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lunedì 26 giugno 2017

Il Dopolavoro di Velletri intitolato al ferroviere Duilio Andreozzi e al sindacalista Augusto Castrucci

Nel pomeriggio di sabato, presso il Dopolavoro Ferroviario di Velletri, ha avuto luogo l'intitolazione della struttura a due personaggi importanti: Duilio Andreozzi e Augusto Castrucci.

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Dopo il ritrovo di tutti i ferrovieri e i simpatizzanti del Dopolavoro, il dirigente del circolo Ermanno Pastina ha preso la parola per dare il benvenuto ai presenti. Ribadendo la lotta per la sopravvivenza del circolo veliterno, fondato nel 1936, ha sottolineato come sia difficile andare avanti in un periodo in cui le Ferrovie dello Stato tendono alla chiusura di queste realtà. "Il Dopolavoro di Velletri - ha detto Pastina - è un pezzo di storia, e noi faremo di tutto, come sempre, per impedire la sua chiusura. Ricordo le tante battaglie fatte da me e dai miei predecessori per impedire che ci togliessero questo luogo di ritrovo, sarà difficile ma continueremo ad andare avanti".
Successivamente ha preso la parola Stefano Pennacchi, referente delle associazioni che svolgono varie attività culturali e ricreative nell'ex sala ristorante, il quale si è detto onorato di poter partecipare all'intitolazione di due personaggi così importanti e ha precisato come grazie all'impegno costante dei ragazzi che lo supportano il Dopolavoro stia cercando di rinascere e aggregare anche le nuove generazioni. Terzo intervento è stato quello di Claudio Caratelli, ferroviere in pensione, che ha spiegato il perché del nome di Augusto Castrucci: sindacalista, grande voce dei diritti dei ferrovieri, fondatore della rivista "In marcia" e pioniere di tante battaglie in favore dei lavoratori.
Pisano di nascita, Castrucci è stato un pezzo di storia per l'Italia intera ed è per questo che l'Assemblea dei soci ha deciso di dedicargli il circolo. Oltre a lui, però, l'intitolazione è stata rivolta anche a Duilio Andreozzi: storico capostazione titolare di Velletri, persona dai valori forti e dalla grande umanità, ha lasciato in segno in tutti i ferrovieri che lo hanno conosciuto e apprezzato. Dopo la sua scomparsa si è creato un vuoto incolmabile, e lui che si è sempre battuto per il Dopolavoro e per farlo vivere adesso riceve il giusto omaggio dell'intitolazione. Di fronte a tutta la famiglia Andreozzi, sul palco è salito il figlio di Duilio e assessore, Sergio Andreozzi. "Sono molto onorato e lusingato di questa decisione. Ricordo gli anni trascorsi qui, in questa struttura che era un giardino, un punto di riferimento per i ferrovieri e non. Sicuramente era un centro pulsante della città - ha dichiarato Andreozzi - e mio padre ci teneva molto affinché vivesse come realtà per tutti, ricca di iniziative culturali e sociali. Spero che questa intitolazione faccia riavvicinare anche quelle anime che si sono un po' distaccate dal Dopolavoro e che dia nuovo impulso alle attività dell'associazione, da parte mia non posso che essere felice e ringraziare tutti per le parole che avete speso nei confronti di mio padre".
Prima di Sergio Andreozzi, ha portato il suo ricordo toccante Ignazio Zito, ex capo gestione superiore di Velletri, il quale ha rievocato quel 1981 in cui arrivò in città e fece la conoscenza di Duilio Andreozzi. E' intervenuto anche il fratello di Duilio, Andrea, che ha affermato come sia importante questo riconoscimento per "un uomo vicino agli ultimi, sempre in prima linea, dai dolci pensieri e dalle mille qualità umane e organizzative". Tra i soci del Dopolavoro anche Franco Bene, macchinista in pensione, che ha espresso vivo apprezzamento per la decisione in quanto i due nomi scelti per denominare il circolo sono entrambi di spessore.
Il momento più atteso è stato quello dell'inaugurazione della targa, scoperta dal figlio di Duilio Sergio e accompagnata da applausi e spumante. Un'ottima iniziativa per richiamare lo spirito di appartenenza dei ferrovieri, veliterni e non, nel segno di persone che hanno davvero lasciato un insegnamento di vita a chi ha avuto il piacere e l'onore di conoscerle. Da oggi il circolo dei ferrovieri di Velletri, dunque, ha l'onere e l'onore di rappresentare al meglio Augusto Castrucci e Duilio Andreozzi, adempiendo in maniera degna al nome che lo stesso Dopolavoro porta.


GALLERIA FOTOGRAFICA
a cura di Rocco Della Corte
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