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giovedì 11 maggio 2017

A Velletri la Festa di Santa Rita 2017 presso la Chiesa di Santa Lucia

Il 22 maggio presso la chiesa di Santa Lucia a Velletri si svolgeranno le rituali celebrazioni della festa di Santa Rita da Cascia con la tradizionale benedizione delle rose e delle auto.

di Antonio Liberati


VELLETRI - Si vuole ricordare questa santa, una delle più amate dal popolo che le riserva una straordinaria devozione poiché è sentita molto vicina per la sua vita, da una parte normalissima (fu infatti prima sposa e madre e poi vedova ed infine monaca agostiniana) e dall’altra, piena di eventi straordinari a partire già nella sua tenera infanzia (con l’evento delle api che pur ronzandole intorno mentre era ancora piccolissima nel sua culla, non la punsero mai).
Subito dopo la morte, santa Rita era già venerata come protettrice dalla peste, forse per il fatto di essersi dedicata in vita alla cura degli appestati, senza contrarre mai la malattia. E sicuramente per questo tutti la ricordano come la Santa degli impossibili. A Lei si associano le rose come simbolo di devozione e questo perché si tramanda un episodio particolare avvenuto verso la sua fine terrena. A lei, ormai morente nel suo letto, fece visita una sua cugina alla quale espresse come suo ultimo desiderio, quello di avere una rosa del giardino. La cugina, pur sapendo che si era in inverno, stagione in cui le rose non potevano fiorire, acconsentì e si recò nel giardino dove, con suo immenso stupore vide nella neve una pianta di rose fiorita. Gliela portò e Rita, contenta di averla, la regalò al suo Crocefisso. Nella festa di Santa Rita vi è anche tradizionalmente la benedizione delle macchine perché Lei è considerata anche la protettrice degli automobilisti. Una tradizione, questa, nata introno al 1930 sicuramente per l’episodio del “volo notturno” di Santa Rita. Si narra, infatti, che Rita, a coronazione del suo grande desiderio sin da fanciulla, chiedesse al monastero agostiniano di S. Maria Maddalena di accoglierla. Di fronte al netto rifiuto delle monache probabilmente per la sua condizione di vedova e per le vicende familiari legate all'omicidio del marito, Rita entra miracolosamente di notte, accompagnata da S. Agostino, S. Nicola da Tolentino e S. Giovanni Battista, che dallo scoglio di Roccaporena la trasportano fino dentro le mura del monastero a Cascia. Fu dichiarata santa da papa Leone XIII nel 1900 nel Grande Giubileo all’inizio del XX secolo. San Giovanni Paolo II disse di Lei: “La santa di Cascia appartiene alla grande schiera delle donne cristiane che «hanno avuto significativa incidenza sulla vita della Chiesa, come anche su quella della società». Rita ha bene interpretato il «genio femminile»: l’ha vissuto intensamente sia nella maternità fisica che in quella spirituale”.