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sabato 3 giugno 2017

Sovraffollamento delle carceri, la preoccupazione di Costantino. A Velletri + 173 detenuti

Un dato preoccupante risulta essere il sovraffollamento nei 14 Istituti del Lazio pari a n. 1.026 detenuti, considerato che n. 6.260 risultano essere i detenuti reclusi, dato 31 maggio 2017, rispetto ad una capienza regolamentare di detenuti prevista di n. 5.234.

di Massimo Costantino


VELLETRI - Il dato nazionale dei detenuti è di un sovraffollamento pari a 6.794. Preoccupa il sovraffollamento negli istituti di: Viterbo (+176); CC Cassino (+101); CC Frosinone (+51); NC Civitavecchia ( +107); CCF Rebibbia ( + 79); NC Rebibbia ( + 270); CC Regina Coeli (+276); Velletri (+173) , CC Latina (+ 61) NC Rieti ( +63).
Nelle tabelle i dati inerente Detenuti presenti e capienza regolamentare degli istituti penitenziari; Detenuti presenti per posizione giuridica; Detenute madri con figli al seguito presenti. Al sovraffollamento, all’inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente carenza di risorse umane, determinata sia dalla fuoriuscita di personale per raggiunto diritto alla quiescenza che dal mancato turn-over, se aggiungiamo anche e che gli agenti debbano occuparsi di soggetti il cui posto sono le Rems (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) e che per mancanza di posti restano in carcere creando enormi problemi" il quadro risulta alquanto complesso . In questa settimana la Fns Cisl Lazio ha dichiarato lo stato di agitazione negli istituti penitenziari di Regina Coeli, Velletri e ultimo , ieri, quello di Latina. Non si esclude la possibilità di estendere tale stato di agitazione in tutte le sedi della regione , dato che al personale, l’amministrazione penitenziaria , non garantisce lo spettante ma addirittura intende concedere meno giorni di congedi ordinari per le ferie estive rispetto a quanto previsto da normativa vigente. Per la Fns Cisl Lazio la previsione nella legge di stabilità 2016 di investimenti a favore del personale di Polizia Penitenziaria risulta solo un palliativo che non risolve il problema poiché vi è la necessità di adeguare alle esigenze reali le dotazioni organiche del personale di polizia penitenziaria e non certo come avvenuto tagliare le piante organiche come previsto dalla legge Madia.