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sabato 17 giugno 2017

Culicchia inaugura “Velletri Libris”: letteratura e cittadini riempiono il Chiostro della Casa delle Culture

Una serata in grande stile per l’inaugurazione della rassegna letteraria nazionale “Velletri Libris” che vedrà arrivare a Velletri nomi importanti e prestigiosi in più date a partire da giugno e fino ad agosto. 

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Davanti ad un Chiostro allestito a puntino per l’evento, si è svolta la cerimonia di apertura dell’iniziativa per poi dare spazio alla prima presentazione in calendario che ha visto protagonista il noto scrittore Giuseppe Culicchia.
A parlare per prima, dopo il benvenuto del giornalista Ezio Tamilia, è stata la consigliera FondArc, professoressa Maura Dani: “Con grande piacere do il benvenuto a tutti in questo splendido luogo che si propone di diventare un salotto nel cuore della città aperto ad incontri di stampo culturale. ‘Velletri Libris’, evento ideato dalla Mondadori in collaborazione con la Fondazione, è il segno tangibile di come la Fondazione stessa sia aperta ad accogliere proposte e suggerimenti provenienti dai cittadini e a dare ospitalità alle iniziative di tutti”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Direttore Artistico, Maestro Claudio Micheli, che ha ringraziato la Scuola Allievi Marescialli e Sottufficiali di Velletri per le duecentocinquanta sedie messe a disposizione e auspicato una grande partecipazione alla rassegna: “Questo è un esperimento, speriamo che questa struttura viaggi verso traguardi importanti e sia apprezzata da tutti, veliterni e non.
La Casa delle Culture è un gioiello unico e patrimonio di tutti, pronto ad ospitare eventi di qualità che mi auguro tutti possano gradire”. A portare il saluto del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale l’assessore alla Pubblica Istruzione Luca Masi, il quale si è detto soddisfatto dell’impegno messo in campo per offrire valide proposte culturali ai cittadini: “E’ un progetto che viene da lontano e che andrà lontano quello della Casa delle Culture, e faccio i migliori auguri alla Mondadori affinché possa ottenere risultati consoni alle aspettative che nomi del genere portano con sé. Voglio dare inoltre la notizia che martedì mattina, alle ore 10.00, verrà firmata la Convenzione ufficiale con l’Accademia delle Belle Arti di Roma per l’attivazione con il prossimo anno accademico di due corsi. Un risultato importante per la città, e per questo luogo che ospiterà gli studenti, che insieme ai fruitori della biblioteca, ai libri e all’arte rappresentano il futuro di Velletri”. L’ultimo intervento prima di iniziare l’appuntamento letterario è stato quello di Guido Ciarla, titolare della Mondadori Bookstore Velletri e ideatore della rassegna. Ciarla ha ringraziato la Fondazione e il Comune per il sostegno, ripercorrendo gli ultimi mesi che hanno visto la libreria di via Pia essere uno dei fulcri culturali cittadini: “Da molto tempo stiamo riscuotendo interesse e partecipazione agli incontri con vari autori.
Ringrazio Ezio Tamilia e tutti coloro che hanno collaborato al progetto per far uscire dalle mura della libreria queste presentazioni e renderle aperte a tanta gente”. Un ringraziamento particolare è stato riservato agli autori, agli editori, ai partner (Banca Popolare del Lazio, Allianz Assicurazioni, Casale della Regina, Cantina Piana dei Castelli) e a Carlo Micheli, che con la sua musica ha intrattenuto i presenti accompagnando l’attesa. Proprio la musica non sarà un aspetto secondario nell’estate della Casa delle Culture, perché grazie a Valeriano Bottini e all’Associazione Colle Ionci – come sottolineato da Micheli – sono già stati fissati numerosi appuntamenti concertistici. Terminata l’inaugurazione, spazio alla letteratura e al romanzo: Giuseppe Culicchia con Essere Nanni Moretti arriva a quota ventiquattro libri pubblicati, ma non ha dimenticato le sue prime velleità di scrittura nella sua stanza, battendo a macchina. Il suo discorso è partito proprio dal passato, quando libraio si cimentava in una professione difficile che però dà anche innumerevoli spunti. In questo senso l’ultimo romanzo è un mix di divertimento e riflessione, perché i due protagonisti aiutano ad esplorare il mondo dannato e difficile dell’editoria. Bruno Bruni, scrittore di nicchia, commette quasi per caso – lasciandosi crescere la barba – un furto d’identità. La trama del romanzo rispecchia alcuni episodi autobiografici, poiché proprio Culicchia si trovò ad essere coinvolto in problemi burocratici per un finanziamento a suo nome di cui non era a conoscenza. Lo scambio di identità, gli aneddoti, alcune letture di passi significativi – alcuni comici e alcuni più seri – hanno accompagnato dolcemente gli spettatori ad immergersi nel mondo della letteratura contemporanea. Bruno Bruni, accortosi di essere un sosia impressionante di Nanni Moretti, su consiglio della spregiudicata fidanzata Selvaggia comincia a girare città per città spacciandosi per il noto regista.
“Una satira a tratti grottesca – ha notato Tamilia dialogando con l’autore – dell’industria editoriale”, analisi confermata da Culicchia che ha sottolineato come non sia facile arrivare al lettore in un contesto di “redditività al metro quadro”. “Il libraio – ha detto Culicchia – è il medico dell’anima, e offre titoli di tanti scrittori spesso non giustamente considerati. Nel caso di Essere Nanni Moretti Bruno Bruni nella speranza di incontrare e parlare con il critico letterario Franchini si apposta al Salone del libro di Torino ma non riesce nel suo intento. Tuttavia incontra molti scrittori (Fabio Volo, Andrea De Carlo, Alessandro D’Avenia) tutti contornati da ragazzine, cinquantenni composte, professoresse di lettere”. L’esplorazione del mondo editoriale continua con le montagne di libri di Bruno Vespa, che nel romanzo però lamenta una pubblicizzazione non sufficiente del suo ultimo lavoro. L’ilarità generale suscitata dall’adesione della finzione alla realtà trova il suo compimento più logico e allo stesso tempo surreale con il fatto che il protagonista, Bruno Bruni, ha un odio particolare per uno scrittore: Giuseppe Culicchia. “Avendo citato nomi di colleghi reali – ha spiegato l’autore – mi sembrava giusto compiere un sano esercizio di auto-ironia inserendomi nel ruolo di antipatico e detestato romanziere. Tutto ciò mi è servito, a livello narrativo, anche per raccontare i rapporti di stima o repulsione che inevitabilmente vengono a crearsi tra scrittori che fanno parte della stessa ‘baracca’”. La svolta cercata dai protagonisti, Bruno e Selvaggia, arriva con l’appropriazione indebita dell’identità di Nanni Moretti, ma la gravidanza della ragazza frena questa spensieratezza folle mettendo i due innamorati di fronte alle responsabilità. Un grande rimando all’attualità, con l’incertezza dei giovani che non sanno quando andranno in pensione e la necessità di offrire ai propri figli un futuro degno.
Culicchia ha concluso leggendo quello che è stato considerato da molti critici il passo più bello e profondo del romanzo: “Da torinese – ha dichiarato alla folta e attenta platea – molto spesso mi criticano se ambiento i libri a Torino, ma si stupiscono se li ambiento fuori. Questo libro accontenta tutti perché i luoghi sono vari, da Torino ad altre città”. E proprio a Torino, luogo dove Culicchia evidentemente ha le sue radici più intime, nella zona dei ‘Murazzi’ che ospitava la movida negli anni Novanta, si conclude Essere Nanni Moretti con una riflessione emozionante sull’abisso della solitudine, sui sorrisi dalle pieghe amare e sugli occhi dei passanti che sprizzano disperazione. Un contraltare al clima ironico dell’intero romanzo, presa di coscienza matura da parte di uno scrittore di altissimo livello. Con gli applausi dei presenti e gli autografi la serata è proseguita grazie alle particolari e squisite degustazioni culinarie e vinicole offerte dai partner. Per “Velletri Libris” un esordio positivo (oltre cento spettatori) e dopo il successo della prima l’appuntamento è per lunedì sera alle ore 21.00 nel magico luogo incantato del Chiostro del Carmine con Michela Marzano.

GALLERIA FOTOGRAFICA
a cura di Rocco Della Corte e Valentina Leone