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venerdì 9 giugno 2017

Autista di Velletri aggredito sul bus mentre lavora: "Gli atti vandalici diventano sempre più frequenti"

Lettere al Giornale: un autista di bus, che ha chiesto di restare anonimo, ci scrive per denunciare un'aggressione subita. Riceviamo e pubblichiamo la sua testimonianza.

ROMA - Lettera firmata: "Purtroppo le aggressioni e gli atti vandalici sui mezzi pubblici stanno sempre più facendo parte del nostro lavoro. Fare l'autista di Trasporto Pubblico Locale. Il 26 Maggio 2017 alle 17.00 circa, si è avuta un’altra aggressione con tanto di grave danneggiamento all’autobus.
Sono amareggiato per come certi individui si dilettino così ambiziosamente a spaccare e danneggiare i beni pubblici ed i mezzi pubblici che quotidianamente tutta l'utenza ne usufruisce. Sono amareggiato per come un "essere" possa aver ridotto un bus nuovo consegnato all'azienda da sole poche settimane. Ho cercato di evitare il peggio. Io sto bene per fortuna, a parte la pioggia di vetri che mi è venuta addosso e lo shock che mi è rimasto. Mi piacerebbe chiedere al presidente Zingaretti come si possa vantare tanto che gli autisti facciano anche i controllori da Ottobre, se già ora ogni giorno accadono certi spiacevoli episodi di violenza e danneggiamenti sui bus e questo non per aver chiesto il biglietto, ma semplicemente per aver cercato di ristabilire la calma in vettura dal momento che un tizio con i forti pugni stava rischiando di spaccare i vetri posteriori del bus. Come si può far passare una campagna mediatica dell'autista che fa da controllore perché così ci guadagna? Ma cosa ci guadagna? 5 € lorde a contravvenzione elevata incassata dalla società di trasporto. Sapete cosa significa? Che se si fanno 20 multe e la società riesce ad incassarne solamente due a te ne verranno riconosciute 10 €. Vi sembra un ragionamento democratico? Lavorare ed essere pagati per il ruolo di controllore solo se l'azienda incassa la multa? È bene che i cittadini sappiano! Ma torniamo alla ragione principale del nostro articolo: un'aggressione con un grave danneggiamento del bus nuovo da una persona becera senza alcun criterio. Mi trovavo in servizio sulla tratta Nettuno - Roma Laurentina, quando giunto alla fermata di Torvajanica tra le tante persone saliva a bordo un giovane che dopo poco iniziava a dare violenti pugni sui vetri posteriori del bus, così, senza un apparente motivo. Speravo che la cosa finisse lì, dopo pochi istanti, e invece no. Lo stesso continuava e sempre di più, sempre più forte, tanto che i passeggeri iniziavano ad essere infastiditi. Mi sono trovato così costretto, anche per garantire la sicurezza e l'ordine in vettura, arrivato a Pomezia ad intervenire cercando di far calmare il tizio e invitandolo a smettere dicendogli che continuando così avrebbe sicuramente spaccato i vetri e che stava infastidendo gli altri passeggeri. Gli ho intimato di calmarsi altrimenti avrebbe dovuto abbandonare il bus. A questo punto questa persona dalla parte posteriore del bus è venuto velocemente nella parte anteriore accanto alla mia cabina di guida iniziando ad aggredirmi verbalmente e poi minacciandomi e invitandomi a scendere per continuare a dar sfogo alla sua ira, fino a che il giovane, apparentemente minorenne e italiano, iniziava con inaudita violenza a prendere a calci la porta della mia cabina incastrandomi il piede destro nel mezzo (ho infatti riportato alcune lievi lesioni) e mandando in frantumi la parete fissa divisoria. Il giovane è quindi scappato via, ma sono riuscito con il telefono aziendale a scattargli alcune foto di spalle e ai danni al mezzo aziendale per agevolare il lavoro dei Carabinieri sopraggiunti dopo poco sul luogo. Voglio fare un appello a chi dovrebbe tutelarci, a chi gestisce un paese chiamato Italia, affinché certi atteggiamenti vengano severamente puniti anche penalmente e non come ci troviamo visto che dopo poco il giovane è stato preso dall'Arma dei Carabinieri di Pomezia e dopo aver passato due ore in caserma lo hanno rilasciato. Questo è ciò che ci indigna, la burocrazia della Giustizia e l'impotenza delle stesse forze dell'ordine rispetto a certi casi, questo ci rende insicuri, questo fa sì che nel nostro Paese non ci sia giustizia".

Lettera firmata