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martedì 20 giugno 2017

Alterità: forme e declinazioni della diversità al Dopolavoro Ferroviario di Velletri

Si è conclusa con l'esperienza della Jam Poetry e della splendida performance canora di Laura de Santis, accompagnata dalla musica di Fabio Ludovisi, la prima tranche di Alterità, festival di arte, cultura e riflessione intorno alle declinazioni della diversità. 

di Fosco Iacopini


VELLETRI - All'inaugurazione della mostra, presentata venerdì 16 giugno da Claudio Leoni e Fabrizio Rinaldi, hanno fatto seguito le performance musicali degli "Acusticando" e degli "Affluenti Sonori", piacevolissime prove artistiche che hanno accompagnato gli incontri di dialogo e riflessione nei giorni 17 e 18 giugno.
Si è parlato di forme quotidiane e diffuse di discriminazione, tramite il fondamentale contributo della scrittrice e blogger Pina Piccolo, intervenuta con materiale multimediale ad illustrare il disagio della diversità etnica e la potenza della risposta poetica al razzismo sottile di cui è sovente permeato il mondo della critica e della elite intellettuale, cui spetterebbe la responsabilità di valutare con equo strumento ogni forma d'espressione. Il viaggio esplorativo nei paradigmi della diversità, nato da una proposta di Palmiro Taglioni e Marco Martini e concretizzato dalle forze dei volontari del DopoLavoro Ferroviario, inizia concettuamente dal progetto del fotografo: CHON. Carbonio, Idrogeno, Ossigeno e Azoto, elementi fondativi della vita biologica, diventano la definizione di Normalità nell'idea artistica di Martini, che con grande tecnica ed esperienza fotografica rappresenta l'essenzialità dell'essere umano, inventando un'estetica del quotidiano che priva l'osservatore di ogni elemento di categorizzazione morale e perciò della possibilità di applicare qualsivoglia limite pregiudiziale.
Esaminando con i canoni della figurazione scultorea il pregiudizio morale e culturale cui è sottoposto ogni giorno il mondo della femminilità, Taglioni ci racconta un primo modo di discriminare e limitare l'esperienza umana. Lo scultore, tramite l'espediente artistico delle Scarpe, presenti ai "piedi" di ogni sua scultura nella mostra, rappresenta una Assenza che è fisica, indubbiamente, ma soprattutto morale, laddove il pregiudizio inconscio e lo scherno cui è sottoposta la Donna nella società rendono evanescente e subordinato lo spessore etico e intellettuale del mondo femminile. Razzismo e pregiudizio, risposte fobiche e limitative alla scoperta del nuovo, sollevano muri insormontabili tra le peculiarità dell'esperibile, inceppando quel progresso umano il cui meccanismo fondamentale è generato dal confronto e dal dialogo. The Wall, l'opera pittorica della bolognese Eloisa Guidarelli, vuole smascherare questa disfunzione sociale, riportando all'attenzione del pensiero la forza della diversità e la fecondità del libero consesso umano. Mani e piedi sono una figurazione costante nella sua opera, a ricordare la vivacità e la mobilità dell'essere umano, ma anche, in pitture che parlano di guerra e povertà, lo strazio e la sofferenza del vivere ai margini di un pensiero Predominante.
La mostra di Guidarelli, Taglioni e Martini sarà visitabile ancora per tutta la settimana fino a domenica 25 giugno, mentre gli eventi e le performance artistiche riprenderanno da venerdì 23 con la proiezione del film "Viaggio in Palestina 2010", a cura del MISH, la presentazione del libro "La Guerra di Achille" di Claudio Leoni, lo spettacolo teatrale a cura di ALFAD, le performance di Corrado Maria De Santis e della Velester Music School. Saranno inoltre presenti stand informativi di ALFAD, Coop. Sociale Primo Sole, Lega Arcobaleno. Il DopoLavoro Ferroviario rinnova i ringraziamenti a tutti i collaboratori, alle associazioni La Mano e la Vigna dei Poeti per il contributo artistico e ai moltissimi visitatori che hanno reso giustizia agli sforzi e all'impegno degli organizzator
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