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mercoledì 28 giugno 2017

Chiude il Teatro di Terra: prime reazioni e amarezza per il destino di un pezzo di storia di Velletri

La locandina questa volta non vuole invitare la cittadinanza ad un nuovo spettacolo, né ad una esibizione degli allievi di questo o di quel laboratorio. Laconicamente il messaggio che traspare è dal sapore amaro: il Teatro di Terra chiuderà.

di Rocco Della Corte

VELLETRI - Una situazione che era nell'aria già da molti anni, per una piccola realtà che però si è mostrata sempre attiva sul territorio ed è stata tenuta in vita grazie alla passione di teatranti e spettatori, che avevano ormai "adottato" affettuosamente le sedie che componevano la platea del Teatro.
Nonostante una logistica non di certo ottimale e una struttura che necessitava di migliorie sostanziali, il TdT ha sempre saputo regalare una proposta eterogenea, spaziando dal teatro d'autore alla musica, passando per le commedie, per i saggi dei laboratori coronamento di stagioni sempre ricche di contenuti. Un vero e proprio centro di produzione, ricerca e diffusione teatrale, insomma, che sembra destinato a chiudere i battenti. Le motivazioni ufficiali verranno rese note nella conferenza stampa che il Direttore Artistico Luigi Onorato ha indetto per il prossimo lunedì 3 luglio alle ore 18,00. Lì saranno spiegate le ragioni di questa scelta, che sembrano essere tanto forti da non lasciare scampo ad uno spazio sociale, civico e culturale che pullula di vita e aggrega persone di tutte le età. Ventidue anni di attività sono davvero tanti, forse addirittura troppi, per cancellare in una semplice serata quanto di buono si è fatto. La strenua resistenza del Teatro di Terra, che si è trovato a dover competere con i più appetibili 'concorrenti' presenti in città e in grado di richiamare e dare posto alle folle, era (e resta, o resterà) un modello da seguire, una realtà professionale difficile da imitare. Forse proprio per questo, nonostante il suo aspetto rustico e la sua limitata capienza, è sempre stato popolato. Segno che la proposta, il Teatro in sé, il legame tra attori e pubblico, la varietà dell'offerta culturale hanno saputo richiamare quella cornice discreta di spettatori, senza disegnare più di qualche sold out. I ringraziamenti di cui si parla nella locandina che annuncia la "chiusura dei battenti" andrebbero sicuramente capovolti, perché preme ad ogni cittadino e ad ogni habitué del Teatro di Terra dire un grazie a quello che è stato finora. La rassegnazione, l'amarezza ironica, la pirandelliana citazione dei Giganti in un giorno particolare come il compleanno del Premio Nobel 1934 lasciano comunque la porta aperta a diverse interpretazioni. Se lunedì vi saranno le delucidazioni lo potremmo sapere in seguito, ma I giganti della montagna rappresentano un'incompiuta, una pirandelliana dal finale aperto. Che sia aperto anche il destino del Teatro di Terra? Quello di Luigi Pirandello fu un dramma incompiuto. Che non si compia, invece, volutamente, il dramma di far chiudere il Teatro di Terra. Tra le ultime battute lo scrittore figlio del caos chiama in causa la paura. Questo è il sentimento di chi ha voluto bene e vuole ancora bene al Teatro di Terra. Con la speranza che oltre a restare aperto possa essere rimesso a nuovo, e che le dissertazioni sul teatro in provincia partano proprio dal 2017-2018 di via S. Crispino.