età. La messa in scena dell’opera vincitrice, presso il teatro Artemisio-Gian Maria Volonté di Velletri, sarà a cura di una compagnia iscritta alla UILT. 

CONVEGNO - Il Convegno riprende una citazione dello scrittore: a chi ancora volesse etichettare o circoscrivere la produzione campaniliana al solo umorismo, è proprio il caso di ribadire con forza: “Umorista sarà lei!” I grandi si manifestano come tali e smontano qualsiasi etichetta. Achille Campanile è stato un grande e ha mostrato una strada da percorrere con slancio e creatività. Nel caso del Premio sta agli autori percorrerla e la speranza è che nasca del buon teatro. Il convegno vedrà i contributi di Arnaldo Colasanti (Presidente della Giuria, critico letterario, scrittore, giornalista e conduttore televisivo), Giorgio Montefoschi (scrittore), Gaetano Campanile, Vito Molinari (Regista). 

MOSTRA – Saranno esposti bozzetti, manoscritti, immagini inedite, libri, disegni e oggetti personali dell’autore. La mostra prevede un percorso guidato anche per le Scuole e dei pannelli informativi. 

READING – La produzione campaniliana, oltre ad essere analizzata, studiata e filtrata criticamente, verrà anche letta. In diverse date saranno infatti letti da attori alcuni passi di Achille Campanile, tratti sia da romanzi che da scritti giornalistici e umoristici. 



www.campaniliana.it